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NEWS

29 Luglio 2014

Legnini: “Gioco, serve ampio dibattito sui decreti attuativi della delega”

Il disegno di legge sul gioco patologico all’esame della Camera e i decreti legislativi che, in materia daranno attuazione a quanto prevede l’articolo 14 della Delega fiscale, sono oggetto di due nuovi interventi alle Camere del sottosegretario all’Economia del delega ai giochi, Giovanni Legnini,

Per quanto riguarda il testo all’esame della commissione Bilancio della Camera, Legnini ha fatto presente che la relazione tecnica non è ancora stata predisposta e ribadito che “al fine di superare i numerosi profili problematici dal punto di vista finanziario connessi al provvedimento in titolo, rappresenta l’esigenza che la Commissione di merito provveda a stralciare dallo stesso le disposizioni di carattere ordinamentale, anche in considerazione del fatto che esse potrebbero interferire con l’adozione dei decreti attuativi della delega fiscale”.

A tale proposito, intervenuto ai lavori della commissione Finanze del Senato, Legnini ha auspicato che “in sede parlamentare possa esserci un'ampia fase di discussione preliminare in tema di disciplina dei giochi e delle scommesse, oggetto di un provvedimento in preparazione, tenuto anche conto dei molteplici e differenziati punti di vista su  tale materia”.

29 Luglio 2014

Dl agricoltura, commissione Bilancio dice no a nuovi balzelli al Preu sul gioco

Ancora un ‘no’ agli emendamenti che a vario titolo e a varie leggi chiedono di inasprire il Preu sul gioco. Nell’ambito dell’esame in sede consultiva degli emendamenti al disegno di Conversione in legge del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, recante disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea”, la commissione Bilancio ha espresso parere negativo su tutti gli emendamenti presentati in materia di gioco e che chiedevano un inasprimento della tassazione. Gli emendamenti sono stati bocciati in quanto contrari all’articolo 81 della costituzione. 

24 Luglio 2014

Vlt: via al prelievo sulle vincite superiori ai 500 euro

Con la pronuncia dello scorso 16 luglio della Consulta è stata dichiarata “non fondata” la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tar Lazio sulla cosiddetta “tassa sulla fortuna”, ovvero, il prelievo addizionale del 6% per le vincite superiori a 500 euro. Ciò significa che la nuova tassazione entrerà quindi in vigore dal 31 luglio, come imposto dall'Agenzia delle Dogane che nel decreto tecnico dello scorso 6 giugno 2014 ha fissato il termine previsto per l'attivazione del prelievo al “quindicesimo giorno dalla data di deposito della sentenze della Corte Costituzionale”

23 Luglio 2014

Bingo: al via le verifiche Adm per la nuova modalità di gioco

I Monopoli hanno dato il via alle verifiche funzionali dei sistemi di sala al fine del rilascio delle autorizzazioni all'esercizio del gioco del bingo secondo le nuove modalità. Le convocazioni vengono effettuate secondo il criterio cronologico della presentazione delle istanze telematiche prodotte.

Si dispone poi che il primo avvio con tali nuove modalità avverrà dalla fine di luglio prossimo; poichè l'agenzia, di concerto con il partner tecnologico Sogei, ha implementato le modalità semplificate di esecuzione delle verifiche funzionali che consentiranno di concludere, presumibilmente, i collaudi entro il mese di agosto. Con cadenza periodica ravvicinata, saranno autorizzati tutti i concessionari che avranno concluso con esito positivo le verifiche.

Le direzioni territoriali provvederanno ad effettuare apposito sopralluogo per verificare l'effettiva conformità di ciascuna sala a quanto stabilito dal regolamento di gioco, alle specificge tecniche e alle modalità di colloquio. Ai concessionari titolari di autorizzazione potranno essere distribuite le cartelle necessarie per l'esercizio del gioco con le nuove modalità.

22 Luglio 2014

Corte Costituzionale: inammissibilità della questione di legittimità costituzionale su ordinanze di Rivoli e Santhià

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 50, comma 7, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), sollevata dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, in merito alle ordinanze dei comuni di Rivoli e Santhià nella parte in cui tali disposizioni non prevedono la competenza dei Comuni ad adottare atti normativi e provvedimentali volti a limitare l’uso degli apparecchi da gioco new slot; l’inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 31, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, sollevata, in riferimento agli artt. 32 e 118 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, con le ordinanze iscritte al n. 292 del registro ordinanze del 2012 e al n. 115 del 2013; l’inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 42 del d.lgs. n. 267 del 2000, sollevata, in riferimento agli artt. 32 e 118 Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, con l’ordinanza iscritta al n. 161 del registro ordinanze del 2013. 

21 Luglio 2014

Il Sottosegretario Legnini visita Sogei: “Guerra al gioco illegale”

Il Sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini, è stato ospite di Sogei nell'ambito di una visita a cui ha partecipato anche il Direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Giuseppe Peleggi. Durante l'incontro, l'Amministratore delegato Cristiano Cannarsa ha presentato le attività svolte nel settore dei giochi e nell'ambito di altri importanti progetti portati avanti dall'Azienda, dalla fatturazione elettronica all'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (Anpr).

In particolare, sono stati forniti approfondimenti circa i sistemi messi in campo da Sogei per il controllo del gioco pubblico, il numero crescente di siti illegali di gioco oscurati e il loro continuo monitoraggio, la tendenza del mercato dei giochi a trasferirsi sempre di più sulle piattaforme online e la forte crescita delle scommesse su eventi virtuali. 

“Sogei è il cervello e il braccio operativo del Ministero dell'Economia e delle Finanze e del sistema pubblico nel suo complesso - ha affermato Legnini, titolare delle deleghe per i giochi,  l'informazione, la comunicazione, l'editoria e l'attuazione del Programma - dobbiamo lanciare un messaggio fortissimo al Paese: guerra al gioco illegale e alla ludopatia”.

Tale impegno, come è stato sottolineato nel corso della visita, coinvolge Sogei, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e tutte le forze dell'ordine, ricercando i meccanismi per finanziare tramite il gioco legale la lotta al gioco illegale, utilizzando la georeferenziazione per combattere il riciclaggio e, in prospettiva, sfruttando l'identità digitale per il contrasto alla ludopatia.

18 Luglio 2014

Ordinanze su limiti di gioco illegittime: la pronuncia del Tar Lombardia

"Regioni e Province autonome non sono titolari di competenza propria nella materia dell’ordine pubblico e della sicurezza, nella materia cioè relativa sia alla prevenzione dei reati, sia al mantenimento dell’ordine pubblico". Questa è una delle motivazioni con cui i giudici del Tar Lombardia hanno accolto il ricorso di un esercente che chiedeva la sospensione dell'ordinanza 'Limitazione della fascia oraria di utilizzo dei dispositivi da gioco d'azzardo lecito installati negli esercizi pubblici o nei circoli privati' emessa dal sindaco di Bresso (Mi).Una pronuncia importante che potrebbe mettere ordine sulle tantissime querelle apertesi con il proliferare di leggi regionali.

Non a caso, dopo aver fatto riferimento, fra l'altro, ad una sentenza della Corte costituzionale (sentenza n. 167 del 6 maggio 2010, ndr) che ha delineato i limiti della potestà legislativa e amministrativa in tema di ordine e sicurezza pubblica, i giudici lombardi hanno poi sottolineato che “con la modifica del Titolo V è stata riservata allo Stato la competenza in tema di ordine pubblico e pubblica sicurezza; ed alla competenza regionale residuale - e non più concorrente – è stata attribuita la materia della polizia amministrativa locale. Quanto alla necessità di una collaborazione fra forze di polizia municipale e forze di polizia di Stato, l’art. 118, terzo comma, Cost., ha provveduto espressamente a demandare alla legge statale il compito di disciplinare eventuali forme di coordinamento nella materia dell’ordine pubblico e della sicurezza”.

L'azione dei Sindaci sarebbe quindi incostituzionale richiamando all’art. 54, comma 4 del D.lgs. 267/2000, il quale prevede che “il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato provvedimenti contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana.

 

18 Luglio 2014

AS.TRO: scegliere tra gioco lecito o gioco illecito

Il circuito legale di gioco autorizzato e controllato, attraverso il quale lo Stato ha consentito la nascita di una industria e di un sistema amministrativo in grado di offrire una alternativa di legalità a tutti coloro che volevano “usufruire e offrire” il prodotto gioco. Il settore ha generato 200 mila “buste paga”, e la relegazione a marginalità delle varie inventive illecite. I difetti di percezione hanno generato il cosiddetto “distanziometro” che impedisce in molti territori l'apertura di sale da gioco. E' l'analisi dell'Associazione AS.TRO – aderente a Sistema Gioco Italia – riferita al proliferare di leggi regionali “contro” il gioco pubblico.

Trovare la “via di mezzo”, ovvero un terzo modello, che non riproponga oggi lo scenario degli anni ’90 – quello del gioco in mano all'illegalità - è un compito che oggi incombe sul Governo, la cui delega consegnatagli dal Parlamento gli permetterà di scegliere quale “risposta istituzionale” dare agli Italiani.

La domanda di gioco censita nel 2000 (40 mila miliardi di vecchie lire incamerati dai vecchi videopoker), coincide esattamente con il controvalore “attualizzato” di 18,3 miliardi (spesa al gioco lecito) + i 23 miliardi di volume di affari del gioco illegale, censito dalla GdF lo scorso autunno. Il mercato quindi è oramai consolidato, e resta solo da scegliere se lo Stato vuole assumersi l’onere di “tenere il banco” (forte delle sue tutele che il controllo istituzionale può fornire all’utenza), oppure fronteggiare coi divieti un percorso di “rimozione culturale” della domanda di gioco. Eticamente, la seconda opzione potrebbe anche condurre alla “beatificazione”, ma concretamente genererà un diverso scenario: l’immissione di 40 miliardi di euro (annui) di (ulteriore) illecita ricchezza immessa nei patrimoni della criminalità e, “a cascata”, nel circuito dell’economia del Paese.

17 Luglio 2014

La Commissione Ue adotta una raccomandazione su servizi di gioco online

La Commissione Europea ha adottato una raccomandazione sui servizi di gioco d’azzardo online che incoraggia gli Stati membri a realizzare un livello elevato di protezione per i consumatori, gli utenti e i minori grazie all’adozione di principi relativi ai servizi di gioco d’azzardo on-line e alla pubblicità e sponsorizzazione responsabile di questi servizi. La finalità della raccomandazione è di salvaguardare la salute e di ridurre al minimo gli eventuali danni economici che possono derivare dal gioco d’azzardo eccessivo o compulsivo.

Le principali misure  In base alla raccomandazione, gli Stati membri sono invitati a prevedere prescrizioni relative alle informazioni di base sui siti web di gioco d’azzardo, a garantire che i minori non abbiano accesso al gioco d’azzardo online, a stabilire un processo di registrazione per creare un conto di gioco, a rendere disponibile un’assistenza costante per prevenire problemi relativi al gioco d’azzardo, anche attraversi linee telefoniche alle quali i giocatori possano ricorrere per chiedere assistenza sul loro comportamento di gioco. Attenzione anche alla pubblicità e alla sponsorizzazione dei servizi di gioco d’azzardo online, come pure alla formazione dei i dipendenti degli operatori di gioco d’azzardo. La Commissione invita inoltre a realizzare campagne di sensibilizzazione sui rischi legati al gioco d’azzardo nonché a raccogliere dati sulla creazione e la chiusura dei conti di gioco e sulla violazione delle norme in materia di comunicazione commerciale. 

17 Luglio 2014

Antidoping ippico, i dubbi della Commissione Bilancio del Senato sul personale

La commissione Bilancio del Senato ha espresso in sede consultiva il suo parere alla commissione Agricoltura sul disegno di legge recante ‘Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività agricole del settore agricolo, agroalimentare e della pesca (collegato alla manovra di finanza pubblica)’ e a tale proposito muove dei rilievi a quella parte dell’articolo 7 che riguarda la razionalizzazione o soppressione delle strutture operanti nel settore del controllo antidoping ippico. La commissione evidenzia che “la Relazione tecnica non fornisce informazioni puntuali sull’inquadramento e sull’onerosità dei dipendenti da far eventualmente transitare nell’organico del Ministero delle politiche agricole”.

I LAVORI DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA – Quanto alla commissione Agricoltura, è stato sospeso il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge.

16 Luglio 2014

Sottosegretario Legnini: “Ddl gioco patologico si sovrappone a Delega Fiscale”

Il Ddl sul gioco patologico è stato discusso anche in Commissione Bilancio della Camera. Il sottosegretario con Delega al Gioco, Giovanni Legnini, mette in evidenza la connessione tra il testo e la delega fiscale, segnalando di aver già evidenziato, in maniera informale, questo aspetto alla Commissione finanze della Camera: “Le disposizioni del provvedimento in esame, che si sovrappongono alla delega fiscale di cui alla legge n. 23 del 2014, potrebbero essere stralciate, mantenendo solo quelle di carattere socio-sanitario”.

La Commissione Bilancio ha chiesto al Governo la predisposizione di una relazione tecnica sul provvedimento, ritenendo pertanto opportuno acquisire tale documento prima di procedere all’espressione del parere sul testo unificato.

Anche in commissione Finanze della Camera il relatore Federico Ginato (Pd) ritiene opportuno valutare “se il provvedimento in esame, almeno per quanto riguarda gli articoli 10, 12, 13, 14, 15, 16 e 17, non si sovrapponga con l’altro strumento di intervento legislativo in materia costituito dall’articolo 14 della legge n. 23 del 2014, i cui termini di esercizio sono ancora in corso, e che intende realizzare una riforma più complessiva del sistema dei giochi pubblici la quale travalica le misure per il contrasto al gioco d’azzardo patologico”. 

10 Luglio 2014

Zizza (Fi-PdL) interroga il governo: “Quanti sono i malati di gioco in Italia?”

Servono dati certi sul numero di italiani che soffrono di dipendenza da gioco e su come (e con quali costi) lo Stato prevenga e curi questa patologia. A chiederli al presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin è il senatore di Fi-PdL Vittorio Zizza che in un’interrogazione chiede “se il Governo sia a conoscenza della metodologia adottata dal Dipartimento politiche antidroga per la stima dei soggetti affetti da Gap; quanti siano i soggetti affetti da Gap e quali tipologie vengono prese in carico dai Sert; se consideri attendibili i dati diffusi dai diversi soggetti citati e quali iniziative di competenza intenda intraprendere al fine di garantire la diffusione di metodologie statisticamente rilevanti e scientificamente attendibili”.

Il senatore chiede inoltre “a quanto ammonti la spesa sostenuta dallo Stato per il contrasto di tale patologia, quali siano le misure previste per combattere il fenomeno della ludopatia e quali siano i risultati ottenuti”.

LE PREMESSE - In premessa, Zizza ricorda tra l’altro che “lo stesso Dpa nel suo rapporto annuale”, ricorda che “la dimensione del Gap in Italia ‘è difficilmente stimabile in quanto, ad oggi, non esistono studi accreditati, esaustivi e validamente rappresentativi del fenomeno”.

9 Luglio 2014

Ddl Esodati: sottosegretario Bobba “No a prelievo erariale del gioco”

I deputati socialisti Marco Di Lello, Lello Di Gioia, Pia Elda Locatelli, Oreste Pastorelli in un ordine del giorno al Ddl Esodati hanno chiesto al Governo di “adottare ogni iniziativa utile al fine di superare questa drammatica questione sociale, attraverso un’assunzione di responsabilità politica e di sensibilità civile, prevedendo nella predisposizione della prossima legge di stabilità, anche attraverso il prelievo erariale del gioco d’azzardo, tutte le misure idonee alla definizione di tale questione tenendo conto delle naturali aspettative di tutti i lavoratori nel rispetto dei principi fondamentali della Costituzione ‘rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana’, come recita l’articolo 3 della Costituzione stessa”. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba, nel suo intervento ha espresso parere favorevole, a condizione che vengano espunte dal dispositivo le parole: “anche attraverso il prelievo erariale del gioco d’azzardo”.

8 Luglio 2014

Legnini: “Gioco illegale sotto la lente del governo”

Il gioco illegale è oggetto della massima attenzione da parte dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi. Lo ha assicurato il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, Giovanni Legnini, in un’intervista al Secolo XIX, riferendosi al fenomeno delle sale scommesse senza concessione né autorizzazione e al gioco illegale: “I Monopoli e l’Agenzia delle Dogane sono impegnate in maniera molto forte per contrastare questo fenomeno. E la lotta contro ogni forma di gioco illegale sarà uno dei punti cardini della riforma al quale il governo sta lavorando”.

Il sottosegretario ha aggiunto che è venuta l’ora di metter mano a tutto il comparto con una riforma organica, evitando provvedimenti tampone e mettendo fine al caos normativo dove s’insinuano anche queste situazioni. Il riferimento sembra essere alla delega fiscale: già entro luglio sono attesi i primi decreti che daranno attuazione a quanto prevede l’articolo 14 in materia di gioco, ossia una sua riscrittura normativa e fiscale.

8 Luglio 2014

La rete parallela di gioco illegale e l'impatto sul sistema

Le recenti prese di posizione sul fenomeno del gioco non legale, inducono ad una riflessione: a fronte del massimo impegno per il contrasto al circuito non autorizzato di gioco e scommesse, il volume di affari del gioco illegale aumenta. E’ quindi evidente che al “sistema istituzionale” manca uno strumento legislativo idoneo che sappia trasformare il massimo impegno in una inversione di tendenza. La riflessione è dell'avvocato Michele Franzoso, del Centro Studi di AS.TRO, che spiega come ragionare in termini di “emergenza legislativa” è per definizione sbagliato, ma è l’unico modo che in Italia conduca a quell’accorciamento dei biblici tempi che connota ogni processo di riforma normativa. Il rischio dell’errore è dietro l’angolo, ma gli effetti dell’inerzia sono già troppo invasivi: il malato gioco lecito non può attendere una cura perfetta, ma gli devono subito essere asportati quei “parassiti” che ne stanno minando la sopravvivenza.

“A questo punto occorre ragionare sul fronte delle proposte di riforma della legislazione, adottando quell’approccio protezionistico che i trattati europei censurano, ma che tutti i Paesi industrializzati, dell’UE e non, utilizzano scientificamente per tutelare prerogative nazionali irrinunciabili”.

Non si tratta, quindi, di decidere il “se”, ma solo il “come” contrastare la raccolta di scommesse non autorizzata attraverso una severa fattispecie penale, di impronta tributaria, che prescinda dalla “grande questione giuridica sul tappeto” e che punisca l’ostacolo alla ricostruzione del proprio volume di affari in materia di gioco e scommesse.

Secondo Franzoso, “l’operatore che lavora al di fuori del circuito autorizzato non paga tutte le imposte che dovrebbe pagare, e per di più, 'addebita' tale evasione a quell’ultimo anello della propria catena che solitamente si caratterizza per totale incapienza: il soggetto che ha il contratto di mandato e che allestisce un punto scommesse con due pc, una stampante, e qualche locandina, piuttosto che un barista che ospita un totem senza neppure conoscere il nome di chi glielo ha istallato fisicamente”.

La tutela penale tributaria, quindi, si doterebbe, per il profilo specifico del gioco/scommessa di una “classica” disposizione a tutela anticipata (il c.d. tentativo tipizzato) molto utilizzata nei  settori finanziari (in cui l’ostacolo alle attività delle Autorità di Vigilanza costituisce reato autonomo).

Scopo di tale sanzione non è certo quello di incarcerare qualche barista o qualche tenutario di centri scommessa, bensì quello di identificare e chiamare a 'correità', ovunque insediati, in Europa o nel mondo, i responsabili delle società “organizzatrici” del circuito parallelo.

Se è vero che la sanzione penale non spaventa gli Italiani, a cui “importerebbe” solo la decurtazione immediata del portafoglio e del patrimonio conseguente ad una sanzione pecuniaria amministrativa, così non è per quegli stranieri (persone fisiche e giuridiche) che, con tale disposizione, si troveranno nelle condizioni di dover ripensare alle rispettive strategie di mercato in Italia.

3 Luglio 2014

Luigi Magistro, Adm a L'Espresso: 'Il gioco illegale dilaga, servono controlli capillari sul territorio'

Un'evasione di ben mezzo miliardo l’anno legata dal business delle scommesse ma a scapito del sistema legale con oltre 5mila agenzie che operano senza licenza del Questore e senza concessioni, quindi senza pagare le imposte, a fronte di un mercato regolare di 7.400. E' la denuncia presentata sulle pagine de L'Espresso dal vicedirettore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Luigi Magistro.

Un’inchiesta reportage del periodico nazionale che spiega il modus operandi dei centri non autorizzati: “L’investimento è esiguo, per cui noi li chiudiamo e loro ricominciano da capo. Sono tantissimi, una vera emergenza nazionale”, afferma Magistro, che ha dichiarato guerra ai Cdt. “Il fenomeno si insinua in Italia già a partire dal 2000, ma assume dimensioni rilevanti nell’ultimo quinquennio, sfruttando la pretesa illegittimità comunitaria della normativa d’allora. Ora le norme sono state allineate ai principi europei e la nuova gara del 2012 ha dato a tutti la possibilità di operare come regolari concessionari dello Stato. Ciononostante, molti hanno continuato ad operare senza concessione perché economicamente più conveniente”, aggiunge Magistro. “Operatori dotati di una licenza come pubblici esercizi, tipicamente Internet point, accettano scommesse collegandosi ad un bookmaker, spesso estero, il tutto in assenza di concessione ed autorizzazione italiana. Ovviamente, così facendo, non applicano alle scommesse l’imposta prevista in Italia. Questo consente loro di offrire quote migliori rispetto a quelle praticate dai concessionari autorizzati. Rimanendo al di fuori del circuito controllato dallo Stato, per molti è anche facile evadere le imposte sui redditi”.

Con i Mondiali il boom dell'illegalità e secondo Magistro la soluzione è una: “C’è un solo modo: effettuare controlli capillari. È quello che stiamo facendo insieme alle forze di Polizia e, in particolare, alla Guardia di Finanza. Nel 2013 sono stati effettuati circa 2mila interventi. Purtroppo, trattandosi di attività che richiedono investimenti modesti, alla chiusura di un centro segue spesso la riapertura sotto altro nome di copertura. È già in programma una intensificazione dei controlli specifici, così come di quelli volti a contrastare l’evasione delle imposte sui redditi che, nel caso di specie, si può stimare intorno ai 500 milioni di euro all’anno”.

 

2 Luglio 2014

Giochi e scommesse, il Tar Lazio rinvia caso Ctd a Bari

Prevedibile effetto domino dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato la competenza esclusiva del Tar del Lazio in materia di giochi e scommesse.

La Sezione Prima Ter del Tar del Lazio ha infatti dichiarato con una ordinanza la “propria incompetenza a decidere” su una controversia relativa SKS365 Group Gmbh, nata dopo che il Questore di Bari aveva disposto la cessazione dell’attività di intermediazione inerente alla trasmissione dati di scommesse sportive” per conto dell’operatore. "Rilevato che il provvedimento è stato adottato in quanto il ricorrente (operante come centro di trasmissione dati inerenti a scommesse, anche sportive, per conto della Società SKS365 Group Gmbh) non è in possesso della necessari concessione AAMS e delle richiesta licenza ex art. 88 Tulps (in quanto era stata respinta, con provvedimento del 23.10.2013 dello stesso Questore di Bari, l’istanza del ricorrente tesa ad ottenere tale licenza) e, quindi, il Questore di Bari ha affermato che lo stesso avrebbe operato in assenza dei prescritti titoli". E inoltre ecco l'applicazione della sentenza: "Alla camera di consiglio del 26.6.2014, è stata rilevata la questione della competenza, avuto riguardo alla recente pronuncia della Corte Costituzionale n. 174/2014;

Ritenuto che sussistono fondati dubbi sulla competenza del Tar adito, potendosi ritenere competente il TAR Puglia, Bari, in quanto, con sentenza n. 174/2014, la Corte Costituzionale è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 135, comma 1, lettera q-quater), del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Attuazione dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recente delega al governo per il riordino del processo amministrativo), nella parte in cui prevede la devoluzione alla competenza inderogabile del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, delle controversie aventi ad oggetto i provvedimenti emessi dall'autorità di polizia relativi al rilascio di autorizzazioni in materia di giochi pubblici con vincita in denaro; ritenuto, pertanto, di dover dichiarare l’incompetenza del Tar Lazio, Roma, a decidere la presente controversia, essendo competente il Tar Puglia, Bari".

 

1 Luglio 2014

Barnier (Ue): “Livello di tassazione gioco spetta a stati membri”

“La Commissione Ue condivide le preoccupazioni circa i rischi associati al gioco d’azzardo e, come illustrato nella sua comunicazione del 2012 dal titolo ‘Verso un quadro normativo europeo approfondito relativo al gioco d’azzardo online’, sta intervenendo nel settore”.

E’ quanto afferma il commissario al Mercato Interno, Michel Barnier, rispondendo a un’interrogazione dell’ex europarlamentare Cristiana Muscardini. “Attualmente il gioco d’azzardo non è disciplinato da una normativa specifica. Le prerogative della Commissione derivano esclusivamente dalle disposizioni del trattato sull’Unione europea, in particolare dagli articoli 49 e 56 del Tfue, che disciplinano la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione dei servizi, e, per quanto riguarda la protezione dell’integrità dello sport, dall’articolo 165 del Tfue. Il gioco d’azzardo è anche disciplinato da alcuni atti della legislazione unionale orizzontale, ad esempio dalla direttiva 2005/29/Ce(1), che vieta una vasta gamma di pratiche commerciali ingannevoli o aggressive. Inoltre, la Commissione ha proposto di estendere la normativa Ue antiriciclaggio a tutte le forme di gioco d’azzardo. Gli Stati membri godono di ampia libertà nel definire i propri sistemi fiscali e stabilire i livelli di tassazione nel modo più idoneo a raggiungere gli obiettivi di politica interna, anche se, nell’esercizio dei loro diritti di tassazione, essi devono rispettare gli obblighi derivanti dai trattati dell’Unione. La Commissione può presentare proposte legislative volte a migliorare il funzionamento del mercato interno, che diventeranno legge solo se gli Stati membri le approvano all’unanimità. Il livello di tassazione del gioco d’azzardo non è stato armonizzato a livello Ue: spetta pertanto agli Stati membri fissarlo. La risoluzione del Parlamento europeo del 2011 sul gioco d’azzardo online nel mercato interno ha respinto l’ipotesi di introdurre un atto legislativo europeo che armonizzi la disciplina del settore del gioco d’azzardo. Una posizione analoga è stata espressa dal Consiglio. Norme relative all’ubicazione degli stabilimenti in cui sono situate le slot-machine sono stabilite a livello nazionale o locale”.

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