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NEWS

30 Aprile 2014

Governo Renzi, a Legnini la delega ai giochi

Al sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini (Pd) è stata conferita, tra le altre, anche la delega ai giochi. Il decreto di conferimento delle deleghe, datato 26 marzo, è stato pubblicato il 22 aprile sulla Gazzetta Ufficiale, ma già lo stesso Legnini, sul proprio sito, aveva annunciato come fossero “operative le deleghe che mi sono state attribuite dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. Dovrò occuparmi dei profili finanziari delle politiche di coesione interna ed europea e delle politiche finalizzate alla ricostruzione e allo sviluppo della città dell’Aquila e dei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, ivi compreso il relativo monitoraggio, delle questioni inerenti all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, compresi i giochi, delle attività del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe), dei profili finanziari e del monitoraggio dei piani di rientro degli enti locali, ivi compresa Roma Capitale, del monitoraggio dell’attuazione, da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, della normativa vigente attraverso la normativa secondaria”.

Legnini assume dunque l’incarico svolto, sotto il governo Letta, da Alberto Giorgetti, mentre sotto il precedente governo Monti era un po’ divisa a metà tra Gianfranco Polillo e Vieri Ceriani.

LA BIOGRAFIA DI LEGNINI - Giovanni Legnini, classe 1959, è sposato e ha due figli. È avvocato cassazionista, specializzato in diritto dell’impresa e della pubblica amministrazione. Nel 2004 è eletto senatore nella lista dei Ds. A Palazzo Madama, nel gruppo dei Ds dal 2004 al 2006, dell’Ulivo dal 2006 al 2008 e del Pd dal 2008 è stato costantemente componente della commissione Bilancio e Programmazione Economica, esercitando anche l’incarico di vice – presidente dal 2006 al 2008, nonché membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e del Comitato Parlamentare per i procedimenti d’accusa.

Nel 2013 è stato eletto alla Camera dei Deputati; dal 3 maggio, nel Governo Letta – sono stato nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega all’Editoria e all’Attuazione del programma di Governo.

Il 28 febbraio 2014 viene nominato sottosegretario al Ministero dell'Economia.

23 Aprile 2014

Federippodromi: “Danni gravi per l’ippica italiana da possibile uscita dall’Epc”

“Siamo nuovamente a rendere nota la nostra disponibilità e delle associate, a supportare il Mipaaf con tutte le professionalità e conoscenze interne del settore, affinchè l’European Pattern Committee (Epc) riconsideri, se confermata, tale decisione”. È la posizione presa da Federippodromi, dopo la possibilità paventata dall’European Pattern Committee di espellere, dal 1° gennaio 2015, il galoppo italiano dal Comitato. “Infatti riteniamo impensabile che l’Italia non possa far più parte dell’Epc e che tutte le pattern possano essere retrocesse dalla ‘parte I’ alla ‘parte II’ della catalogazione International Standards. Il minacciato provvedimento dell’Epc, che se confermato arrecherebbe danni irreparabili a tutta la filiera ippica (ippodromi, allevatori, proprietari, allenatori, fantini, artieri, addetti e relativo indotto di circa 50.000 addetti) nonché all’erario con il crollo dei proventi delle scommesse con le quali il comparto ippico si sostiene. La situazione che stiamo vivendo è ascrivibile alla mancanza per l’ippica italiana di un organismo di riferimento anche con competenze strategiche e di visione del comparto internazionale. La Federippodromi, si rende disponibile, unitamente alle proprie Associate, a contribuire a supportare il Mipaaf presso l’Epc sia nella situazione contingente nonché in prospettiva per quanto necessario per il bene dell’Ippica Italiana”, conclude Federippodromi.

 

18 Aprile 2014

Il Comune di Genova ancora contro il gioco legale: la reazione di Sistema Gioco Italia

Pronta e immediata la reazione di Sistema Gioco Italia sull'ennesimo episodio della saga del Comune di Genova contro gli operatori del gioco legale che i giorni scorsi ha messo nel mirino addirittura le importanti squadre di calcio cittadine. "La notizia che la consulta del gioco del capoluogo ligure ha chiesto alle società di calcio genovesi di rinunciare a sponsorizzazioni da parte di società di gaming legale, lascia interdetti e richiama alla memoria il trattamento riservato agli appestati della "colonna infame" di Manzoniana memoria", commentano da Sistema Gioco Italia.

SGI continua a ripetere “che questa assurda battaglia contro il gioco legale avrà un solo esito certo: il trionfo di quello illegale, donando così linfa vitale alle associazioni criminali che in massima parte gestiscono queste attività".

Già in questi giorni si vedono i primi risultati: a Genova dopo l'introduzione delle normative "anti slot", è avvenuta una vera esplosione di connessioni via cellulari e tablet alle più disparate offerte di gioco disponibili in rete.

"Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di siti illegali, non controllati dalle Autorità italiane senza nessuna garanzia per i giocatori e, senza nessun gettito erariale per la Comunità - spiegano da SGI - in buona sostanza, le regole comunali nate, a parole, per volere combattere le dipendenze, rischiano di provocare danni sociali di dimensioni enormi che si ripercuotono proprio sulle categorie più deboli che si vorrebbero preservare. Un’altra evidenza riguarda l’aumento dei centri non autorizzati, cresciuti del 25% nel 2013. Nella sola città di Genova sono attivi 25 punti gioco illegali contro i 20 autorizzati AAMS".

Risulta poi incomprensibile come la proposta - concreta ed oggettiva - avanzata da Confindustria Sistema gioco Italia di una riduzione degli apparecchi da intrattenimento e di una riorganizzazione complessiva dell'offerta di gioco, continui a rimanere lettera morta da parte della Giunta.

"Preoccupa non poco la miopia dell'amministrazione e lo spirito demagogico e populista che non solo non riduce i problemi del gioco, ma, anzi, li amplifica - proseguono da Sistema Gioco Italia - non possiamo che rilanciare l'Istituzione di un gruppo di lavoro misto in cui si affrontino i problemi in un'ottica di reale servizio al territorio, superando i toni ideologici e da "crociata" che non fanno il bene di nessuno, tantomeno di quei cittadini che si vorrebbero difendere".

16 Aprile 2014

Ippodromo di Agnano: al via bando di gara europeo

Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato la delibera per l’avvio del nuovo bando di gara europeo inerente la gestione dell'ippodromo di Agnano. “Nel maggio dello scorso anno, dopo la risoluzione del rapporto con precedente società di gestione, abbiamo definito una  prima gara per garantire la gestione annuale dell'ippodromo in vista di quella europea. Ora, l'assessorato al Patrimonio inizierà a lavorare al testo per indizione della gara europea con la richiesta ai partecipanti di presentare un piano industriale complessivo, che comprenda non solo la valorizzazione dell'ippica, e con la possibilità che la concessione arrivi a 20 anni, prorogabili a 30”, sottolinea l'assessore al Lavoro e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Enrico Panini.

E l’ippodromo sembra anche riprendere quota: “Ora sta andando molto bene, il pubblico è tornato ad affollare le tribune e per questo dobbiamo dare merito alla società che lo gestisce attualmente, la Ippodromi Partenopei. Ora è necessario dare continuità e far si che l'ippodromo valorizzi l'ippica ma pure il territorio, organizzando anche eventi musicali, appuntamenti di vario genere, e valorizzando la tradizione secolare dell'allevamento del cavallo e dell'asino con apposite iniziative”, aggiunge Panini.

La Ippodromi Partenopei Srl, lo scorso luglio, si è aggiudicata infatti la gara per l’affidamento della gestione temporanea dell’ippodromo di Agnano, per un periodo di 12 mesi, in attesa della pubblicazione del bando europeo. 

16 Aprile 2014

Ricavi new slot, a Roma tutte le indicazioni sulla contabilizzazione e i controlli

Partecipazione record e grande interesse per i temi trattati nel convegno organizzato nell’Aula magna della facoltà di lettere dell’Università Roma 3 da As.Tro, dal titolo ‘Apparecchi da gioco lecito: contabilizzazione dei ricavi, alla luce della nuova metodologia di controllo sulle imprese di settore’ e nel quale si è fatto il punto di tutte le novità in materia fiscale e tributario.

Il confronto con la filiera - Salvatore Lampone, direzione centrale dell'accertamento dell'Agenzia delle Entrate, ha sottolineato come la strategia della stessa “si basa sul controllo della corretta contabilizzazione e dichiarazione delle somme percepite delle somme percepite dagli attori della filiera della raccolta realizzata mediante i congegni e gli apparecchi che distribuiscono vincite in denaro, Tulps: cd new slot o Awp e Vlt. Da dieci anni a questa parte c'è stata una evoluzione del settore del gioco e la genesi del controllo fiscale affonda le radici in quegli anni. Il confronto tra Adm, concessionari associazioni di gestori ed esercenti serve alla corretta prassi amministrativa e contabile relativa al processo di raccolta. L'obiettivo è una compliance dichiarativa degli operatori del settore. Oggi ci troviamo con una convenzione di concessione che consente di acquisire oltre gli elementi della raccolta anche le somme spettanti per ogni operatore a titolo di compenso. Attraverso un lavoro congiunto si riescono a progettare strumenti che ottengono risultati sotto diversi profili”.

La raccolta delle slot - Il totale delle somme raccolte dei comma sei è di 178,26 miliardi dal 2007 al 2012, di cui la presunta remunerazione della filiera è di 21,5 miliardi di euro. L'attività di analisi, selezione e controllo si è avuta con l'acquisizione dai concessionari della rete dei dati relativi alla raccolta effettuata dagli apparecchi new slot e in particolare della quota di remunerazione riconosciuta ai gestori e agli esercenti nei singoli periodi d'imposta.

L’allerta sul gioco illegale - Roberto Fanelli, a capo della Direzione Centrale gestione tributi e monopolio giochi dell’AdM, ha evidenziato come “ci sono controlli che derivano dagli obblighi convenzionali a quelli tecnici o sui requisiti. Sono controlli molto articolati, ma che danno un valore strategico di enorme rilevanza che qualifica la rete legale. Questo ci porta a dover fare alcune osservazioni sull'esistenza della rete legale. Purtroppo una parte dell'opinione pubblica ha spostato l'attenzione su un falso problema: gioco sì o gioco no. In realtà la questione deve essere impostata su gioco legale e gioco illegale. Questa non è un'opinione ma un fatto dimostrato dalla storia. La caduta della raccolta del gioco prima del 2001, era data dalla diffusione dei videopoker, secondo uno studio e l'esistenza della rete legale era data solo regolamentando il gioco. Cosa che è avvenuta dopo il 2003. Se riduciamo il gioco legale, quindi, porterà a un ritorno dell’illegalità". Fra le piaghe sociali, "prima del gioco, ce ne sono altre e vorremmo vedere una proporzione nell'informazione tra i diversi tipi di dipendenza o di problemi sociali. Questo non significa che non bisogna intervenire nei casi di gioco patologico, ma l'opzione su cui va fatto un ragionamento è gioco legale e gioco illegale. L'amministrazione hanno sempre cercato di organizzarsi dopo la fusione tra Dogane e Monopoli ed è stata costituita la sezione controlli e accertamenti sulla fiscalità con delle linee guida per gli uffici periferici per dare una sistematicità e ragionevolezza dei controlli. Abbiamo, sull'ingresso degli operatori di gioco, una normativa che è la più restrittiva del mondo, soprattutto per i concessionari. Ci sono poi controlli su soggetti non concessionari, come chi gestisce una sala di gioco. Inoltre c'è un elenco per gli operatori a cui ci si deve iscrivere per poter operare e che ha delle condizioni all'ingresso molto stringenti ed è giusto che sia così. A breve pubblicheremo il libro blu con i dati dell'agenzia delle dogane e dei Monopoli, con dati anche sul gioco. Noi sappiamo in ogni comune quante Awp e Vlt ci sono. E ci sono anche i numeri sul controllo e sul Preu recuperato".

Dialogo con le istituzioni – Il presidente As.Tro, Massimiliano Pucci (nonché vice presidente di Confindustria Sistema Gioco Italia), ha da parte sua ribadito che “il comparto delle slot machine è una realtà industriale che è ancora viva e che lotterà per restare un argine all’illegalità. Abbiamo iniziato un dialogo con l’Agenzia delle Entrate nel corso di un anno sono stati fatti tanti passi avanti e fra un anno siamo sicuri di poterne fare ancora per ridare fiato al comparto. Il nostro augurio è che fra 12 mesi il gioco illegale torni a calare, a vantaggio della tutela dei cittadini, degli operatori autorizzati e dello Stato. Adesso serve che si correggano alcune criticità, l’occasione giusta è l’attuazione della delega fiscale".

Il riciclaggio e la tracciabilità - L'avvocato Geronimo Cardia, esperto del settore del gaming, ha evidenziato come “I soggetti che dedicano attenzione al nostro comparto certamente sono tanti e ci chiedono di essere dei bravi operatori nell'ambito della tecnologia, della comunicazione, in termini di compliance e di servizi. Ci viene chiesto, quindi, di mettere insieme una serie di competenze importantissime, tra cui l'adempienza su anti riciclaggio e tracciabilità. E su queste due questioni, in particolare, è fondamentale la coesione con gli enti che ci amministrano. La tracciabilità è l'argomento più vicino all'uso del contante. Il concessionario e il gestore hanno un su questo una relazione fondamentale nell'esecuzione degli adempimenti. Il flusso di pagamento può essere tracciato attraverso la contabilità del gestore. L'obiettivo è di avere un pagamento tracciabile, ma dobbiamo anche tenere in considerazione il fatto che il giocatore gioca denaro contante. Se il custode del contenuto sono due soggetti, ovvero gestore ed esercente, a questo punto non c'è un passaggio di denaro tra i due. Così come evolve la normativa devono evolvere quindi anche i nostri costumi ed è quindi indispensabile avere un documento probatorio sul denaro preso. Gli estratti conto, poi, devono dimostrare qual è la parte del gestore e quale dell'esercente".

Sull'antiriciclaggio, "la normativa è complessa e per avere una organizzazione inattaccabile si deve lavorare molto e bene. Anche qui è fondamentale la coesione. Dobbiamo registrare soggetti fisici e giuridici con cui si lavora. Si devono identificare bene i giocatori e solo in quel momento si deve pagare. Il cuore dell'attività dell'antiriciclaggio è l'identificazione del soggetto".

11 Aprile 2014

Le aziende del gioco esonerate dallo spesometro. AdE per i comma 6

Il 31 gennaio l’Agenzia delle Entrate ha accolto l’istanza di esonero per i concessionari, i gestori e gli esercenti limitatamente alle operazioni di raccolta delle somme giocate con gli apparecchi di cui all’articolo 110 comma 6 del Tulps per i rapporti tra gestore esercente e concessionario presentata dall'associazione AS.TRO il primo marzo 2013. Pertanto i concessionari, i gestori e gli esercenti risultano esonerati dall’invio degli elenchi clienti fornitori in scadenza il 10 aprile 2014 per le aziende con iva mensile nel 2014 e il 22 aprile 2014 per le aziende con iva trimestrale nel 2014 per le operazioni di raccolta delle giocate con gli apparecchi di cui all’articolo 100 comma 6 del Tulps. 

Un esonero concesso in relazione al fatto che tali operazioni sono già comunicate all’Anagrafe Tributaria per tramite dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in relazione alla convenzione di concessione stipulata con i concessionari. Un doppione bello e buono, quindi, per informazioni già in possesso dell’amministrazione finanziaria.

In ogni caso l’esonero riguarda unicamente i rapporti economici relativi alla raccolta delle giocate con gli apparecchi di cui all’articolo 100 comma 6 del Tulps e quindi intercorrenti tra concessionari e terzi incaricati alla raccolta (gestori ed esercenti) ma non riguarda gli altri rapporti economici che tali soggetti hanno contratto nel 2013 con altri clienti e fornitori.

Pertanto tali soggetti devono comunque inviare lo spesometro per le altre operazioni rilevanti ai fini Iva consistenti nelle: cessioni e prestazioni rese e ricevute per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura; cessioni e prestazioni rese e ricevute per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, se l’importo unitario non è inferiore a 3.600 euro al lordo dell’Iva.

10 Aprile 2014

Trotto a Capannelle: via libera alla nuova pista e alle corse

“Dopo un lungo e travagliato iter, la pista del trotto di Capannelle ha finalmente ottenuto il nulla osta da parte del collaudatore incaricato che, grazie ad un attento e scrupoloso lavoro di verifica di tutta la documentazione necessaria, ha accertato la sussistenza delle condizioni tecnico-amministrative e statiche per il corretto utilizzo della pista”. Lo afferma in una nota Luca Pancalli, Assessore alla qualità della vita, sport e benessere di Roma Capitale, annunciando il via libera alla pista del trotto romano. La pista è stata inaugurata lo scorso 9 aprile alla presenza del sottosegretario alle Politiche Agricole, con delega all’ippica, Giuseppe Castiglione.

“Siamo davvero molto soddisfatti – dichiara Elio Pautasso, il direttore generale della società che gestisce l’ippodromo della via Appia - dobbiamo davvero ringraziare sentitamente l’assessore Pancalli e tutto lo staff tecnico e amministrativo del Comune di Roma che ha seguito l’iter che ha portato alla realizzazione della nuova importante opera”.

I lavori di realizzazione della pista sono iniziati a fine estate. “Per larga parte – commenta ancora Pautasso – sono stati già conclusi nel mese di novembre e la pista è stata pronta per il collaudo a fine gennaio. Il nuovo anello è stato calato all’interno di altre due piste già esistenti per il galoppo, la pista in erba e la pista all weather. E’ stato così ottenuto un buon disegno complessivo dell’anello con un raggio di curvatura superiore agli 80 metri, quindi ampiamente rispondente agli standard ottimali per una pista di 1000 metri. L’investimento complessivo è stato di un milione seicentomila euro. Il progetto prevede ancora l’adeguamento dell’impianto di illuminazione già operativo per la pista all weather di galoppo che consentirà lo svolgimento delle riunioni di corse in notturna”.

“La chiusura dell’ippodromo di Tor di Valle, che ha serrato purtroppo i battenti lo scorso anno –dichiara il Presidente Tomaso Grassi - ha reso necessario trovare un nuovo adeguato palcoscenico per le corse del trotto. HippoGroup Roma Capannelle, nonostante il momento di grande difficoltà in cui versa il settore ma nella assoluta convinzione che questo investimento fosse veramente indispensabile per salvare e preservare attività, professionalità e passioni che non potevano certo sparire con la chiusura dell’ippodromo della via del Mare, ha voluto essere il garante di questa continuità, accettando l'invito di Roma Capitale e del Mipaaf. Vedere le istituzioni al nostro fianco nel taglio del nastro con il Mipaaf rappresentato dal Sottosegretario Giuseppe Castiglione e Roma Capitale dall’Assessore alla qualità della vita, sport e benessere, Luca Pancalli è come firmare il varo di questa significativa opera con una triplice firma”.

Intanto il Mipaaf ha apportato delle modifiche al calendario ippico di aprile e all'ippodromo di Roma Capannelle sono state assegnate sei giornate di corse al trotto il 9, 12, 16, 19, 23, 26 e 30 aprile. "Resta confermata la dotazione media per giornata di corse per l'ippodromo di trotto Roma Tor di Valle già deliberata per il 2013", comunica il ministero.

10 Aprile 2014

Totem, nuovo giro di vite dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

In una nota relativa alla diffusione sul territorio dei cosiddetti totem e dei giochi promozionali che utilizzano la connessione alla rete internet, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sottolinea come “negli ultimi tempi si sta assistendo al proliferare di diversificati fenomeni che costituiscono chiari tentativi di aggirare il sistema creato nel nostro ordinamento relativamente ai giochi pubblici con vincita in denaro; infatti, sempre con maggiore frequenza, fattispecie inerenti tali giochi vengono attuate in dispregio delle norme dettate in materia, al di fuori da ogni controllo e contravvenendo ai divieti previsti. Tali fenomeni hanno ad oggetto, in particolare, l’offerta e la raccolta di giochi online, a seguito della diffusione, su tutto il territorio nazionale, di apparecchiature che consentono attività di gioco attraverso connessioni telematiche. La diffusione e l’utilizzo incontrollato di tali apparecchiature hanno indotto, pertanto, il legislatore nazionale a ripetuti interventi normativi inerenti la disciplina dei giochi in questione”, aggiunge Adm.

IL QUADRO GIURIDICO DI RIFERIMENTO – La lunga e circostanziata nota dell’Adm ricorda come “nel sistema giuridico costruito dal legislatore (che, come noto, nel rispetto della riserva di legge contenuta nel Decreto legislativo n. 496 del 14 aprile 1948, si basa su specifiche concessioni rilasciate ai soggetti risultati aggiudicatari al termine di pubbliche gare), un grande rilievo assumono le disposizioni contenute nell’art. 24, commi da 11 a 26, della legge 7 luglio 2009, n. 88 e nell’art. 2, comma 2-bis del decreto legge 25 marzo 2010, n.40, convertito con legge 22 maggio 2010, n.73. Attraverso tali norme, che vanno necessariamente lette e interpretate in stretta correlazione tra loro, il legislatore ha distinto l’attività di offerta e raccolta dei giochi attuata con i nuovi canali di diffusione da remoto (tra i quali internet) da quella effettuata tramite i canali distributivi presenti sul territorio, mediante c.d. reti fisiche, provvedendo a delineare la netta separazione tra le due diverse modalità. Con l’art. 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88, infatti, ha disciplinato in maniera organica l’attività di offerta e raccolta a distanza dei giochi pubblici, disponendo, in linea con tale modalità, che anche la commercializzazione del gioco on line - intesa come attività finalizzata alla definitiva contrattualizzazione dei giocatori - avvenga esclusivamente mediante il canale prescelto, cioè solo online e non anche attraverso rete fisica (v. comma 17, lettera g). Con l’art. 2, comma 2-bis del decreto legge 25 marzo 2010, n.40, convertito con legge 22 maggio 2010, n.731, il legislatore, inoltre, ha dettato disposizioni precise in materia di offerta e raccolta di giochi effettuate su base fisica, disponendo espressamente che tale attività sia esercitata solo nelle sedi e con le modalità fissate nelle relative convenzioni di concessione e vietando le attività di raccolta di giochi con vincita in denaro espletate presso sedi diverse da quelle autorizzate o attraverso modalità o apparecchiature che consentono la partecipazione telematica.

Di conseguenza, le convenzioni preposte a disciplinare contrattualmente le specifiche concessioni relative ai giochi effettuati su base fisica o in modalità a distanza, riportano disposizioni formulate in coerenza con le citate previsioni normative.

GLI OBBLIGHI DEI CONCESSIONARI A DISTANZA - Per i giochi effettuati a distanza, infatti, tra i vari obblighi del concessionario la convenzione indica espressamente, al capo II art. 5 lettera g), il “divieto di intermediazione per la raccolta del gioco a distanza nonché il divieto di raccolta presso luoghi fisici, anche per il tramite di soggetti terzi incaricati, anche con apparecchiature che ne permettano la partecipazione telematica”, prevedendo, altresì, all’art.21, varie ipotesi di decadenza a seguito del mancato rispetto di tali obblighi, tra cui rientrano i casi di raccolta di gioco effettuata mediante canali diversi da quelli a distanza, in assenza di titoli concessori o autorizzatori necessari o con modalità o apparecchiature che permettano la partecipazione al gioco a distanza in sedi fisiche.

L’art. 2, comma 2 bis, del citato decreto recita “…fermo quanto previsto dall'articolo 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88, in materia di raccolta del gioco a distanza e fuori dei casi ivi disciplinati, il gioco con vincita in denaro può essere raccolto dai soggetti titolari di valida concessione rilasciata dal Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato - esclusivamente nelle sedi e con le modalità previste dalla relativa convenzione di concessione, con esclusione di qualsiasi altra sede, modalità o apparecchiatura che ne permetta la partecipazione telematica; è conseguentemente abrogata la lettera b) del comma 11 dell'articolo11-quinquiesdecies del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248”. In sostanza, “in base ai principi contenuti in tali norme, l’attività di offerta e raccolta dei giochi pubblici con vincita in denaro va considerata legittimamente svolta solo da parte di soggetti concessionari, nelle sedi autorizzate se trattasi di giochi su base fisica e nel rispetto delle modalità previste dalle citate norme e dalle convenzioni di concessione relative a ciascuna tipologia di giochi. Al quadro normativo suddescritto si è aggiunta, da ultimo, la previsione contenuta nell’art.7, comma 3 – quater, del decreto legge del 13 settembre 2012, n. 158, (c.d. ‘Decreto Balduzzi’), convertito con l’art. 1, comma 1, della legge 8 novembre 2012, n. 189.

I DIVIETI DEL LEGISLATORE - Il legislatore, infatti, in coerenza con il quadro generale sul gioco pubblico sopra richiamato, con la citata norma ha vietato, altresì, la messa a disposizione, presso qualsiasi pubblico esercizio, di apparecchiature che consentano ai clienti – attraverso la connessione telematica – di giocare su piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on line, da soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsiasi titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità. A tal riguardo, relativamente alla messa a disposizione di personal computer, tablet p.c., iPad ecc., occorre peraltro evidenziare che la violazione si concretizza solo nei casi in cui tali strumenti vengano messi a disposizione dei clienti con la finalità di consentire la connessione a siti di gioco, mentre non sussiste alcuna violazione per la messa a disposizione per finalità diverse da quella individuata dalla norma (ad esempio, per consentire la libera navigazione sul web2). Non rientrano nella fattispecie di cui all’art. 7, comma 3 – quater, inoltre, anche i terminali di gioco, utilizzabili senza operatore, abilitati all’accettazione dei soli giochi di competenza dei negozi autorizzati da questa Agenzia all’effettuazione di giochi pubblici. Nel quadro normativo finora descritto, fondamentale, infine, è il richiamo all’art. 4 della legge 401 del 1989, che punisce, in quanto illeciti penali, i casi di inosservanza delle disposizioni di legge previste nella materia de qua quali individuati dalla norma stessa”, sottolinea ancora Adm.

TOTEM, GIOCHI ONLINE (O A DISTANZA) E GIOCHI PROMOZIONALI - Come anticipato nella premessa, il fenomeno più eclatante di illegalità nella materia in esame risulta costituito da attività che rappresentano, nella maggior parte dei casi, modalità di offerta di giochi online con vincita in denaro attuata in contrasto con la normativa vigente soprarichiamata.

“Tali attività illegali – proseguono i Monopoli - vengono, invero, generalmente camuffate per consentirne la riconduzione nell’ambito di altre fattispecie delle quali, artatamente, vengono richiamate le relative disposizioni che, non concernendo i giochi pubblici con vincita in denaro, presentano finalità, vincoli e controlli ben diversi da quelli invece previsti e richiesti per i giochi. Su tutto il territorio nazionale, infatti, oltre alla presenza di operatori non autorizzati che illecitamente effettuano giochi online presso agenzie, peraltro collegate a Società sprovviste dei titoli concessori, sta assumendo sempre maggior rilievo l’ulteriore forma di illegalità attuata attraverso i cc.dd. Totem. È in crescente aumento la commercializzazione e diffusione di tali tipologie di apparecchi terminali, collegati ad “internet” o funzionanti tramite “intranet” grazie a collegamenti che consentono una navigazione a circuito chiuso, collocati presso esercizi pubblici o circoli privati ed utilizzati per l’effettuazione di giochi online, attraverso la connessione a siti illegali.

Tali macchinari constano, in linea generale, com’è stato riscontrato in occasione di accessi ispettivi operati sia da funzionari di codesti Uffici sia dalle Forze dell’Ordine, di una struttura dotata di schermo ‘touch-screen’, tastiera di comando anche virtuale e dispositivi vari, atti a consentire la lettura elettronica del documento di identità, l’inserimento della ‘smart card’ che abilita al gioco sull’apparecchiatura e l’introduzione di banconote per ricaricare la ‘smart card’ utilizzata.

I Totem, come sopra definiti, appaiono chiaramente in contrasto con le norme citate che regolano la materia del gioco e, in quanto tali, non sono ammissibili sul territorio nazionale.

Infatti, l’utilizzo degli stessi per attività di gioco contrasta sia con le previsioni contenute nell’art. 24 della legge 7 luglio 2009, n.88 che, come detto, non consente l’attività di offerta e raccolta di giochi in modalità a distanza presso sedi fisiche (anche da parte dei soggetti che abbiano ottenuto le concessioni) sia con l’art.2, comma 2-bis, del decreto legge n. 40 del 2010, atteso il divieto, anche per i concessionari che offrono e raccolgono giochi presso sedi fisiche, di effettuare in tali sedi il gioco a distanza, anche attraverso apparecchiature che consentono la partecipazione telematica.

L’attività svolta attraverso tali apparecchiature costituisce, altresì, violazione del disposto di cui all’art. 7, comma 3 – quater del decreto legge del 13 settembre 2012, n. 158, in quanto l’allocazione e l’utilizzo di tali apparecchiature presso esercizi pubblici costituisce una chiara forma di messa a disposizione di apparecchiature che consentano ai clienti – attraverso la connessione telematica – di giocare su piattaforme di gioco;la norma, peraltro, stabilisce tale limitazione a prescindere dalla circostanza che la piattaforma di gioco sia di titolarità di un soggetto cui sia stata rilasciata o meno, da Adm o da altro Stato membro dell’Ue, regolare concessione o autorizzazione. La violazione compiuta da parte di chi mette a disposizione all’interno degli esercizi pubblici i Totem risulta evidente in quanto gli stessi, a differenza di altri strumenti, sono apparecchiature che in base al complesso degli elementi esteriori che li caratterizzano appaino chiaramente finalizzate ad essere utilizzate per connessioni telematiche verso siti di gioco. Molti operatori, pertanto, per aggirare il sistema, hanno tentato di legittimare la presenza di tali apparecchiature presso esercizi pubblici, richiamando la Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 8 giugno 2000, n. 2000/31/Ce, recepita con Decreto legislativo 9 aprile 2003, n.70;sostenendo cioè la liceità dell’utilizzo dei Totem quali apparecchiature finalizzate ad offrire cc.dd. giochi promozionali. La Direttiva n.31, come noto, correttamente esclude dal proprio campo di applicazione i giochi pubblici intesi come “giochi d’azzardo che implicano una posta pecuniaria in giochi di fortuna, comprese le lotterie e le scommesse” (art.1, comma 5, lettera d) e ammette - senza necessità di preventiva autorizzazione - l’effettuazione dei giochi cc.dd. promozionali definiti chiaramente, nel considerando n.16, come “giochi che hanno l'obiettivo di incoraggiare la vendita di beni o servizi e in cui gli eventuali pagamenti servono unicamente ad acquisire i beni o servizi promossi”.

L’effettuazione di tali giochi promozionali risulta, però, circoscritta in quanto subordinata al rispetto di precisi obblighi previsti dalla Direttiva stessa, necessari ed indispensabili per la configurazione di tale forma di commercio elettronico, obblighi che si sostanziano, in particolare, nell’invio di specifica informativa diretta ad evidenziare che si tratta di giochi promozionali, delle condizioni di partecipazione, nell’autorizzazione da parte dello Stato membro in cui i servizi hanno origine, nella reale promozione di un bene o di un servizio della società di informazione, nell’esclusione dai giochi promozionali delle attività rivolte a promozionare solo il gioco (v. anche, circolare esplicativa, n. 3561 del 7 luglio 2003, emanata in materia dal Ministero dello Sviluppo Economico).

La Direttiva, peraltro, pur non richiedendo un’apposita autorizzazione dello Stato nel quale i servizi sono destinati, lascia impregiudicati i poteri di controllo propri di tale Stato”.

Il considerando n.26, infatti, stabilisce che “gli Stati membri, conformemente alle condizioni stabilite nella presente direttiva, possono applicare le rispettive norme nazionali di diritto penale e di procedura penale al fine di adottare tutti i provvedimenti di carattere investigativo, nonché di altro tipo necessari per l'individuazione e il perseguimento di reati penali, senza che vi sia la necessità di notificare alla Commissione siffatti provvedimenti”.

“Va da sé che l’assenza anche di uno solo dei requisiti richiesti, quale riscontrata nei numerosi casi di verifiche effettuate presso esercizi pubblici che detenevano apparecchiature di tal specie, porta indubitabilmente ad escludere la sussistenza di giochi cc.dd. promozionali nelle attività poste in essere attraverso i Totem e, di conseguenza, ad escluderle dall’ambito del commercio elettronico, in quanto effettuate con scopi non corrispondenti alla specifica finalità prevista dalla Direttiva n. 31.

Peraltro, atteso che in Italia le attività promozionali risultano disciplinate dal D.P.R. n.430 del 26 ottobre 2001 e successive modificazioni, per le attività di promozione svolte attraverso i cc.dd. Totem, si impone anche la verifica dei requisiti fissati.

Le disposizioni fissate in materia prevedono un limite temporale di durata della manifestazione (cinque anni o un anno dall’avvio, a seconda che si tratti di operazioni o di concorsi a premio) stabilendo, inderogabilmente, che la partecipazione alle attività promozionali avvenga a titolo assolutamente gratuito. In particolare, per le operazioni a premio, deve essere trasmesso per via telematica il documento comprovante il versamento della cauzione da prestarsi a garanzia del 20/% del valore del montepremi posto in palio, mentre, per i concorsi a premio, risulta stabilita una forma di comunicazione preventiva di avvio del concorso, da inoltrare in modalità telematica almeno 15 gg. prima dell’inizio a questa Agenzia, per finalità di controllo sulle attività che costituiscono, per mancanza di reali scopi promozionali, elusione del monopolio statale dei giochi di cui all’art. 1 del Decreto legislativo n. 496 del 14 aprile 1948, elusione che può sussistere qualora il prezzo richiesto per la partecipazione al concorso risulti superiore al valore commerciale del bene il cui acquisto costituisce il presupposto per la partecipazione alla manifestazione (art. 8 del D.P.R. n.430), ovvero qualora venga individuata una coincidenza tra il concorso e una attività di gioco riservato allo Stato (art. 39, comma 13 quater del Decreto legge. n.269 del 2003).

L’Avvocatura Generale dello Stato, con specifico parere reso in materia, ha confermato tale assunto, ritenendo che per l’attività sopradescritta, sempreché attività promozionale, vanno rispettati tutti i requisiti richiesti dal D.P.R. n.430 per le manifestazioni a premio.

Tali norme, che si applicano a tutte le manifestazioni a premio a prescindere dalle modalità, fisica o online, di svolgimento delle stesse, prevedono, inderogabilmente, che la partecipazione alle attività promozionali avvenga a titolo assolutamente gratuito. Infatti, qualora la partecipazione al concorso venisse condizionata al pagamento di una somma di denaro, si rientrerebbe nell’ambito dei giochi, in quanto la somma rappresenterebbe il pagamento di una posta di gioco. Il Ministero dello sviluppo economico, con nota del 17 febbraio 2012, prot. n.34746, relativa ad un caso della specie, ha precisato tale assunto, evidenziando “che è assolutamente vietato prevedere che, per giocare, il consumatore debba inserire una somma di denaro in quanto ai sensi dell’art. 1, comma 5, del citato Dpr n.430/2001, la partecipazioni ai concorsi ed alle operazioni a premi è gratuita”.

Per consentire il rispetto di tale prescrizione è vietato, altresì, maggiorare il prezzo del prodotto o del servizio promozionato, poiché la maggiorazione avrebbe natura di posta di gioco. In concreto l’esatta maggiorazione potrebbe essere desunta anche da una palese sproporzione tra il costo di produzione e il prezzo di vendita del prodotto. Come rappresentato dal Ministero dello sviluppo economico nella succitata nota, nel rispetto dei diversi obblighi previsti dal D.P.R. n.430 a seconda che si tratti di operazioni o concorsi a premio (tra cui i limiti temporali di durata) necessita che venga trasmesso per via telematica al Ministero: per le operazioni a premio “ il documento comprovante il versamento della cauzione da prestarsi a garanzia del 20/% del valore del montepremi posto in palio”, per i concorsi a premio “gli adempimenti (trasmissione di tutta la documentazione richiesta ) devono essere effettuati almeno 15 giorni antecedenti alla data di inizio del concorso”. Il citato Ministero ha precisato, inoltre, che l’impresa è obbligata ad effettuare la comunicazione e che tale invio lascia impregiudicata l’attività di controllo e la possibilità di intervenire in qualsiasi momento al fine, comunque, di verificare il rispetto della normativa. 6

INDICAZIONI OPERATIVE - "Tutto ciò premesso nei casi di specie, nelle more delle ulteriori disposizioni che saranno a breve emanate in ordine a specifiche modalità di accertamenti e controlli presso esercizi pubblici, codeste Direzioni Territoriali: in caso di presenza presso esercizi pubblici di apparecchiature multifunzioni finalizzate all’effettuazione di offerta e raccolta di gioco pubblico online, accertata sulla base: del complesso degli elementi esteriori caratterizzanti le apparecchiature in questione, della documentazione acquisita e della condotta complessiva dell’esercente (se in rapporto strutturale e strumentale con l’attività del cliente/giocatore), procederanno ad inoltrare alla Procura della Repubblica competente per territorio, l’informativa di reato per violazione delle disposizioni recate dalla legge 13 dicembre 1989, n.401 art. 4, richiedendo altresì l’intervento della Guardia di Finanza ai fini del sequestro penale delle apparecchiature in questione. In caso di presenza presso esercizi pubblici di apparecchiature multifunzioni finalizzate, come da dichiarazione del titolare dell’esercizio o, in sua assenza, di altro soggetto presente responsabile dell’attività, all’effettuazione di giochi cc.dd. promozionali, ai sensi della Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 8 giugno 2000, n. 2000/31/CE, procederanno a valutare l’esistenza dei requisiti e l’adempimento delle prescrizioni indicate dalla Direttiva n. 2000/31/CE e dal legislatore nazionale nel Dpr n.430 del 26 ottobre 2001. Nelle ipotesi in cui venga accertata la mancanza dei requisiti previsti dalle citate disposizioni, inoltreranno immediata comunicazione al Ministero dello sviluppo economico per l’irrogazione delle sanzioni amministrative ai sensi dell’art. 12, comma 1, lettera o) del decreto legge del 28 aprile 2009 n.39, convertito con modificazioni con legge del 24 giugno 2009 n.77. Qualora, in contrasto con la dichiarazione del titolare dell’esercizio o, in sua assenza, di altro soggetto presente responsabile dell’attività, venga altresì accertata la mancanza di reali scopi promozionali nelle attività poste in essere attraverso le apparecchiature in questione, in quanto finalizzate ad eludere il monopolio statale dei giochi, procederanno analogamente al punto 1, provvedendo all’inoltro,alla Procura della Repubblica competente per territorio, dell’informativa di reato per violazione delle disposizioni recate dalla legge 13 dicembre 1989, 401 art. 4, richiedendo altresì l’intervento della Guardia di Finanza ai fini del sequestro penale delle apparecchiature in questione", conclude la nota.

 

4 Aprile 2014

Scommesse, per il Consiglio di Stato la concessione è 'presupposto imprescindibile'

Un riconoscimento importante per il sistema concessorio delle scommesse dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato da parte del Consiglio di Stato che ha seguito provvedimenti analoghi emessi qualche giorno prima dal Tar Lazio e dal Tar Lomardia.

Il caso in analisi è quello che riguarda  il ricorso presentato dal gestore di una sala giochi contro la chiusura disposta da un'ordinanza  dirigenziale del Comune di Santa Maria Capua Vetere - e confermata dal Tar Lazio - per l’esercizio abusivo di raccolta scommesse. Ricordo respinto, però, dal Consiglio di Stato in seconda istanza proprio per queste motivazioni: “Per l’attività di giochi e scommesse dal quadro normativo di riferimento emerga come la qualità di concessionario costituisca presupposto imprescindibile, laddove stabilisce che la licenza può essere data esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti, ai quali la legge riserva, appunto, la possibilità di svolgere l'attività suddetta". Queste le motivazioni dei giudici della terza sezione del Consiglio di Stato che hanno respinto il documento impugnato dalla controparte.

Il giudice penale aveva archiviato il procedimento penale "per esercizio abusivo dell’attività di scommesse ritenendo che i principi di derivazione comunitaria, quali la libera circolazione e di prestazione di servizi, comportano la disapplicazione delle norme nazionali che puniscono come reato l’esercizio di giochi e scommesse collegato ad operatori che abbiano ricevuto le relative concessioni in Paesi della Ue, ma non anche in Italia".

A questa  motivazione però il Consiglio di Stato ha opposto  un diverso orientamento – già espresso con le sentenze 28 novembre 2013 n 5636 e seguenti - "maturato alla luce del principio di diritto enunciato dalla recente sentenza della Corte di giustizia del 12 settembre 2013 sulla complessa relazione tra diritto nazionale e diritto comunitario in materia di giochi e scommesse"; da tali sentenze risulta che “per l’attività di giochi e scommesse dal quadro normativo di riferimento emerga come la qualità di concessionario costituisca presupposto imprescindibile, laddove stabilisce che la licenza può essere data esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti, ai quali la legge riserva, appunto, la possibilità di svolgere l'attività suddetta".

3 Aprile 2014

Delega fiscale e settore dei giochi: le indicazioni delle commissioni Finanze al viceministro Casero

"Su alcuni temi della delega fiscale si può iniziare ad intervenire. Dopo i primi interventi specifici e necessari, possiamo focalizzare l'attenzione su alcune questioni particolari. Sui giochi dobbiamo capire come agire. E' un tema che tocca anche altre sensibilità e che non riguarda solo questa Commissione per questo dobbiamo capire come agire nel migliore dei modi. Dobbiamo considerare tutte le altre realtà come gli enti locali e le commissioni parlamentari sui giochi e sugli affari sociali. Per questo si rendono necessarie ulteriori riflessioni per capire come affrontare al meglio uno dei temi più importanti della delega fiscale". E' questa la risposta del viceministro del discastero dell'Economia e delle Finanze Luigi Casero nel corso dell'audizione informale tenutasi qualche giorno fa presso la Commissione Finanze della Camera e del Senato. Il tema, ovviamente, era incentrato sulle tematiche relative all’attuazione della delega al Governo per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, di cui alla legge 11 marzo 2014, n. 23.

E i componenti delle commissioni hanno richiesto interventi immediati e mirati per il settore dei giochi in attesa della riforma intera e completa per la quale ci vorranno ancora alcuni mesi.

Il Viceministro ha esposto a grandi linee le tematiche della delega fiscale, il documento molto atteso da tanti settori dell'economia nazionale e anche dal settore dei giochi per la risoluzione e la semplificazione di tanti tematiche.

Marco Causi, PD ha chiesto di "lavorare subito su alcuni documenti di delega specifici da approvare subito per quello che riguarda Settore dei giochi. L'articolo 14 è molto innovativo ma con tempi assai lunghi per l'approvazione. Ad esempio si può partire dall'allineamento e dall'omogenizzazione delle concessioni o del titolo autorizzativo unico. Del resto si tratta di un settore che sta soffrendo i colpi della crisi e di molti contenziosi che a livello politico creano molte agitazioni. Quindi auspichiamo con la scelta di un elemento e poi far scattare tutte le altre regole e i provvedimenti nei tempi stabiliti".

Girolamo Pisano del M5S ha chiesto di "anticipare i problemi sull'anti riciclaggio, sulla tracciabilità e sulla tassazione dei giochi. Sono questi i punti da cui bisogna partire. Si tratta di un settore che vede un gettito costante da anni e quindi si può tornare a parlare di aumentare la tassazione sui giochi".

Anche l'onorevole Giovanni Paglia di Sel chiede di estrapolare alcune questioni principali sui giochi: "Cruciale l'analisi del rapporto con gli enti locali che continuano a normare sui giochi. Si va avanti solo tramite contenziosi e dobbiamo assolutamente intervenire a livello centrale per chiarire questi rapporti".

2 Aprile 2014

Bando cartelle bingo, CdS chiede modifiche all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Il bando di gara per la fornitura delle cartelle del Bingo (un appalto stimato in circa 13 milioni di euro e che dovrà assicurare la produzione di 4 miliardi di cartelle per i prossimi due anni) dovrà essere in parte corretto. Lo ha stabilito la seconda sezione del Consiglio di Stato che in sede consultiva ha fornito delle importanti indicazioni all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

I RILIEVI DEI GIUDICI - Alcuni requisiti, secondo i giudici di Palazzo Spada, devono essere meglio precisati: tra questi quello della produzione di 180 milioni di cartelle mensili in quanto “non risulta possibile in maniera esauriente valutare l’adeguatezza e la proporzionalità del requisito richiesto atteso che i piani trimestrali di consegna delle cartelle non sono noti”, come pure occorre precisare “in maniera esaustiva” le clausole di risoluzione e recesso. Va inoltre chiarito l’ammontare di alcune penali per la mancata consegna. Il Consiglio di Stato rileva anche una correzione da effettuare sulla documentazione antimafia richiesta, vanno chiariti i punti relativi ai possibili inadempimenti dell’Amministrazione, riferiti anche ai pagamenti in ritardo per i fornitori, come previsto dalla recente normativa per la Pubblica Amministrazione. Appaiono inoltre eccessivamente generici i rinvii alle “vigenti norme di legge, di regolamento ed alle prescrizioni tecniche emanate dalle competenti Autorità” e “occorrerebbe stabilire un termine di durata massima del contratto, considerato anche che i termini previsti nel Capitolato Tecnico sono improrogabili”.

1 Aprile 2014

Ddl gioco patologico: entro maggio alla Camera, diversi gli emendamenti approvati

In Commissione Affari sociali della Camera è proseguito l’esame del Ddl ‘Disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico’.

“L’obiettivo è farlo arrivare in Aula alla Camera tra fine aprile e maggio. La discussione della legge elettorale e la formazione del governo hanno creato uno stop momentaneo”, afferma Paola Binetti (Scelta Civica). Secondo la deputata “Le risorse devono provenire dal gioco d’azzardo stesso: o con un fondo dedicato, attraverso cui girare una parte del prelievo erariale sui giochi alla sanità, oppure destinando parte del Prelievo Erariale Unico direttamente al sistema sanitario nazionale. Ci sono margini per aumentare le risorse disponibili a partire soprattutto dal gioco online, visto che la maggior parte del volume del gioco online passa per operatori esteri. Sarebbe auspicabile una normativa ad hoc che implica anche un salto tecnologico”.

Diversi gli emendamenti approvati che riguardano il gioco pubblico. Tra i più importanti c’è quello si Anna Margherita Miotto (Pd), che prevede un Piano nazionale a favore delle persone affette da gioco d’azzardo patologico: “Nelle more dell’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, il Ministro della salute con decreto di natura regolamentare, previa intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, adotta un Piano nazionale per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da Gap”.

Un emendamento del Pd, invece, prevede che “al fine di garantire il sostegno e l’aiuto alle famiglie dei soggetti affetti da Gap, nell’ambito del sito istituzionale del Ministero della salute, è dedicata una specifica sezione per fornire indicazioni sul trattamento della patologia, sulle strutture a cui rivolgersi nella zona di residenza e sulle reti di servizi pubblici e progetti di piani di zona di cui alla legge n. 328 del 2004, nonché per fornire informazioni inerenti agli aspetti legali ed economici relativi alle perdite, ai debiti accumulati e alla possibilità di usufruire dell’amministrazione di sostegno”.

Da Fratelli d’Italia, invece, arriva la richiesta di uno stop dei giochi per 5 anni: “A decorrere dalla data dell’entrata in vigore della presente legge e per un periodo di cinque anni non è consentita l’attività di nuovi apparecchi di videolottery o slot machine a valere sulle concessioni già in essere”.

Il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, fa presente che “a previsione del Piano nazionale a favore delle persone affette da Gap, contenuta nella proposta di riformulazione dell’emendamento Miotto 3.3, assolve proprio alla finalità di evitare che, nelle more dell’emanazione del suddetto provvedimento, non vengano garantite le prestazioni sanitarie a tali soggetti”.

1 Aprile 2014

Lotteria Italia unica a livello nazionale, arriva il sì di Camera e Senato

Anche per il 2014, ed è così dal 2011, la Lotteria Italia sarà l’unica a livello nazionale. Le commissione Finanze di Camera e Senato hanno infatti espresso il loro parere favorevole al decreto ministeriale che lo prevede, a causa della “consolidata disaffezione nei confronti del prodotto, dell’assenza di utili significativi per l’erario, della sostanziale mancanza di ritorno economico per gli enti organizzatori e del fallimento delle lotterie abbinate ad eventi o manifestazioni a carattere sociale o solidaristico".

Il parere espresso dalla sesta commissione di Montecitorio contiene anche delle osservazioni di carattere generale sull’andamento delle lotterie e sul loro potenziale di ‘rischio’ ludopatia, a confronto con altre tipologie di gioco.

IL PARERE DELLA COMMMISSIONE FINANZE DELLA CAMERA - La commissione condivide la “scelta del Governo di confermare la riduzione del numero delle lotterie nazionali già avviata a partire dal 2011, limitandone il numero, anche per il 2014, alla sola Lotteria Italia, cui sono collegate trasmissioni televisive e radiofoniche” e sottolinea “come le lotterie tradizionali ad estrazione differita stiano attraversando oramai da alcuni anni una situazione di crisi, non producendo più alcun utile per l'Erario, principalmente a causa della progressiva disaffezione del pubblico nei confronti di tale forma di gioco, legata soprattutto all'incremento di altre offerte di gioco che offrono possibilità di vincita immediata”. Per esempio, viene ricordato, nel 2013 per la Lotteria Italia è “stato necessario integrare la massa dei premi per i giocatori, attingendo alle risorse del capitolo del Bilancio dello Stato preordinato a tal fine”.

SERVE UNA RIFLESSIONE APPROFONDITA - La commissione rileva come “la limitata attenzione per le lotterie nazionali sia testimoniata anche dal numero molto basso di domande di abbinamento presentate per il 2014, che conferma lo scarsissimo interesse degli enti organizzatori di manifestazioni abbinabili alle lotterie stesse” e ribadisce “l'esigenza di svolgere una riflessione approfondita sulle prospettive del settore delle lotterie ad estrazione differita, nel quadro di una più generale revisione del settore dei giochi pubblici, rilevandosi a tal fine come ogni ipotesi di rilancio delle lotterie tradizionali non possa prescindere dall'interesse che la programmazione televisiva potrà dimostrare nei confronti di tali manifestazioni, attraverso abbinamenti a spettacoli televisivi che possano suscitare la curiosità del pubblico”.

A tale proposito, si evidenzia come “la rivitalizzazione delle lotterie tradizionali potrebbe avere l'effetto positivo di distogliere il pubblico dei giocatori da altre forme di gioco che risultano più dannose, sia sotto il profilo economico sia per quanto riguarda il rischio di induzione al gioco patologico”.

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