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NEWS

26 Marzo 2015

Giochi: Avviato il lavoro del Tavolo Tecnico per predisporre il passaggio alle “AWP remote”

Con l'approvazione da parte del Comitato di Presidenza del "regolamento interno", ha avviato il proprio lavoro il Tavolo Tecnico Interassociativo (TTI) creato da Sistema Gioco Italia per affrontare i cambiamenti, gestionali e tecnologici che emergono dalle indicazioni preliminari relative alla Legge Delega.

L’obiettivo principale in questa prima fase è la realizzazione di un progetto tecnico condiviso fra tutti i soggetti aderenti a Sistema Gioco Italia, rappresentativi dell’intera filiera, che consenta la produzione e la gestione delle nuove AWP remote in maniera uniforme e coordinata, in aderenza ai termini della normativa di riferimento.

Il Tavolo Tecnico Interassociativo è un progetto ambizioso, messo in campo per guidare la “rivoluzione” del mercato e del parco macchine che il comparto legale del gioco si prepara ad affrontare, ma pensato anche come struttura tecnica permanente finalizzata a seguire e supportare tecnicamente la Federazione ogni volta vi sia la necessità.

Gli ambiti di azione comprendono

a. studio e analisi della normativa;

b. definizione degli ambiti tecnici d’intervento;

c. sviluppo e redazione di un progetto condiviso, con riferimento sia alle caratteristiche degli apparecchi, che alla piattaforma, che alle modalità di connessione e trasmissione dati;

d. definizione della tempistica di implementazione delle varie fasi.

L’iniziativa, nata su impulso di Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’Intrattenimento aderente a Confindustria, in diretta collaborazione tra AS.TRO, Associazione Nazionale Gestori di Apparecchi da Intrattenimento e ACMI, Associazione Nazionale Costruttori Macchine Intrattenimento vedrà già la settimana prossima il Comitato di Presidenza nominare i componenti del tavolo così da essere immediatamente operativi.

Profonda soddisfazione è stata espressa da Gennaro Parlati, Direttore Generale ACMI a cui il Presidente SGI Massimo Passamonti ha affidato la responsabilità dell’operazione “Il settore ancora una volta dimostra la propria capacità di reagire prontamente ai cambiamenti, ripensando, in un'ottica evolutiva, il ruolo dei diversi attori della filiera e anticipando lo sviluppo tecnologico dell'offerta di gioco in maniera da rispondere tempestivamente alle indicazioni venute dalle Istituzioni”.
 

11 Marzo 2015

ANSA / Giochi: Passamonti (Sgi), non perdiamo occasione Delega Fiscale

Per rimettere a posto un settore, altrimenti si rischia forte

(ANSA) - ROMA, 11 MAR - Potrebbe essere #lavoltabuona anche per i giochi, sistemare e innovare il comparto attraverso lo strumento della delega fiscale. Ma se non si dovesse ottenere il risultato sperato il rischio sarebbe di tornare ad una situazione di caos e di illegalita', dalla quale l'Italia e' uscita da tempo.

L'appello a "non perdere l'occasione" viene dai vertici di un settore industriale importante, da Massimo Passamonti, presidente di Confindustria Sistema gioco Italia, che conversando con l'ANSA ha ribadito che "la delega fiscale e' una grande occasione: speriamo di non perderla e di mettere a posto le cose, per poter immaginare un futuro per gli operatori del settore in un mercato che possa innanzitutto consolidarsi".

"La tracimazione dell'offerta di gioco pubblico ha provocato la comparsa di leggi e regolamenti che di fatto hanno limitato il gioco sul territorio e in alcuni e' stato addirittura espulso - ha chiarito - C'e' bisogno di regole che guidino il mercato: il gioco non puo' essere basato esclusivamente sul principio della tutela delle entrate erariali, ma si deve considerare anche la tutela della salute pubblica".

Ora, ha chiesto Passamonti "e' importante che venga confermato questo impegno perche' esiste un problema serio e la delega rappresenta l'ultima occasione per mettere a posto il settore del gioco che non sia piu' ispirato soltanto ai criteri del passato finalizzati all'espansione dell'offerta".

Le soluzioni ci sono: "come Confindustria abbiamo presentato nel maggio 2013, all'inizio del percorso della delega, quando il progetto era ancora evanescente, quello che io ho chiamato un vero e proprio piano regolatore destinato al consolidamento e non piu' all'espansione del settore, puntando ad esempio ad riduzione quantitativa anche significativa del parco macchine soprattutto delle slot, al rafforzamento dei requisiti professionali dei vari protagonisti della filiera, ad una razionalizzazione dei criteri per l'istallazione degli apparecchi con un numero massimo di massimo stabilito e con una definizione dei criteri l'apertura di nuove sale" per fare un'opera di selezione.

Secondo Passamonti, questa e' migliore risposta che il settore puo' dare al sottosegretario al ministero dell'Economia con delega ai Giochi, Pierpaolo Baretta, che sta seguendo l'iter del decreto che potrebbe approdare in consiglio dei ministri entro un paio di settimane: "questa e' la migliore risposta a Baretta quando dice "mi dovete aiutare": io sono partito due anni fa, ma anche prima, il progetto gia' c'e', ma certe volte mi sono sentito di fare la Cassandra. Era evidente, infatti, che un'offerta troppo forte avrebbe provocato un effetto di tracimazione ed era altrettanto evidente che si avrebbe avuto prima di tutto un'esasperazione della sensibilita' sociale e poi addirittura un respingimento sociale perche' siamo andati troppo oltre".

Ora, ha aggiunto Passamonti, bisogna avere la "capacita', il coraggio l'intelligenza di rimettere le cose a posto" salvaguardano il principio di legge, altrimenti "liberi tutti ma facciamo un regalo all'illegalita'". In un settore dove a partire dal 2000 l'Italia ha fatto "la piu' grande opera di legalizzazione al mondo", in un vero comparto industriale con 20 mila addetti, oltre 120 mila lavoratori dell'indotto e quasi 100 mila partite Iva, la rete di bar e tabaccai, che "in molti casi si reggono con i proventi del settore gioco incidenza superiore al 50%".

"Il principio del prossimo futuro - ha concluso Passamonti - non puo' essere piu' il solo interesse erariale, come ci ha detto la Comunita' europea, ma anche la tutela sociale e l'ordine pubblico che possono essere garantite soltanto da un'offerta regolata dalla concessione. Per la prima volta il governo e' disponibile, nonostante la difficolta' di superare questa resistenza sociale: ma se c'e' un concorso virtuoso da parte di tutti, con una proposta responsabile, c'e' la possibilita' di arrivare a salvaguardare l'erario, ma soprattutto la dimensione del settore industriale e gli effetti sociali sul territorio, restituendo al gioco quella dimensione che consenta a milioni di cittadini italiani di divertirsi per qualche minuto". (ANSA).

10 Marzo 2015

Passamonti (SGI): Maggiore professionalità e più intrattenimento nel futuro delle gaming machine

Presidente Passamonti, sono stati da poco resi noti i dati sulle entrate erariali per il 2014 e le prime cifre del 2015. Ci aiuti ad interpretarli meglio...

E’ vero che nel 2014 il saldo è stato positivo. Ma questo non deve ingannare. Anche lo scorso anno, infatti, è stata registrata una riduzione delle entrate dagli apparecchi da intrattenimento, pari a circa l’1%. Il saldo positivo dunque è da ricondursi agli oltre 400 milioni di euro di penali, che 8 concessionari hanno versato allo Stato a seguito della sentenza della Corte dei Conti. Alla contrazione del 2014, devono aggiungersi poi anche i primi dati riferiti al 2015. Sono cifre che preoccupano e che testimoniano, in particolare, un drammatico calo del 10% nella raccolta delle gaming machine. Ma anche per quanto riguarda gli altri settori dell’offerta di gioco legale il 2015 segna una preoccupante stasi.

Sono dati che sorprendono o la contrazione era prevedibile?

Purtroppo i dati non ci sorprendono. L’effetto negativo sul 2015 era infatti di facile previsione. Come sosteniamo da tempo, intervenire con la Legge di Stabilità per ridurre i compensi dei concessionari attraverso una rimodulazione complessiva dei compensi alla filiera non può che determinare la rinegoziazione, tra le parti, dei contratti in essere. Tutto ciò ha comportato difficoltà di relazione tra i componenti della filiera e una conseguente, e preoccupante, contrazione di tutte le altre attività.

Avete proposto una strada alternativa?

Il nostro auspicio è stato, e continua ad essere, che la revisione degli aggi e dei compensi spettanti ai diversi protagonisti della filiera del gioco pubblico avvenga con uno strumento legislativo più organico e declinabile quale era, e resta ancora, l’art. 14 della Delega fiscale. Nell’ambito di questo provvedimento sarà necessario profilare e delineare meglio anche le attività di tutti gli attori coinvolti. E uno spazio importante dovrà continuare ad essere occupato dai gestori.

Tutto ciò anche in prospettiva del passaggio alle nuove AWP, annunciato dal Sottosegretario Baretta?

Certamente, anche perché le nuove AWP “remote” o, se vogliamo, con controllo da remoto dovranno essere comunque allocate presso il canale commerciale dei generalisti principali. Questa allocazione, inoltre, non potrà fare a meno, sulla base del principio della proprietà della macchina stessa, di professionalità specializzate specialmente nell’organizzazione e nelle gestione del parco macchine.

Restiamo sul parco macchine, la Delega dovrebbe prevedere una cospicua riduzione…

La razionalizzazione è a nostro avviso un passaggio fondamentale, anzitutto per determinare condizioni di maggiore accettabilità sociale dell’offerta di gaming machine sul territorio. Un’offerta che negli anni passati ha sicuramente tracimato i confini della stessa accettabilità. E’ necessario, dunque, riportarla a dimensioni più equilibrate, anche in proporzione al numero dei residenti, attestandoci su medie europee o comunque su quelle di Paesi simili all’Italia.

La Delega punta ad una riorganizzazione complessiva del settore, per i prossimi decenni. Quali sono i punti chiave irrinunciabili?

Per i prossimi dieci anni sarà necessario passare ad un mercato del gioco legale che punti a consolidare i risultati ottenuti, senza però espanderli in modo incondizionato. In questo senso, diventano fondamentali i parametri di tutela sociale e ordine pubblico. Così come sarà fondamentale mantenere e rafforzare il principio della riserva di legge a favore dello Stato e, quindi, di regole uniformi sul territorio.

Ritiene che ci siano ancora prospettive per il mercato del gaming machine?

Sì, se il mercato riaffermerà la qualità professionale di tutti i soggetti impegnati, sia per quanto riguarda la distribuzione sia per quanto concerne invece la qualità dei locali che prevedono un’offerta di gioco legale. E inoltre se sarà recuperata definitivamente l’immagine e l’identità che più si addice e che meglio caratterizza il settore: quella dell’intrattenimento.

E dal punto di vista fiscale?

Il passaggio dalla tassazione sulla raccolta a quella sul margine - sostenuta da Sistema Gioco Italia fin dal 2012 in occasione del convegno organizzato presso l’Università LUISS Guido Carli - sarà un’occasione importante per avviare una selezione ed una qualificazione degli imprenditori del gioco, nella prospettiva di una collaborazione con lo Stato. In questo senso, sarà assolutamente necessario che sul territorio le leggi regionali e gli ordinamenti comunali garantiscano un corretto svolgimento delle attività di impresa, senza atteggiamenti discriminatori ed espulsivi. Questo approccio infatti, combinato con le opportunità garantite dalle nuove tecnologie, oggi sta producendo un clamoroso e preoccupante ritorno di offerte illegali di gioco. Solo un gioco pubblico, controllato e controllabile, e senza più eccessi, potrà davvero garantirci che per milioni di italiani il gioco rappresenti un’attività di intrattenimento, un normale divertimento, a cui si ricorre qualche volta e con l’utilizzo di qualche euro.

 

 

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