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NEWS

27 Maggio 2014

Lotta al match fixing, anche il Consiglio d’Europa scende in campo

Non ci sono solo il Parlamento e la Commissione Europea a combattere, nel vecchio continente, il fenomeno del calcio scommesse. Anche l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Pace) ha dato il via libera a un nuovo trattato multilaterale del Consiglio per combattere il fenomeno del match fixing, delle scommesse illegali e di altre forme di corruzione dello sport, rivolgendo inoltre un invito perché questo entri rapidamente in vigore. Approvando il report redatto da Kent Härstedt (Svezia), i parlamentari hanno chiesto la rimozione di una ‘scappatoia’ che avrebbe consentito agli stati membri di non perseguire le persone straniere che vivono sul loro territorio, la redazione di ‘disposizioni modello’, la migliore armonizzazione delle leggi di diversi paesi e che ci siano risorse sufficienti perché si portino avanti politiche effettive per far rispettare la convenzione.

L’assemblea ha dunque dato il suo ok alla definizione di ‘manipolazione sportiva’, alla collaborazione tra Stati, alle misure di prevenzione e alla creazione di un sistema di sorveglianza e rilevamento di possibili partite truccate, ma vorrebbe che fosse rafforzato il passaggio sul contrasto alle scommesse illegali: attualmente il testo prevede soltanto che gli Stati ‘esplorino’ gli strumenti più efficaci per combatterle, mentre l’assemblea vorrebbe che agli Stati fosse ‘imposto’ di introdurre misure contro le scommesse clandestine.

IL CONSIGLIO D’EUROPA – Spesso confuso con il Parlamento o con la Commissione Europea, il Consiglio d’Europa è tutt’altra entità. Si tratta di un'organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti dell'uomo, l'identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa. Il Consiglio d'Europa fu fondato il 5 maggio 1949 col Trattato di Londra e conta oggi 47 stati membri.

La sede istituzionale è a Strasburgo, in Francia, nel Palazzo d'Europa. Lo strumento principale d'azione consiste nel predisporre e favorire la stipulazione di accordi o convenzioni internazionali tra gli Stati membri e, spesso, anche fra Stati terzi. Le iniziative del Consiglio d'Europa non sono vincolanti e vanno ratificate dagli Stati membri.

22 Maggio 2014

Vicenza: il Consiglio di Stato sospende le azioni del Comune contro le sale slot

Addirittura tre diverse ordinanze del Consiglio di Stato che hanno sospeso il giudizio sui ricorsi presentato dal Comune di Vicenza contro alcuni gestori di sale da giochi con i quali si chiedeva la riforma della sentenza del Tar Veneto concernente “la revoca dell'agibilità per contrasto con variante al piano regolatore generale e con regolamento per apertura e gestione sale giochi finalizzato alla prevenzione delle ludopatie”.

Il CdS ha evidenziato che i provvedimenti impugnati in primo grado sono stati assunti in dichiarata applicazione di un regolamento comunale che stabilisce limitazioni e distanze minime all’insediamento di sale giochi, nel dichiarata obiettivo di prevenire le ludopatie e considera che “il Tar Piemonte, sez. II, con ordinanza 18 settembre 2012, n. 990, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 50, comma 7, del D.lgs. n. 267/2000, unitamente all’art. 31, comma 1, D.L. n. 201/2011, convertito nella L. n. 214/2011, nella parte in cui determinano una situazione di assenza di principi normativi a contrasto della patologia della ludopatia ed escludono la competenza dei Comuni ad adottare atti volti a limitare l’uso degli apparecchi da gioco” e che “che gli appellati nell’evidenziare tale circostanza, hanno reiteratamente chiesto al Collegio di valutare l’opportunità di disporre la sospensione del giudizio in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale”.

21 Maggio 2014

Ludopatia e tasse sul gioco, dibattito in Senato

Prima della pausa pre-elettorale, nell’Aula del Senato il tema del gioco è stato per l’ennesima volta protagonista. Due gli interventi da segnalare, in quanto aprono spunti di riflessione e, soprattutto il primo, pone l’accento su un aspetto, quello dell’uso appropriato dei termini, che sta particolarmente a cuore anche agli addetti ai lavori.

NO ALLA LUDOPATIA - La senatrice Emilia Grazia De Biasi (Pd), presidente della commissione Sanità, ha evidenziato: “Per dipendenze si intendono quelle da sostanze psicotrope, ma anche quelle da abuso di alcol e gioco. Insisto su questo punto e spero che la legislazione italiana quanto prima possa smettere di parlare di ludopatia e inizi finalmente a parlare di dipendenza patologica dal gioco, cosa che è fortemente connessa all'alcol e alle tossicodipendenze e cambia la vita di tante persone, molte delle quali giovani".

LA TASSAZIONE SUI GIOCHI -  Intervenuto anch’esso in Aula, Carlo Martelli (M5S) ha invece posto l’accento sull’inopportunità di una ulteriore tassazione sui giochi. Parlando in riferimento alla possibilità di incentivare il canone concordato prescidendo dall’entità della retribuzione, il senatore pentastellato ha sottolineato in particolare di essere contrario alla possibile copertura grazie a un maggior prelievo dai giochi. “Nel momento in cui ci si proclama contrari allo Stato biscazziere, non si può pretendere di utilizzare i proventi del gioco d'azzardo per realizzare la copertura di qualunque tipo di provvedimento. Anche il principio per cui se si vuole disincentivare il gioco d'azzardo si aumenta fortemente l'aliquota è sbagliato: chi è contrario ad una cosa, deve essere contrario anche a ogni provento da essa derivante: se si entra nella fase in cui si accetta il gioco d'azzardo perché può comunque generare una copertura, si sbaglia completamente”.

21 Maggio 2014

Peleggi resta direttore dell’Adm, Bianchi capo dipartimento per l’ippica

Il Consiglio dei ministri ha deliberato, nella riunione dello scorso 16 maggio, il conferimento di numerosi incarichi dirigenziali. Tra quelli che più strettamente interessano il settore del gioco pubblico, c’è l’avvio, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, della procedura per il conferimento a Giuseppe Peleggi dell’incarico di Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Vice direttore generale dell’Agenzia resta Luigi Magistro. Peleggi è direttore dell’Adm dal 14 febbraio 2008, riconfermato nella carica con Dpr del 4 agosto 2008. Presso la stessa Agenzia, dove è giunto nel settembre 2001, è stato coordinatore dell’Ufficio Studi e delle azioni di contrasto alla contraffazione, Direttore dell’Ufficio Strategie per l’Innovazione e Direttore dell’Ufficio Antifrode centrale. È anche autore di numerose pubblicazioni in materia di contabilità e spesa pubblica e di analisi del sistema tributario.

Novità, invece, sul fronte dell’ippica. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, ha invece conferito a Luca Bianchi l’incarico di Capo del Dipartimento delle Politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca, il quale va a sostituire il professor Gianluca Esposito. Dalle associazioni ippiche sono già giunte le prime richieste per incontrare il nuovo direttore e sottoporgli i temi caldi su cui c’è grande attesa, come il calendario corse, la nuova convenzione con le società di corse e i pagamenti degli arretrati sia per quanto riguarda il montepremi che per le spettanze degli ippodromi. 

14 Maggio 2014

Gioco responsabile e minorile, la Commissione europea prepara due raccomandazioni

La Commissione europea è in prima linea nella promozione del gioco responsabile, e molto attenta, per quanto è nelle sue prerogative, alla protezione dei minori. Lo ha dichiarato il commissario al Mercato interno, Michel Barnier, rispondendo a due diverse interrogazioni presentate dall’eurodeputata dell’Ecr Cristiana Muscardini, entrambe focalizzate sulle app di gioco e i minori.

Barnier ha evidenziato che “la Commissione è al corrente della disponibilità di giochi per bambini nelle applicazioni per dispositivi mobili. Una larga maggioranza di bambini utilizza Internet attraverso una serie di dispositivi connessi. La Commissione non è in possesso di dati desunti da ricerche che permettano di identificare un nesso tra i giochi per bambini e la creazione di una consuetudine a giocare d'azzardo e di una futura dipendenza, né dati su questo tema che siano comparabili tra uno Stato membro e l'altro. Tuttavia, un progetto europeo di ricerca indica che circa il 6% degli adolescenti gioca d'azzardo online, un dato che può indicare un uso disfunzionale di Internet. La Commissione ritiene che sia importante adottare misure protettive contro contenuti potenzialmente pericolosi, come il gioco d'azzardo, agevolando al tempo stesso l'accesso di bambini e ragazzi ai vantaggi offerti da Internet per quanto riguarda attività ricreative, forme di apprendimento e altre interazioni online positive. La Commissione sta preparando due raccomandazioni con l'obiettivo di fornire un elevato livello di protezione comune ai consumatori dei servizi connessi al gioco d'azzardo, compresa la tutela dei minori, e di garantire una pubblicità del gioco d'azzardo responsabile".

Il commissario ha assicurato che “gli Stati membri saranno incoraggiati ad attuare le raccomandazioni, compresa la raccolta di dati sui consumatori che partecipano ai servizi di gioco d'azzardo online”.

E scendendo nel dettaglio dei quesiti posti da Muscardini, Barnier ha sottolineato come sia importante “adottare misure protettive contro contenuti potenzialmente pericolosi, come il gioco d'azzardo, agevolando al tempo stesso l'accesso di bambini e ragazzi ai vantaggi offerti da Internet per quanto riguarda attività ricreative, forme di apprendimento e altre interazioni online positive. L'istruzione e la consapevolezza riguardo al gioco d'azzardo sono fondamentali. Più in generale, le azioni intraprese dal comparto su base volontaria svolgono un ruolo importante ai fini della classificazione dei contenuti online e del miglioramento degli strumenti di controllo ad uso dei genitori”.

14 Maggio 2014

Giochi e Scommesse, effettuati migliaia di controlli su tutto il territorio nazionale: il 31% è irregolare

A testimonianza dell’impegno costante della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel contrasto all’illegalità nel settore dei giochi e delle scommesse, nella settimana dal 25 al 30 marzo scorso è stata effettuata un’operazione congiunta focalizzata, in particolare, sul rispetto delle norme a tutela dei minori. Nell’ultimo piano straordinario di controllo eseguito su tutto il territorio nazionale sono stati 2.266 gli esercizi controllati e 719 le violazioni contestate. È quanto precisa in una nota l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Complessivamente, i responsabili denunciati sono stati 487, le slot sequestrate perché manomesse o alterate 102 e 291 i punti scommesse irregolari chiusi. Le Fiamme Gialle e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno effettuato controlli allo scopo di verificare l’iscrizione degli esercizi nell’apposito elenco, il possesso delle autorizzazioni, l’integrità degli apparecchi da gioco, il collegamento alla rete dei Monopoli e l’identità dei giocatori, con particolare riferimento alle sale da gioco vicine ai punti di ritrovo dei giovani. In 37 casi sono state riscontrate violazioni delle norme a tutela dei minori, alcuni dei quali trovati a giocare o a scommettere, altri presenti in aree a loro non consentite in quanto destinate a giochi con vincite in denaro. Si tratta di violazioni in cui la normativa a contrasto del gioco minorile prevede anche la chiusura dei locali da 10 a 30 giorni.

Tra le sanzioni contestate anche quelle recentemente introdotte dalla Legge di Stabilità 2013, che prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 15.000 euro per ciascun apparecchio messo a disposizione in luoghi pubblici, aperti al pubblico o in circoli e associazioni di qualunque specie che siano sprovvisti delle prescritte autorizzazioni, ove previste.

L’irregolarità più diffusa è risultata la raccolta abusiva di scommesse sportive mediante agenzie in tutto clandestine, anche per conto di allibratori esteri privi di autorizzazione, o mediante l’installazione dei c.d. totem. Si tratta di apparecchi forniti di un computer mediante il quale è possibile il collegamento alla rete internet e la partecipazione alla vastissima gamma di offerta di gioco presente sul web, con accesso sia alle offerte conformi alla disciplina nazionale che a quelle illegali proposte da operatori privi di concessione in Italia. Altre violazioni rilevate sono state l’alterazione e la manomissione degli apparecchi da gioco. Accertati, infine, anche alcuni casi di offerta di lotterie internazionali, vietate nel territorio dello Stato.

Tra gli illeciti contestati, nel reatino, al momento dell’intervento dei finanzieri presso alcuni centri scommesse non autorizzati, sono stati individuati e fermati alcuni avventori intenti a scommettere, ma convinti di trovarsi in agenzie regolari; nel viterbese i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno individuato un centro di scommesse non autorizzato all’interno del quale è stata accertata la presenza di alcuni minori; nel foggiano, una pattuglia di baschi verdi, intervenuta in piena mattinata in un centro scommesse vicino ad una scuola media, ha individuato minori che si intrattenevano nel locale in violazione della normativa sul divieto di accesso introdotta dal decreto Balduzzi. Quando i genitori sono stati avvisati hanno scoperto che i figli avevano marinato la scuola. Tutela dei consumatori e tutela del bilancio nazionale sono due aspetti strettamente collegati nella lotta alle attività illegali nel settore dei giochi e delle scommesse, atteso che abusivismo e clandestinità a danno del monopolio statale determinano anche inevitabili ricadute sul piano fiscale.

9 Maggio 2014

Comitato ristretto, al via i lavori sulla delega fiscale

Mentre proseguono le audizioni da parte della sesta commissione Finanze del Senato, si è riunito per la prima volta questa settimana il comitato ristretto informale comune alle due Commissioni di Montecitorio e Palazzo Madama, finalizzato al dialogo con il governo nella fase di predisposizione dei decreti che daranno attuazione a quanto prevede la legge delega in materia fiscale, che come noto prevede all’articolo 14 una radicale rivisitazione delle norme sul gioco pubblico.

Sono stati i due presidenti delle commissioni di Camera e Senato, rispettivamente Daniele Capezzone (Fi) e Mauro Maria Marino (Pd) ad annunciare la costituzione del gruppo, di cui fanno parte anche un rappresentante per ciascun gruppo (naturalmente ponderando il peso di ciascun membro in relazione alla consistenza di ogni Gruppo).

“Al di là di quanto la legge prevede, e cioè l'espressione dei pareri da parte delle Commissioni una volta che ciascun decreto delegato sarà stato varato dall'Esecutivo – spiegano i due presidenti - abbiamo ritenuto di interloquire con il Governo, che attraverso il viceministro Casero ha accettato questa impostazione, già nella fase preventiva, e quindi di contribuire anche alla fase di preparazione e stesura dei decreti, proprio per garantire la piena attuazione dei principi e criteri direttivi sanciti dalla delega”.

I COMPONENTI - Ecco i membri, fermo restando il fatto che, materia per materia, i rappresentanti di ciascun Gruppo potranno eventualmente indicare un altro collega per partecipare ad ogni singola riunione, alla quale prenderà parte, per il Governo, il viceministro Luigi Casero.  Presidenti: Daniele Capezzone (Fi) e Mauro Maria Marino (Pd)Membri: Marco Causi (Pd), Sebastiano Barbanti (M5S), Salvatore Sciascia (Fi), Alessandro Pagano (Ncd), Filippo Busin (Lega Nord), Giovanni Paglia (Sel), Giulio Sottanelli (Sc), Pasquale Maietta (Fdi), Mario Sberna (Pi), Karl Zeller (Misto-Autonomie).

 

8 Maggio 2014

Delega fiscale e giochi, Legnini: “Revisione in fase di avvio”

Primo intervento sui giochi in Aula, in Senato, del sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini, intervenuto nella discussione del Ddl Enti locali. In risposta alla ripresentazione dell’emendamento del M5S (dei senatori Vacciano e Molinari per la previsione) che chiedeva di inasprire la tassazione sui giochi, il sottosegretario ha affermato: “Per quel che riguarda la fiscalità sui giochi, evidenzio che è in fase di avvio una revisione della materia sulla base dei principi contenuti nella legge delega fiscale che questo ramo del Parlamento ha approvato di recente. “Per queste ragioni, inviterei i senatori Vacciano e Molinari a ritirare l'emendamento in esame perché le istanze in esso contenute sono sostanzialmente accolte o comunque in fase di esame da parte del Governo. Non sarebbe giusto quindi, per le ragioni che conosciamo, far pronunciare l'Assemblea del Senato in modo negativo su materie che hanno la disciplina cui mi sono riferito”.

L’EMENDAMENTO APPROVATO COME ODG - L'emendamento è stato poi posto in votazione e non approvato, ma dei quattro emendamenti del M5S che, respinti in commissione, erano stati ripresentati in Aula in Senato, uno ha ‘passato’ il vaglio del governo ed è stato accolto sotto forma di ordine del giorno. Si tratta dell’emendamento della senatrice del M5S Rosetta Blundo che chiede di finanziare la ricostruzione in Abruzzo. L’emendamento proponeva di “modificare la misura del prelievo erariale unico attualmente applicato sui giochi ed eventuali addizionali, nonché la percentuale del compenso per le attività di gestione ovvero per quella dei punti vendita” per ottenere “un maggior gettito non inferiore a 100 milioni di euro a decorrere dal 2014”. L’ordine del giorno “può essere accolto per il Governo”, ha detto il sottosegretario all’Economioa con delega ai giochi Giovanni Legnini, anche se “c’è bisogno di un intervento normativo più ampio in questa materia”.

La proposta di trasformare l’emendamento in Odg era stato formulata dai Magda Zanoni (Pd) - relatrice del decreto Finanza locale.

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