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NEWS

7 Agosto 2014

Vlt, Bubbico: “Nessuna sovrapposizione competenze enti locali – questure”

Il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico ha risposto all’interrogazione presentata dai deputati della Lega Nord Paolo Grimoldi e Cristian Invernizzi che chiedevano “se il Ministro non ritenga opportuno ed urgente assumere iniziative dirette a modificare la normativa relativa al rilascio delle licenze per sale slot Vlt in modo tale da permettere ai sindaci di esprimere parere preventivo e vincolante per l’apertura di nuove sale e di regolamentarle in particolar modo per quanto attiene la vicinanza a luoghi sensibili e gli orari di apertura”, evidenziando come la questione sia seguita con attenzione “per l’evidente impatto sociale che tali attività ludiche hanno su diversi strati della popolazione”.

Bubbico ha precisato che “gli esercizi dedicati al gioco con apparecchi denominati ‘videolottery’ non sono considerate sale pubbliche da gioco, ma sono riconducibili per la disciplina autorizzatoria, agli articoli 86 e 88 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza secondo quanto stabilito dalla legge n. 73 del 2010, e, pertanto, il provvedimento rientra nelle specifiche attribuzioni del questore. Ciò premesso, pur in assenza di alcuna potestà autorizzatoria in capo al sindaco sulla specifica materia, alcune amministrazioni comunali hanno introdotto nei propri regolamenti limiti all’apertura degli esercizi pubblici in parola, ritenendo che l’introduzione di prescrizioni di carattere tecnico finalizzate al contrasto della ludopatia dovesse essere d’impedimento al rilascio del titolo autorizzatorio di polizia previsto dal Testo unico”.

L’INTERVENTO DELLA CORTE COSTITUZIONALE - “Della delicata materia – ha precisato Bubbico - si è interessata anche la Corte costituzionale che con la sentenza n. 300 del 9 novembre 2011 ha precisato gli ambiti applicativi: agli enti locali è riconosciuta una competenza regolamentare riguardo alle conseguenze sociali dell’offerta di giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli; le disposizioni comunali, inoltre, non incidono direttamente sulla individuazione ed installazione dei giochi leciti, ma su fattori quali la prossimità a determinati luoghi e la pubblicità. In altri termini, secondo la Consulta, deve ritenersi esclusa qualsiasi sovrapposizione tra le attribuzioni conferite dalla legge al questore circa il rilascio della licenza di pubblica sicurezza e l’ente locale cui la Corte riconosce una diversa autonoma competenza, che si esaurisce nella disciplina e nell’organizzazione dello svolgimento delle funzioni amministrative. Ai comuni, pertanto, rimane comunque riservata la più ampia facoltà di adottare autonomamente ogni misura volta a regolamentare le conseguenze sociali dell’offerta dei giochi leciti”.

6 Agosto 2014

La lotta al gioco patologico entra nel Collegato alla legge finanziaria 2014 della Regione Campania

Si parla di misure sul gioco, nel Collegato alla legge finanziaria regionale 2014 approvato dal Consiglio Regionale della Campania. Il provvedimento prevede un marchio 'Slot free' e incentivi per gli esercenti che tolgono gli apparecchi da gioco dai propri locali, Irap maggiorata dell'1 percento per quanti, invece, decidono di averli, oltre che la possibilità per i Comuni di dettare "previsioni-urbanistico territoriali in ordine alla localizzazione delle sale", e recepisce le norme che erano contenute nella proposta di legge presentata dal consigliere Udc Luigi Cobellis.

GIOCO RESPONSABILE - Nell’ambito delle proprie competenze, si legge nel testo del provvedimento, "promuove la realizzazione di iniziative in collaborazione con enti locali, istituzioni scolastiche, aziende sanitarie locali e i soggetti del mondo del volontariato e del Terzo Settore non aventi scopo di lucro che si occupano di gioco d’azzardo patologico online di perseguire le finalità di cui al comma i e i seguenti obiettivi: diffondere, nei confronti dei minori, la cultura dell’utilizzo responsabile del denaro attraverso attività di educazione, informazione, divulgazione e sensibilizzazione; rafforzare la cultura del gioco misurato, responsabile e consapevole, il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco".

5 Agosto 2014

Tar Lombardia: 'Il poker è abilità ma se manca il regolamento è illegale'

Una sentenza del Tar Lombardia ribalta le ultime pronunce dei tribunali amministrativi regionali che avevano aperto all'organizzazione dei tornei di poker dal vivo.

Il gioco aspetta una sua regolamentazione dal lontano luglio 2009 quando l'allora Ministro degli Interni, Roberto Maroni, decise di dare uno stop al gioco sul territorio vietandolo ma imponendo poche righe di una norma che avrebbe dovuto creare un'offerta legale di tornei dal vivo mai avviata.

Tuttavia il Tar Lombardia non sembra intravedere permessi e concessioni in assenza di tale regolamento.

I giudici si sono espressi lo scorso 8 luglio. E la sezione quattro del tribunale regionale lombardo stavolta, però, cambia orientamento rispetto ad altri Tar sancendo un principio che potrebbe creare problemi nella zona in questione.

NON C'E' IL REGOLAMENTO E IL POKER E' ILLECITO - Ed infatti la sentenza del Tar Lombardia sez. IV, n. 1766/14 non ha accolto le censure mosse dalle ricorrenti avverso il diniego (recante data 15 marzo 2013 e notificato in data 27 marzo 2013) della Questura di Pavia, divisione Polizia Amministrativa Sociale e dell’Immigrazione, del nulla osta all’organizzazione di tornei di poker Texas Hold’em sportivo non a distanza. Riguardo la vacatio regolamentare, osserva il Tar Lombardia che “le condizioni in presenza delle quali il poker sportivo, perdendo i suoi connaturati caratteri d’azzardo, potrebbe essere consentito quale gioco di “abilità” non risultano ancora definite dall’apposito regolamento di disciplina dei tornei non a distanza di poker sportivo, previsto dal citato comma 27 dell’art. 24 della legge 2009, n. 88”, e quindi “Ne discende che la mera circostanza che il gioco in questione sia organizzato secondo le modalità indicate nel menzionato art. 38, non vale a privarlo della connotazione illecita che gli è propria.

MANCANO LE REGOLE DEL GIOCO - Il Tar prosegue dicendo che il poker è illecito in quanto manca ancora la cornice regolamentare destinata a determinarne: a) le modalità di svolgimento, b) l’importo massimo della quota di partecipazione al torneo, c) le modalità che escludono i fini di lucro, d) le modalità che escludono l’ulteriore partecipazione al torneo una volta esaurita la predetta quota, e) l’impossibilità per gli organizzatori di prevedere più tornei nella stessa giornata e nella stessa località (cfr. TAR Lazio Roma, Sez. I ter, 11 agosto 2010, n. 30593; TAR Veneto Venezia, Sez. III, 16 novembre 2010 n. 6051; TAR Piemonte, Sez. II, 12 giugno 2009, n. 1693, nonché sullo specifico argomento parere del Consiglio di Stato, Sez. I, 22 ottobre 2008, n. 3237).”

4 Agosto 2014

Bingo: pronto il bando di gara per le 228 nuove concessioni

Tutto pronto per le 228 nuove concessioni per il Bingo. Il bando di gara è stato pubblicato sul supplemento alla Gazzetta Ufficiale Europea dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Arriva a compimento l'indicazione normativa prevista dalla legge di stabilità 2014. Il termine per presentare le offerte - che nel caso daranno diritto a una concessione della durata di sei anni - è stato fissato al prossimo 21 ottobre, mentre l’apertura delle buste è prevista per il 5 novembre.

Ovviamente "la partecipazione al bando è aperta agli operatori di gioco italiani ed europei che esercitano la raccolta sulla base di una concessione, autorizzazione o altro valido ed efficace titolo abilitativo rilasciato dall’autorità competente", indica il bando. Necessarie anche garanzie come quella di 60mila euro per ciascuna concessione richiesta e dimostrare di "essere in possesso di una capacità tecnico-infrastrutturale non inferiore a quella richiesta dalle regole tecniche".

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