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NEWS

26 Settembre 2014

L'Europa contro la corruzione nello sport: 15 stati firmano la convenzione al consiglio Ue

Quindici stati hanno firmato la convenzione sulla manipolazione delle competizioni sportive, al Consiglio d’Europa, durante la cerimonia svoltasi in occasione della Conferenza dei Ministri europei dello sport a Macolin, in Svizzera, la scorsa settimana.

Tra i paesi firmatari non compare l’Italia. Il trattato, per decidere sulle misure volte a promuovere l'integrità nello sport e la lotta contro la corruzione, è stato firmato da Armenia, Azerbaigian, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Georgia, Germania, Grecia, Lituania, Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Federazione Russa, Serbia e Svizzera.

"Questa convenzione è un importante passo in avanti per l'integrità, l'etica e la trasparenza nello sport", afferma il segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjørn Jagland, che ha invitato tutti i governi a firmarla e ratificarla rapidamente. Gli obiettivi della convenzione sono prevenire, individuare e punire la manipolazione delle competizioni sportive ai sensi delle disposizioni sia di diritto penale che disciplinare; aumentare lo scambio di informazioni e la cooperazione nazionale e internazionale, sia tra le autorità pubbliche interessate che tra le organizzazioni sportive e gli operatori di scommesse sportive. Il trattato entrerà in vigore dopo la sua ratifica da parte di cinque stati firmatari.

18 Settembre 2014

Ue: il nuovo commissario responsabile del gioco d'azzardo è Günther Oettinger

Günther Oettinger, commissario tedesco, è il nuovo responsabile del gioco d’azzardo a livello europeo. Ad annunciarlo giovedì scorso è stato Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea.

Il Commissario Oettinger e il suo dipartimento sono ora destinati a diventare i principali regolatori per il gioco d’azzardo a livello UE per i prossimi cinque anni. Il tedesco succede a Michel Barnier al quale si riconoscono ottimi meriti seppur a livello di armonizzazione e standardizzazione delle regole i lavori sono ancora lontani dall'essere realizzati.

Le prime reazioni non sono state molto positive, vista la rigidità dell'approccio tedesco sul settore del gioco pubblico, specie per quello online.

“Non riesco a capire come acqua e fuoco possano lavorare insieme”, afferma Helmut Kafka, vicepresidente dell’associazione delle slot machine Euromat, dato che ora gioco online e gioco fisico saranno regolati da un unico organismo.

Friedrich Stickler, presidente di European Lotteries, aggiunge: “È ancora presto per conoscere quali sono le implicazioni di questo cambio, ma sarà importante per la nuova Commissione europea prendere in considerazione il fatto che il gioco d’azzardo è un’attività economica di natura speciale”.

Il segretario generale della European Gaming and Betting Association (Egba), Maarten Haijer, aggiunge: "La Commissione lavorerà in piccoli gruppi e sarà interessante capire come la nuova commissione funzionerà".

 

17 Settembre 2014

Consiglio di Stato: “No a concorsi abbinati a scommesse di bookie privi di concessione”

Con un parere sul ricorso straordinario al presidente della Repubblica proposto da Stanleybet International Betting Limited, contro il decreto del ministero dello Sviluppo economico che ha vietato la manifestazione a premi abbinata all’acquisto di servizi di scommessa sportiva denominata 'Conquista il mondiale con Stanleybet', la seconda sezione del Consiglio di Stato ribadisce ancora una volta che in Italia non si può operare nel settore senza titolo concessorio.

Il Cds evidenzia come “il provvedimento gravato si è correttamente fondato sul dato oggettivo dell’assenza, in capo alla società ricorrente, di un valido titolo autorizzatorio legittimante l’attività di raccolta scommesse, alla cui promozione era mirata la manifestazione a premio oggetto del provvedimento medesimo, con la conseguenza che quest’ultimo, contrariamente a quanto affermato dalla società ricorrente, non risulta viziato sotto il profilo del travisamento dei fatti e dell’erroneità dei presupposti di fatto e di diritto”.

IL RICORSO - Stanleybet aveva presentato un ricorso straordinario  al Capo dello Stato, dopo che, nel 2010, Aams aveva ordinato la sospensione del concorso 'Conquista il mondiale con Stanleybet', in quanto "non risultava concessionaria dello Stato per l’esercizio delle scommesse sportive”.

 

16 Settembre 2014

Tar Catania: “Solo questore può sospendere attività illecita per funzioni di ordine pubblico”

Il Tar di Catania ha accolto il ricorso contro il Comune di Acireale presentato dal titolare di un bar che si era visto revocare con un'ordinanza sindacale l'autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande per aver installato nel proprio locale alcuni apparecchi da gioco lecito ma non rispondenti alle caratteristiche tecniche imposte dalla normativa. “Il potere di sospensione dell’attività illecita appartiene al Questore, trattandosi di esercizio di attività avente mera funzione cautelare di natura anticipatoria”, affermano i giudici. Secondo il ricorrente "l’ordinanza di revoca impugnata doveva ritenersi affetta da incompetenza, ancorchè congiuntamente sottoscritta dai (soli) dirigenti amministrativi del Comune di Acireale posto che, viceversa, tale potere viene testualmente riconosciuto dalla legge unicamente in capo al sindaco competente. Ciò - si aggiungeva – anche in ossequio del combinato disposto degli artt. 54 e 107 del D.Lgs. n. 267/2000 (il Tuel) che nello stabilire la ripartizione delle competenze tra dirigenti locali e sindaco riconducono solo a quest’ultimo le funzioni attinenti alla tutela dell’ordine pubblico (sul punto venivano espressamente richiamate, dal ricorrente, numerose recenti pronunce di vari tar)”. Secondo il tribunale amministrativo di Catania, il ricorso del titolare del bar “deve essere accolto perché fondato, tenuto conto infatti che la suddetta censura presenta certamente natura assorbente, così esimendo il Collegio dall’esame degli ulteriori profili evidenziati nei motivi di gravame di cui al ricorso introduttivo. Quanto alle spese di giudizio, ritiene tuttavia il Collegio che queste ultime possano essere compensate tra le parti in ragione della non univocità della questione risolta - come dimostrato dai contrasti giurisprudenziali ancora esistenti sul punto - nonché, allo stesso tempo, del carattere formale della censura accolta”.

16 Settembre 2014

Il sottosegretario Legnini eletto al Csm, incertezza sui tempi dei Dlgs sul gioco

Il Parlamento riunito in seduta comune ha eletto al Consiglio superiore della magistratura l’attuale sottosegretario all’Economia con delega ai gioco Giovanni Legnini. Il nuovo incarico è incompatibile con la nomina governativa, quindi Legnini dovrà sciogliere le riserve e presentare le dimissioni da sottosegretario al premier Matteo Renzi.

La nomina di Legnini al Csm, di cui potrebbe diventare vicepresidente, ha conseguenze dirette sul settore dei giochi e sui tempi di attuazione di quanto prevede in materia l’articolo 14 della legge delega, ossia un loro riordino sia dal punto di vista normativo che fiscale.

In attesa di conoscere il nome del successore di Legnini (si fa quello del sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, ma non si escludono altre soluzioni, anche non interne al Mef), il termine previsto per l’emanazione del Dlgs sul gioco, fissato a marzo 2015, potrebbe slittare. Una ipotesi che allarma sia i politici che gli operatori, sempre più alle prese con una giungla normativa, specie a carattere locale, che rende difficile gli investimenti.

4 Settembre 2014

Il Consiglio di Stato: i Comuni possono regolare gli orari delle sale da gioco

Come già stabilito dalla sentenza n. 3271 del 30 giugno 2014, va riconosciuta alle amministrazioni comunali "la possibilità di esercitare il proprio potere di inibizione delle attività per comprovate esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, oltre che del diritto dei terzi al rispetto della quiete pubblica, in caso di accertata lesione di interessi pubblici quali quelli in tema di sicurezza, libertà, dignità umana, utilità sociale, salute". Con questa motivazione dello scorso 27 agosto, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un esercente contro l'ordinanza del Comune di Imola sugli orari di esercizio delle sale giochi e di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizi autorizzati e negli esercizi commerciali.

Una motivazione sorretta anche da una precedente sentenza della Corte Costituzionale (la n. 220 del 18 luglio 2014), che "ha mostrato di ritenere plausibile la detta interpretazione giurisprudenziale nel senso che l’art. 50, comma 7, d.lgs. n. 267 del 2000 autorizza i sindaci a disciplinare gli orari delle sale giochi (ed esercizi ove siano installate apparecchiature per il gioco) anche in funzione di contrasto dei fenomeni di c.d. ludopatia".

3 Settembre 2014

Provincia di Trento: in Consiglio presentato Ddl di contrasto al Gap

Il consigliere provinciale di Trento, Violetta Plotegher (Pd), ha presentato un disegno di legge per contrastare e prevenire il gioco d’azzardo patologico, dal titolo ‘Prevenzione, cura e riabilitazione della dipendenza da gioco d'azzardo patologico’. “Questa legge, nel rispetto della suddivisione di competenze fra Stato e Provincia autonoma di Trento e dei vincoli derivanti dall'ordinamento giuridico europeo, detta norme finalizzate a prevenire la diffusione dei fenomeni di dipendenza dal gioco, anche se lecito, e finalizzate alla tutela, la cura e la riabilitazione delle persone con dipendenza da gioco d’azzardo problematico e patologico e dei loro familiari”, si legge nell’articolo 1 del disegno di legge.

Nello specifico la legge prevede:

Art. 3 Piano provinciale per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco patologico

1. Entro novanta giorni dall'approvazione di questa legge la Giunta provinciale, previo parere della competente commissione del Consiglio provinciale, adotta il piano provinciale per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco patologico, di durata triennale, al fine di promuovere:

a) interventi di prevenzione dal rischio della dipendenza da gioco patologico, mediante iniziative di sensibilizzazione, educazione e informazione;

b) interventi di formazione;

c) l'attivazione di un numero verde provinciale per fornire un primo servizio di ascolto, assistenza e consulenza per l'orientamento ai servizi;

d) attività di progettazione territoriale socio-sanitaria sul fenomeno del gioco d'azzardo, anche in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e gli enti locali, e in coerenza con le attività realizzate a seguito dell'inserimento del gioco d'azzardo patologico nei livelli essenziali delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 5 del decreto legge 13 settembre 2012, n. 158 (Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute), convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189;

e) la predisposizione di materiale informativo sul gioco d'azzardo patologico, in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore;

f) forme di premialità per coloro che espongono i marchi di responsabilità etica approvati allo scopo.

2 Gli interventi di formazione previsti nel piano sono diversificati e rivolti:

a) ai medici, agli operatori sociali e socio-sanitari operanti nel campo della prevenzione e della cura delle patologie connesse al gioco d’azzardo;

b) a esercenti, operatori dei servizi pubblici e della polizia locale - anche in collaborazione con gli enti locali -, forze dell'ordine, organizzazioni del volontariato, del terzo settore e amministratori di sostegno;

c) agli insegnanti, agli educatori impegnati nei servizi per l’infanzia e l’adolescenza, alle famiglie e ai cittadini, anche attraverso campagne d’informazione mirata.

3. Per l'attuazione degli interventi previsti dal piano la Provincia o i soggetti attuatori del piano possono stipulare convenzioni e accordi con i soggetti del terzo settore e con enti e associazioni pubbliche o private di mutuo aiuto in possesso delle competenze specialistiche inerenti al gioco d'azzardo patologico.

4. Il piano è attuato in coerenza con quanto previsto dalla legge provinciale 27 giugno 2005, n. 8 (legge provinciale sulla polizia locale 2005), e dalla legge provinciale 12 dicembre 2011, n. 15 (Promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile per la prevenzione del crimine organizzato).

Art. 4 Contributi e disincentivi

1. La Provincia può concedere contributi ai soggetti attuatori per le attività definite nel piano provinciale per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco patologico.

2. Le forme di premialità previste nell’articolo 3, comma 1, lettera f), sono stabilite nel rispetto della normativa dell'Unione europea in materia di aiuti d'importanza minore (de minimis).

3. A decorrere dal periodo d’imposta successivo all'entrata in vigore di questa legge l'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) è maggiorata dello 0,1 percento per gli esercizi pubblici e commerciali e i circoli privati in cui sono presenti apparecchi per il gioco lecito.

4. Per il perseguimento delle finalità di questa legge gli aiuti previsti dalla normativa provinciale a favore degli esercizi commerciali e degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sono concessi solo agli esercizi dove non sono collocati gli apparecchi da gioco individuati dall'articolo 110, commi 6 e 7, del regio decreto n. 773 del 1931 e a condizione che il richiedente s'impegni a non istallare tali apparecchi per un periodo stabilito dalla Giunta provinciale. La Giunta provinciale determina le modalità di attuazione di questo comma, compresi i casi di revoca del contributo in conseguenza della sua violazione.

Art. 5 Misure in materia sanitaria

1. L’Azienda provinciale per i servizi sanitari individua le strutture e i servizi dedicati alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico, curandone l'adeguata distribuzione sul territorio provinciale, e attiva percorsi anche di natura residenziale per la terapia e la riabilitazione.

2. I servizi di prevenzione, cura e riabilitazione sono promossi con la collaborazione dei centri di salute mentale, dei servizi sociali territoriali, delle associazioni di auto-mutuo aiuto e del terzo settore competenti in materia, anche attraverso progetti sperimentali e forme di convenzione.

3. L'Azienda provinciale per i servizi sanitari, in collaborazione con i soggetti indicati nel comma 2, predispone sistemi di valutazione degli esiti degli interventi dei progetti sperimentali e dei costi-benefici; inoltre predispone una relazione annuale per l'osservatorio sul fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo previsto dall'articolo 6.

Art. 6 Osservatorio provinciale sul fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo

1. È istituito l'osservatorio provinciale sul fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo, quale organo di consulenza del Consiglio e della Giunta provinciale.

2. L'osservatorio ha il compito di:

a) identificare le strategie per ridurre e sconfiggere il gioco d’azzardo;

b) osservare, studiare, monitorare il fenomeno della dipendenza da gioco;

c) formulare pareri, proposte di strategie e linee d'intervento al Consiglio e alla Giunta provinciale, per l’elaborazione di azioni di prevenzione, contrasto e trattamento delle dipendenze patologiche correlate al gioco;

d) individuare buone prassi e conseguenti protocolli applicativi destinati alle strutture pubbliche e private coinvolte negli interventi promossi dal piano provinciale per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco patologico;

e) formulare proposte per l'organizzazione di un servizio di primo ascolto e di assistenza e consulenza, anche mediante l'adozione di un sito d'informazione;

f) promuovere campagne d’informazione per la prevenzione e la sensibilizzazione sulle conseguenze derivanti dall'abuso patologico del gioco.

3. L'osservatorio è nominato dalla Giunta provinciale, che ne assicura il supporto tecnico, ha durata  coincidente con la legislatura ed è composto da:

a) l'assessore provinciale competente in materia di salute o un suo delegato;

b) l'assessore provinciale competente in materia di istruzione o un suo delegato;

c) l'assessore provinciale competente in materia di commercio o un suo delegato;

d) un rappresentante dei comuni designato dal Consiglio delle autonomie locali;

e) tre rappresentanti delle associazioni provinciali che hanno finalità di prevenzione e

cura della dipendenza da gioco patologico;

f) un esperto in materie attinenti alla dipendenza da gioco, con funzione di presidente;

g) un rappresentante dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari;

h) un rappresentante delle imprese commerciali e un rappresentante degli esercenti delle sale da gioco.

4. La partecipazione alle riunioni dell'osservatorio è a titolo gratuito.

5. Per l'esercizio dei suoi compiti l'osservatorio attiva rapporti di collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, gli enti locali, le istituzioni scolastiche, le autorità di pubblica sicurezza e con i soggetti del terzo settore operanti in ambito provinciale.

Art. 7 Obblighi dei gestori delle sale da gioco

1. I gestori delle sale da gioco espongono all'ingresso e all'interno delle sale da gioco materiale informativo, predisposto dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari, diretto a evidenziare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico, i rischi correlati al gioco e la presenza sul territorio di servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati, nonché un test di verifica, predisposto dalla Azienda provinciale per i servizi sanitari, per una rapida autovalutazione del rischio di dipendenza.

2. I gestori delle sale da gioco verificano l’osservanza del divieto di utilizzo ai minori di apparecchi e congegni che prevedono vincite in denaro.

3. L'inosservanza dei commi 1 e 2 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 6.000 a 10.000 euro. Nel caso di reiterazione delle violazioni si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione temporanea dell'esercizio dell'attività da un mese a tre mesi.

4. I proventi delle sanzioni amministrative sono destinati al finanziamento degli interventi previsti da questa legge in materia di prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico.

5. Gli esercenti di attività esistenti alla data di approvazione del primo piano provinciale per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco patologico assolvono gli obblighi previsti da quest’articolo entro un anno dall'entrata in vigore del piano.

Art. 8 Formazione del personale operante nelle sale da gioco

1. La Provincia, di concerto con i comuni, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, le associazioni di categoria e i gestori delle sale da gioco, promuove iniziative di formazione per il personale operante nelle sale da gioco, finalizzate alla prevenzione degli eccessi del gioco, in particolare attraverso il riconoscimento delle situazioni di rischio, anche per favorire la realizzazione dei test di verifica previsti dall’articolo 7, comma 1.

Art. 9 Divieto di pubblicità

1. È vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all'apertura o all'esercizio di sale da gioco che prevedono vincite in denaro che sfrutti vettori della Provincia o di enti strumentali della Provincia. È vietata la concessione di spazi pubblicitari istituzionali e l'uso della comunicazione istituzionale della Provincia o di enti strumentali della Provincia per pubblicizzare i giochi che prevedono vincite in denaro.

2. È vietato ogni collegamento ipertestuale sui siti istituzionali della Provincia o di enti strumentali della Provincia che conduca a siti che permettono il gioco d’azzardo o che pubblicizzano il gioco d’azzardo. Le reti internet della Provincia o di enti strumentali della Provincia non consentono l’accesso a siti internet che permettono o pubblicizzano il gioco d’azzardo.

Art. 10 Apertura ed esercizio dell'attività

1. Per le finalità dell’articolo 1 i comuni possono dettare previsioni urbanistico territoriali in ordine alla localizzazione delle sale da gioco, che comunque non possono collocarsi a meno di trecento metri dai luoghi sensibili indicati nell’articolo 2. Salvo quanto previsto dalla normativa statale i comuni possono disciplinare, nell'ambito dei propri strumenti di pianificazione, gli elementi architettonici, strutturali e dimensionali delle sale da gioco e delle relative pertinenze.

Art. 11 Marchio

1. La Provincia promuove le condizioni necessarie per istituire e gestire un marchio di responsabilità etica da attribuire agli esercenti di esercizi commerciali, ai gestori di circoli privati e di altri luoghi deputati all'intrattenimento che scelgono di non installare nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco d'azzardo.

Art. 12 Modificazioni dell’articolo 18 della legge provinciale 22 dicembre 2004, n. 13 (Disposizioni in materia di politiche sociali e sanitarie) 1. Dopo la lettera e) del comma 1 dell’articolo 18 della legge provinciale n. 13 del 2004 è inserita la seguente: "e bis) nei locali adibiti prevalentemente all'attività di gioco con vincita in denaro il cui esercizio è autorizzato ai sensi dell'articolo 86 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza);"

2. Alla fine comma 3 dell’articolo 18 della legge provinciale n. 13 del 2004 sono inserite le parole: "Nelle parti aperte anche ai fumatori non devono trovare collocazione apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici che distribuiscono vincite in denaro indicati dall'articolo 110, commi 6 e 7, del regio decreto n. 773 del 1931."

Art. 13 Abrogazioni

1. Sono abrogati l’articolo 13 bis della legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9 (Disciplina dell'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande e dell'attività alberghiera, nonché modifica all'articolo 74 della legge provinciale 29 aprile 1983, n. 12 in materia di personale), e l’articolo 18 della legge provinciale 28 marzo 2013, n. 5.

Art. 14 Informazioni sull'attuazione della legge

1. Il Consiglio provinciale esercita il controllo sull'attuazione di questa legge e valuta i risultati da essa ottenuti. A tal fine, con cadenza biennale, avvalendosi anche dei dati e delle informazioni prodotte dall'osservatorio provinciale, la Giunta provinciale presenta alla commissione consiliare competente una relazione che fornisce dati e informazioni sui seguenti aspetti:

a) realizzazione degli interventi previsti nel piano provinciale, risultati conseguiti, risorse erogate e relativi destinatari;

b) effetti di tali interventi sulla diffusione delle sale da gioco nel territorio provinciale, anche rispetto alla situazione preesistente e ad altre realtà confrontabili;

c) eventuali criticità riscontrate nell'attuazione delle procedure previste per l'apertura e l'esercizio delle sale da gioco e l'esercizio del gioco lecito nei locali aperti al pubblico;

d) rendiconto puntuale delle risorse pubbliche utilizzate derivanti dal finanziamento provinciale, dagli introiti derivanti dalle sanzioni previste nell’articolo 7 e dalle entrate aggiuntive derivanti dall’applicazione dell’articolo 4, comma 3;

e) diffusione delle realtà che ottengono il marchio previsto dall’articolo 11.

2. La Provincia può promuovere forme di valutazione partecipata coinvolgendo cittadini e soggetti attuatori degli interventi previsti.

3. In sede di prima applicazione, decorso un anno dall’entrata in vigore di questa legge, la Giunta provinciale presenta al Consiglio provinciale una relazione che dà conto dello stato di attuazione delle iniziative e degli interventi avviati, evidenziando le criticità emerse.

4. Le relazioni previste dai commi 1 e 3 sono rese pubbliche mediante pubblicazione sui siti del Consiglio provinciale e della Giunta provinciale.

Art. 15 Disposizioni finanziarie

1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2015 una quota pari all'1,5 per cento delle somme annualmente recuperate dalla Provincia dal prelievo erariale unico sugli apparecchi da gioco e sui congegni indicati nell'articolo 110, commi 6 e 7, del regio decreto n. 773 del 1931 è destinata alla prevenzione, informazione, formazione e alla riabilitazione dalla dipendenza da gioco d’azzardo.

 

2 Settembre 2014

Tutela giocatore, Barnier: “Stati membri liberi di stabilire il grado di protezione”

Il commissario europeo al Mercato interno, Michel Barnier, interviene ancora in materia di gioco e lo fa, in risposta all’interrogazione posta dall’eurodeputato Ramon Tremosa I Balcells (Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa) ribadendo importanti princìpi. Ossia che, “Data l’assenza di un’armonizzazione specifica nel settore del gioco, gli stati membri sono liberi di stabilire le proprie regole, purché rispettino i principi fondamentali del Trattato. Gli stati membri, in questo caso la Spagna, sono anche liberi di decidere il livello di protezione del consumatore che intendono realizzare”.

L’eurodeputato chiedeva la Commissione ha intenzione di regolamentare il gioco d'azzardo online al fine di permettere la massima protezione possibile dei soggetti più a rischio e delle loro famiglie.

“Nondimeno – ha sostenuto Barnier - la Commissione è impegnata a sostenere gli sforzi degli Stati membri per garantire un livello elevato di protezione dei consumatori e sta attuando alcune iniziative per affrontare i rischi connessi con il gioco d’azzardo. La Commissione ha recentemente adottato una proposta che stabilisce una serie di principi, con l’obiettivo di tutelare i consumatori e giocatori nonché preservare i minori dai rischi connessi al gioco d’azzardo on-line. La raccomandazione invita gli Stati membri a garantire che i partecipanti alle attività di gioco d’azzardo online siano registrati con il provider di gioco in questione e siano soggetti a controlli di identità, anche al fine di monitorare eventuali comportamenti di gioco problematico. Gli Stati membri sono inoltre invitati a far sì che i giocatori possano impostare i limiti di deposito monetario e possano, in qualsiasi momento, prendere tempo o autoescludersi. La raccomandazione prevede anche principi per una comunicazione commerciale più responsabile”.

1 Settembre 2014

Frodi sportive, governo inasprisce le pene

È stato assegnato alle commissioni riunite della Camera Affari costituzionali e Giustizia il disegno di conversione in legge del decreto recante ‘Disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, di riconoscimento della protezione internazionale, nonché per assicurare la funzionalità del Ministero dell'interno’ che, contiene, all’articolo 1, misure per inasprire le pene in materia di frodi sportive.

IL TESTO DEL DECRETO - In tema di frodi nelle competizioni sportive viene aumentata la reclusione fino a sei anni (era al massimo un anno) e la multa fino a 4.000 euro (erano, al massimo, 1.032 euro) per chiunque offra o prometta denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzate da enti sportivi riconosciuti dallo Stato e dalle associazioni ad essi aderenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione. Se il risultato della competizione è influente ai fini dello svolgimento di concorsi, pronostici e scommesse regolarmente esercitati, la pena della reclusione è aumentata fino a tre anni e una multa che sale fino a 100.000 mila euro (prima, al massimo, erano 25.822 euro).

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