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NEWS

30 Giugno 2014

Bingo: via ai collaudi per i nuovi sistemi di gioco

In data 19 giugno 2014 i Monopoli hanno provveduto ad inviare a tutte le società concessionarie del gioco del Bingo di sala la seguente comunicazione :

“Si comunica che nelle prossime settimane si procederà alla convocazione dei concessionari del gioco del Bingo per l’esecuzione delle verifiche funzionali necessarie per l’adeguamento dei sistemi di sala ai decreti 4 luglio 2012, 27 dicembre 2012 e 14 febbraio 2013.

Con l’occasione si rileva che non pochi concessionari in regime di proroga ai sensi dell’art. 1, comma 636, della legge n.147/2013 non hanno ancora provveduto a depositare la garanzia prevista dall’art. 1, comma 4, del decreto direttoriale 4 marzo 2014.

Considerato che tale ritardo potrebbe comportare un abnorme dilatarsi delle tempistiche necessarie per il predetto adeguamento, con effetti distorsivi della concorrenza economica fra gli operatori di gioco, si rende noto che si procederà a convocare, secondo l’ordine cronologico di presentazione dell’ istanza, i concessionari in regola, ove tenuti, con i versamenti prescritti dal decreto direttoriale 4 marzo 2014 con l’avvertenza che quelli che non hanno prodotto le prescritte garanzie saranno autorizzati, anche in caso di esito positivo della verifica funzionale all’esercizio del gioco con le nuove modalità, soltanto dopo il deposito degli idonei atti fideiussori che dovrà avvenire tassativamente entro trenta giorni dalla ricezione dell’esito favorevole della verifica funzionale.

In caso di persistente inottemperanza all’obbligo di deposito della garanzia, si provvederà ad adottare i provvedimenti diretti all’inibizione dell’attività di raccolta in regime di proroga ai sensi dell’art. 1, comma 1, del decreto direttoriale menzionato.”

Con tale comunicazione l’Amministrazione ha ufficializzato l’inizio dei collaudi propedeutici all’applicazione del nuovo regolamento di gioco di cui al decreto direttoriale del 4 luglio 2012. La nota riporta un richiamo alle società che a distanza di mesi non hanno ancora provveduto al deposito dell’estensione di garanzia fideiussoria di cui alla note del 4 marzo 2014. In seguito all’avvenuto collaudo, le società non in regola con le garanzie, avranno 30 giorni di tempo per la messa a norma. La mancata regolarizzazione della posizione comporterà il blocco dell’attività conseguente al diniego di consegna titoli di gioco da parte dell’(ex)Aams.

L’adeguamento in estensione delle garanzie si rileva non soltanto propedeutico al corretto espletamento dell’ordinata calendarizzazione dell’attività di verifica funzionale ma rappresenta “conditio sine qua non” per l’attività affidata in regime di concessione e pertanto al collegato regime di proroga. 

30 Giugno 2014

Bingo: Tar Lazio nega cautelare contro il canone mensile legato alla proroga delle concessioni

In data 2 maggio 2014 è stato depositato presso il Tribunale Amministrativo del Lazio un ricorso contro il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Agenzia delle dogane e dei monopoli, per l’annullamento - previa concessione delle misure cautelari del provvedimento dell’Agenzia prot. n. 2014/18603 in data 4 marzo 2014 – recante, tra l’altro, disposizioni di attuazione dell’art. 1, comma 636, della legge n. 147 del 27.12.2013.

SGI attraverso la federazione di riferimento, FederBingo, era intervenuta ad adiuvandum alle posizioni del Ministero dell’Economia.

Il Presidente della seconda sezione del Tar Lazio, Luigi Tosti, in data 18 giugno 2014 ha rinviato al merito il presentato ricorso fissando la discussione per la fine del mese di ottobre 2014 respingendo l’atto cautelare di sospensione.

 

25 Giugno 2014

GdF, nei primi cinque mesi 1.525 violazioni in materia di gioco

Primi numeri per quanto riguarda l’attività 2014 della Guardia di Finanza nel settore dei giochi e delle scommesse. Come si legge nel report presentato dal Comando Generale in occasione del 240esimo anniversario della sua fondazione, in totale, nel periodo gennaio-maggio sono state riscontrate 1.525 violazioni e verbalizzati 4.761 soggetti relativi ad attività connesse al gioco. Tra i principali generi sequestrati ci sono gli apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento, 374, e 1.420 punti raccolta scommesse clandestine. Quanto ad altri dati, nell’arco di tempo considerato le Fiamme Gialle hanno sequestrato e confiscato beni alla criminalità economica ed organizzata per 2,8 miliardi di euro.

I DATI 2013 - Nel 2013 erano stati sequestrati 2.035 apparecchi da intrattenimento e 1.934 punti clandestini di raccolta scommesse. Erano stati 10.171 i soggetti verbalizzati, 9.471 gli interventi totali; 3.545 le violazioni riscontrate e 3.425 gli interventi con contestazioni.

 

24 Giugno 2014

Il commissario Ue Barnier interviene sul gioco online: “Garantire tutela consumatori”

Il commissario al Mercato Interno, Michel Barnier, ha risposto all’interrogazione sui rischi del gioco online dell’eurodeputata Vasilica Viorica Dancila (S&D). “La Commissione condivide le preoccupazioni dell’onorevole parlamentare – afferma Barnier - circa la proliferazione di servizi di gioco d’azzardo online illegale. In conformità con la giurisprudenza della Corte di giustizia, data l'assenza di armonizzazione, gli Stati membri sono liberi di fissare i propri obiettivi politici sul gioco. Tuttavia, la Commissione si è impegnata a sostenere i loro sforzi per garantire un livello elevato di protezione dei consumatori contro i siti illegali. Nel 2012, la Commissione ha istituito un gruppo di esperti sui servizi di gioco che riunisce le autorità di regolamentazione di tutti gli Stati membri a rafforzare la loro cooperazione e stimolare lo scambio di buone pratiche nella lotta contro offerte di gioco illegali. La Commissione – continua Barnier - è anche consapevole dei rischi specifici connessi al mantenimento dei diritti dei consumatori e le frodi che sono associate al gioco online, in particolare quando non è regolamentato in maniera adeguata. La Commissione sta adottando misure per affrontare tali rischi, conformemente alla sua comunicazione 2012, ‘Verso un quadro europeo globale sul gioco d’azzardo online’. Al fine di migliorare la tutela dei consumatori, alla fine di quest’anno, la Commissione pubblicherà due raccomandazioni: sulla tutela dei consumatori di gioco d’azzardo online e sulla pubblicità responsabile dei servizi di gioco d’azzardo. Con riferimento alla lotta contro le attività fraudolente, la Commissione ha proposto di estendere le norme antiriciclaggio dell’Unione Europea - attualmente applicabile solo in diritto comunitario ai casinò - a tutte le forme di gioco d'azzardo. Inoltre, la Commissione ha partecipato attivamente, a nome dell'Unione europea, nella negoziazione del progetto di Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di gare sportive e sta anche preparando una propria iniziativa in questo settore”.

20 Giugno 2014

Corte costituzionale: il Tar Lazio non ha competenza esclusiva sui giochi e scommesse

La Corte Costituzionale, con una recente pronuncia relativa alla raccolta di scommesse, ha stabilito che la competenza esclusiva del Tar Lazio in materia di giochi e scommesse - prevista nel Codice del processo Amministrativo e rafforzata dal Decreto Fiscale del marzo 2012 - non ha i requisiti di legittimità costituzionale. La Consulta si è pronunciata nel merito dopo che i Tar di Calabria, Puglia e Piemonte avevano rimesso alla valutazione della Corte stessa i ricorsi di alcuni centri collegati a bookmaker non autorizzati in Italia. Una pronuncia significativa che ha avuto subito i suoi effetti con il rinvio di due ricorsi intentati contro il Comune di Ravenna.

Le motivazioni dei giudici - Ad avviso dei giudici rimettenti, la devoluzione delle controversie in esame alla cognizione del Tar del Lazio, sede di Roma, in quanto derogatoria rispetto agli ordinari criteri di riparto della competenza − fondati sull’efficacia territoriale dell’atto e sulla sede dell’autorità emanante − determinerebbe la violazione del principio di ragionevolezza, di cui all’art. 3 Cost., e del principio di decentramento della giustizia amministrativa, di cui all’art. 125 Cost. Va inoltre rilevato che − mentre la verifica della compatibilità con il principio dell’art. 3 Cost. di una norma processuale derogatoria comporta la valutazione della sua non manifesta irragionevolezza − con riferimento all’art. 125 Cost., le deroghe alla ripartizione ordinaria della competenza territoriale devono essere valutate secondo un «criterio rigoroso» (sentenza n. 237 del 2007, punto 5.3.1. del Considerato in diritto), essendo di tutta evidenza che − laddove la previsione di ipotesi di competenza funzionale inderogabile del Tar Lazio, sede di Roma, non incontrasse alcun limite − il principio del decentramento della giustizia amministrativa e dell’individuazione del giudice di primo grado sulla base del criterio territoriale, a livello regionale, sarebbe esposto al rischio di essere svuotato di concreto significato. 

18 Giugno 2014

Agricoltura, la competitività del settore passa anche per la strada degli interventi sull’ippica

È stato fissato al 20 giugno 2014 alle ore 10,30 il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge delega al governo recante ‘Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività agricole del settore agricolo, agroalimentare e della pesca (collegato alla manovra di finanza pubblica)’ alla commissione Agricoltura del Senato.

La delega al governo  Il testo contiene misure anche in materia di ippica, all’articolo 7 che reca ‘Delega al Governo per il riordino, la soppressione e la riduzione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e per il riordino dell'assistenza tecnica agli allevatori)’. Viene infatti previsto che il governo sia delegato ad adottare “entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino e alla riduzione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nonché alla riorganizzazione del sistema di consulenza degli allevatori anche attraverso la revisione della legge 15 gennaio 1991, n. 30, in materia di disciplina della riproduzione animale, allo scopo di rendere maggiormente efficienti i servizi offerti nell'ambito del settore agroalimentare”.

Nella predisposizione dei decreti devono essere osservati alcuni princìpi e criteri direttivi, tra essi la ‘riduzione del numero degli enti, società e agenzie vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali’ da realizzare, tra l’altro, mediante ‘razionalizzazione o soppressione delle strutture operanti nel settore del controllo antidoping ippico, anche attraverso la loro confluenza nelle strutture ministeriali, previo espletamento di apposite procedure selettive per il personale, procedendo al relativo inquadramento sulla base di un'apposita tabella di corrispondenza e comunque prevedendo che i dipendenti della predetta società mantengano esclusivamente il trattamento economico fondamentale in godimento percepito all'entrata in vigore della presente legge’.

Nella predisposizione dei decreti, relativamente al riordino dell'assistenza tecnica agli allevatori e tenendo conto della normativa comunitaria in materia, il Governo è tenuto al ‘riconoscimento del principio per il quale l'iscrizione ai libri genealogici e ai registri anagrafici costituisce elemento fondamentale per l'individuazione della razza e per la certificazione d'origine’.

17 Giugno 2014

Il viceministro Olivero risponde sull’ippodromo delle Capannelle

Il viceministro all’Agricoltura, Andrea Olivero, ha risposto all’interrogazione presentata in Commissione Agricoltura alla Camera dal deputato del M5S, Giuseppe L’Abbate, che chiedeva quali fossero “le motivazioni alla base della scelta di non far decadere la convenzione del Mipaaf con la società ‘Hippogroup Roma Capannelle SpA’, nonostante il concordato preventivo ad essa concesso e la messa in mora da parte di Roma Capitale”.

Secondo il viceministro “L’interrogazione riguarda i criteri e i parametri utilizzati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per la remunerazione della convenzione con la società Hippogroup Roma Capannelle per l'organizzazione di corse al trotto presso l'ippodromo delle Capannelle, nonché le motivazioni che hanno indotto a non far decadere la convenzione con la predetta società, nonostante il concordato preventivo ad essa concesso e la messa in mora da parte di Roma Capitale. Al riguardo, occorre preliminarmente evidenziare che il riconoscimento concesso dal Ministero (con decreto n. 33276 del 5 agosto 2013) alla società Hippogroup Roma Capannelle Spa per lo svolgimento dell'attività di corse al trotto trae origine da un intervento straordinario intrapreso da Roma Capitale che, rinvenendo nella preservazione dei settore ippico un interesse pubblico nazionale e locale (a tutela dei valori sportivi, culturali, sociali ed economici connessi, nonché del livello occupazionale e delle professionalità che operano nel settore), ha ritenuto di porre in essere ogni iniziativa atta a scongiurare la crisi definitiva dell'ippica romana, anche alla luce dell'avvenuta chiusura dell'ippodromo di Tor di Valle, nonché a rendere attuabile il piano concordatario in continuità aziendale omologato dal Tribunale di Roma in data 21 dicembre 2011 relativo ad Hippogroup Roma Capannelle Spa. In tale ottica, con la delibera di Giunta di n. 199 dell'8 maggio 2013, la predetta amministrazione ha quindi ridefinito il canone di locazione di concessione dell'Ippodromo delle Capannelle (fissandolo in 66.000 euro, in luogo di un milione di euro già pattuito in sede di concordato preventivo) subordinandone, tuttavia, la riduzione ad una serie di incombenze a carico della Hippogroup Roma Capannelle, tra le quali, oltre all'organizzazione delle corse al trotto presso l'ippodromo delle Capannelle, previa assegnazione, da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, delle corse al trotto già riservate all'ippodromo di Tor di Valle e del corrispettivo impianti già allo stesso destinato, anche la realizzazione della pista di trotto e degli altri lavori eventualmente occorrenti sulla scorta del progetto già presentato, previe le necessarie approvazioni e autorizzazioni. Al fine di creare le condizioni per l'adempimento del concordato preventivo, nonché per garantire la prosecuzione dell'attività di corse al trotto nella Capitale, la Hippogroup ha quindi richiesto la collaborazione del Ministero che, condividendo le esigenze sottostanti l'intervento straordinario assunto dal Comune di Roma in favore di Hippogroup Roma Capannelle SpA e, pertanto, nel perseguimento dell'interesse pubblico alla promozione del settore ippico di cui è portatore, ha ritenuto di collaborare con l'amministrazione locale. La sostenibilità dell'intervento previsto si basa sui mantenimento delle condizioni già riconosciute all'impianto di Tor di Valle, sia in ordine al numero delle giornate di corse da assegnare che al relativo montepremi, sia in ordine ai corrispettivi contrattuali e, segnatamente, al ‘corrispettivo impianti’. Alla società in parola è stato quindi riconosciuto, a titolo di «corrispettivo impianti», l'importo fisso di 1.600.000 euro («parametrato» a quello già attribuito all'ippodromo Tor di Valle per l'anno 2012, come ridotto ai sensi della deliberazione n. 116 del 2011), tale da contemperare l'esigenza del contenimento della spesa sostenuta dal Ministero (rispetto al preesistente onere derivante dal finanziamento dell'ippodromo di Tor di Valle) con la remuneratività dei servizi resi dalla società in relazione ai maggiori costi connessi all'adeguamento dell'impianto. La deroga al sistema di remunerazione delle società di corse stabilito con determinazione n. 3400 del 2005 (cosiddetto modello Deloitte) si giustifica dunque, nell'economia del provvedimento adottato, con la straordinarietà e l'urgenza dell'intervento programmato diretto a garantire la ripresa dell'attività di corse in una piazza storicamente di primaria rilevanza per numero, qualità delle giornate di corse e per bacino di utenza. Peraltro, occorre tener presente anche i rilevanti effetti che detto intervento è destinato a spiegare in termini di salvaguardia dell'ippica romana e della sua tradizione, di tutela dei posti di lavoro che l'attività di trotto ha comunque garantito anche per i servizi dell'indotto, di rilancio dell'intero settore ippico italiano e sua riaffermazione sul piano internazionale (in considerazione del prestigio che ha sempre avuto l’ippodromo di trotto della città di Roma) e di incremento del volume delle scommesse.

La deroga al modello Deloitte è stata adottata anche in considerazione di un nuovo schema di convenzione con le società di corse (per la cui definizione è stato richiesto, nel maggio dello scorso anno, apposito parere al Consiglio di Stato) che prevede il superamento del predetto modello.

Su tale presupposto, la scadenza del contratto stipulato con la società Hippogroup è stata quindi fissata alla data di adozione del nuovo modello di convenzione, momento in cui la regolamentazione del rapporto tra le parti sarà ricondotta entro gli schemi valevoli per la generalità delle società di corse. Al riguardo tengo a sottolineare che, a riprova della correttezza delle motivazioni sottostanti il provvedimento adottato, il contratto sottoscritto con la società in questione è stato sottoposto al controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti che lo ha ammesso a registrazione il 29 novembre scorso. Per quanto concerne il secondo dei quesiti posti, fermo restando che ai sensi dell'articolo 186-bis del regio decreto n. 276 del 1942, richiamato dall'articolo, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 163 del 2006, l'ammissione a concordato preventivo in continuità aziendale non impedisce la partecipazione a procedure di assegnazione di contratti pubblici, evidenzio che, nel caso di specie, il Ministero si è limitato a prendere atto della valutazione compiuta da Roma Capitale (proprietaria dell'ippodromo nonché titolare – in qualità di concedente – del credito verso la Hippogroup Roma Capannelle) in ordine alla praticabilità dell'intervento nell'ambito del piano concordatario”.

17 Giugno 2014

Sistema Gioco Italia ad adiuvandum di Adm contro ricorso su concessioni bingo

Sistema Gioco Italia ha preso atto che in data 2 maggio 2014 è stato depositato presso il Tribunale Amministrativo del Lazio un ricorso contro Ministero Dell’economia e delle Finanze – Agenzia Delle Dogane e dei Monopoli per l’annullamento previa concessione delle misure cautelari del provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prot. N. 2014/18603 in data 4 marzo 2014, recante – tra l’altro – disposizioni di attuazione dell’art. 1, comma 636, della legge n. 147 del 27.12.2013. Tale provvedimento risulta propedeutico al futuro bando di concorso per la rassegnazione di 198 concessioni in scadenza al 31 dicembre 2014 ed il rilascio di 30 nuove concessioni. La federazione, ritenendo che l’Amministrazione abbia agito nei dettami della norma primaria, art.1, comma 636, della legge n. 147 del 27.12.2013, nell’interesse della pubblica amministrazione a tutela del gettito erariale, dei valori occupazionali e della continuità di servizio al cittadino, annuncia la propria decisione di intervenire ad adiuvandum alle posizioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

13 Giugno 2014

Corte dei Conti, accorpamento Aams-Dogane ha inciso nel bilancio 2013 dello Stato

Si parla anche di gioco nel ‘Rapporto 2014 sul Coordinamento della Finanza Pubblica’ della Corte dei Conti, presentato nei giorni scorsi. L’organo di controllo in materia di entrate e spese pubbliche evidenzia infatti che “Nel 2013 si è verificata una modifica negli assetti istituzionali che comporta rilevanti effetti sui livelli di spesa imputabili al bilancio, ma alterando il confronto con gli anni precedenti se non si procede a rendere omogenee le serie storiche. Si tratta, in particolare, degli effetti dell’accorpamento dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato nell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, come previsto dall’articolo 23quater del decreto-legge n. 95 del 2012, che ha comportato l’inclusione nel bilancio dello Stato, sia in uscita che in entrata, delle poste relative giochi, scommesse e lotterie, fino al 2012 gestite nel bilancio dei Monopoli, ente non compreso nella lista delle pubbliche amministrazioni. Risultano, infatti, nel rendiconto 2013, quasi 2,7 miliardi di euro di somme da corrispondere ai concessionari delle lotterie a titolo di aggio e da versare all'entrata per gli aggi ed i compensi trattenuti dai concessionari e dai rivenditori dei giochi (capitoli 3565, 3924 e 3926, registrati nella tabella di spesa del Ministero dell’economia e delle finanze). Si tratta di somme che, in precedenza, non transitavano sul bilancio dello Stato”.

IL COMMENTO DI SQUITIERI – “Il Governo ha annunciato riforme strutturali in tutti campi dell'economia e dell'amministrazione”, ha commentato il presidente della Corte dei Conti, Pasquale Squitieri, nel presentare il Rapporto. “La Corte dei conti sostiene con convinzione questa strategia di intervento. Nella nostra istituzione indipendente il Governo trova tutte le conoscenze e il supporto tecnico per realizzare le riforme anche sul territorio e nella finanza degli enti locali. Non perdiamo questa occasione!”.

13 Giugno 2014

Vlt e addizionale del 6%: Adm pubblica il decreto con le regole

Adm pubblica le disposizioni riguardanti la cosiddetta ‘tassa sulla fortuna’. “Il concessionario, attraverso le funzionalità dei sistemi di gioco Vlt adeguati ai fini dell’applicazione dell’addizionale del sei percento sulla parte di ciascuna vincita eccedente euro 500,00 – si legge nel decreto dei Monopoli di Stato - trattiene gli importi corrispondenti direttamente al momento della determinazione di tale vincita. L’addizionale, trattenuta ai sensi del comma 1, è versata dal concessionario entro il giorno 28 del mese successivo a quello di riferimento, con le modalità stabilite dall’articolo 19 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con divieto di compensazione, utilizzando il codice tributo “5273”, denominato “Apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, lett. b), del Tulps – Addizionale sulla parte della vincita eccedente euro 500 – Art. 5, comma 1, Decreto Direttoriale AAMS 12 ottobre 2011”, istituito dall’Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 20/E del 29 febbraio 2012. Al fine di consentire i necessari controlli, ciascun concessionario comunica al sistema di controllo VLT, entro il 10 del mese successivo a quello di riferimento, tramite i messaggi previsti dal relativo protocollo di comunicazione, i dati riguardanti l’ammontare complessivo delle vincite, al lordo dell’addizionale, eccedenti euro 500,00, l’ammontare complessivo dell’addizionale e l’ammontare complessivo delle vincite nette. In ordine alle modalità di controllo e verifica, si applicano le disposizioni relative al prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, lettera b) del RD 18 giugno 1931, n.773. Il decreto direttoriale prot. 2011/50017/Giochi/UD del 16 dicembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2011, è abrogato. Le disposizioni del presente decreto trovano applicazione a decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla data di deposito della sentenza della Corte Costituzionale di definizione del giudizio promosso, innanzi alla stessa, con ordinanza del Tar Lazio, Sezione II, n. 6985 del 26 luglio 2012”.

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