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NEWS

25 Marzo 2014

'Le Iene' e le Vlt: ecco le risposte di SGI e ADM

Con grande rammarico e preoccupazione Confindustria Sistema Gioco Italia ha constatato che il programma televisivo ‘Le Iene’ andato in onda mercoledì 19 marzo, ha superato il limite della deontologia professionale, scadendo in affermazioni false e fuorvianti, proponendo soluzioni per l’economia del Paese in modo ingannevole e spregiudicato. Durante il programma si è affermato che i sistemi di gioco Vlt sono privi di ogni controllo e si prestano ad  evasioni di imposta allo Stato. Citando dati forniti da un loro anonimo ‘amico gestore’, si è addirittura ipotizzata una raccolta doppia rispetto a quella ufficiale ed un conseguente “occultamento” di 20 miliardi di euro.

Affermazioni puntualmente smentite dall’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane, visto che sono totalmente false, per di più suffragate da proiezioni e numeri, privi di ogni fondamento e protetti da un anonimato quantomeno sospetto.

Gli operatori riuniti in Confindustria Sistema Gioco Italia chiariscono che le Videolotteries (Vlt o comma 6/b) sono videoterminali collegati ad un sistema centralizzato che determina il risultato di ogni giocata. In caso di assenza di collegamento telematico, la partita si ferma fino a che il collegamento non torna ad essere disponibile; la contabilizzazione delle singole partite effettuate su ogni Videolottery viene gestita sia a livello di sala che di sistema centrale del concessionario. Il sistema è certificato dall’ Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e da Sogei, secondo parametri internazionali. Una volta avviato, il sistema non è in alcun modo alterabile o manomissibile da nessuno. Pertanto, anche i risultati di raccolta delle giocate, sono registrati e protetti con le stesse garanzie di sicurezza e controllo. Inoltre, il sistema di connessione è sottoposto a rigorosi e costanti controlli da parte dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e di Sogei; i concessionari inviano giornalmente ad Adm tutti i dati di raccolta di ogni piattaforma di gioco e comunque Sogei, in qualunque momento, può fare operazione di monitoraggio remoto sull'attività di ogni sistema di gioco.

Sottolineiamo che affermare, come è stato fatto dalle ‘Iene’, che nessuno in realtà sa a quanto ammontino le giocate Vlt, reca un grave danno alla verità delle cose e alle migliaia di operatori del settore che quotidianamente operano nel rispetto delle regole, pagano le tasse e che, per conto dello Stato, operano per fare rispettare la legalità e le leggi. Ma soprattutto ingannano i cittadini e gli spettatori, dando un immagine del Paese immotivatamente negativa, presupponendo reati collettivi, con lo Stato assente o negligente.

Anche per questo, a tutela della reputazione degli operatori del settore e per garantire che il comparto industriale opera da sempre in piena sintonia con lo Stato, Confindustria Sistema Gioco Italia sta valutando gli atti più opportuni per tutelare la verità dei fatti.

Come detto Adm aveva smentito con forza a poche ora dalla messa in onda: “Si tratta di una informazione destituita di ogni fondamento quella fatta nel servizio de ‘Le Iene’ relativa alle videolotteries, ossia che i videoterminali utilizzati per il gioco non sarebbero collegati alla rete e che i Monopoli non sarebbero a conoscenza né del loro numero né del relativo incasso. Conosciamo esattamente il numero delle Vlt presenti in ogni singola sala e la relativa raccolta di gioco. Ciò in quanto tutte le Vlt costituiscono terminali di un complesso sistema informatico verificato dal partner tecnologico Sogei e certificato dall’Agenzia in assenza del quale, peraltro, i videoterminali non sarebbero in grado di consentire il gioco”.

La gestione di tale sistema è attribuita per legge ai concessionari dello Stato i quali sono sottoposti a rigorosi e costanti controlli, previsti dalla normativa, sia da parte dell’Agenzia che della Sogei.

L’Agenzia, anche mediante accesso diretto al sistema di gioco, conosce e verifica per ogni apparecchio, le somme introitate sulle quali si calcolano le imposte dovute.

Il servizio effettua inoltre una propria ricostruzione della raccolta complessiva di gioco effettuata mediante le Vlt: il presunto incasso medio giornaliero di un’unica Vlt (presso una determinata sala) viene moltiplicato per il numero complessivo delle Vlt attive e per i 365 giorni dell’anno, così pervenendo ad un risultato privo di qualsiasi senso logico.

L’Adm ribadisce che “il gioco è tracciato in tempo reale per ogni singolo videoterminale e dunque la raccolta complessiva delle Vlt è quella che risulta all’Agenzia (per il 2013 circa 22,1 mld)”.

Comunicato stampa ADM - scarica

Comunicato stampa SGI - scarica

 

 

25 Marzo 2014

Massimo Passamonti, presidente SGI: “Lotta continua al mercato illegale nonostante i risultati”

“Secondo i dati diffusi dalla Guardia di Finanza un mese fa a 80 miliardi di gioco legale, rispondono 23 miliardi di gioco in mano all'illegalità, più una quota di illegale nel settore online. Insomma, una quota del 20-25% del mercato è ancora clandestino”. A sottolineare questi dati sconvolgenti è stato Massimo Passamonti, presidente di Confindustria Sistema Gioco Italia, nel recente convegno ‘Match fixing: prevenzione e legalità in ambito europeo e italiano’ svoltosi a Roma proprio qualche giorno fa.

Per la prima volta, dopo 13 anni, tutti gli ambiti del settore - raccolta, spesa effettiva, introiti degli operatori e gettito erariale - hanno registrato una flessione.  Anche per la Guardia di Finanza questo è un segno del fatto che il mercato illegale sta tornando a espandersi. Passamonti lancia un appello contro il dilagare di questo fenomeno ma scopre anche una serie di azioni che possono far fronte a questi dati preoccupanti: “Si registrano, in effetti, anche concreti passi avanti nella lotta alla rete delle scommesse non autorizzate: dallo scambio di informazioni a livello internazionale, ai lavori per rendere più omogeneo il quadro legislativo europeo”.

Il presidente di SGI Italia segue molto da vicino il piano d'azione a questa lotta all'illegalità e quindi al match fixing, il perno dove la delinquenza agisce: “Una lotta iniziata dieci anni fa e che non è ancora terminata. Dieci episodi sospetti sono stati segnalati grazie al software dei Monopoli di Stato che funziona anche con la nostra collaborazione. Il nostro lavoro non é concluso, non devono esistere più zone grigie, e crediamo che il legame tra le risorse che garantiamo e il loro utilizzo debba essere rafforzato. È ora di passare a una tassazione di scopo sul gioco, destinando le tasse a sostegno di opere benefiche, per lo sport o il sociale. Il gioco deve tornare a fare una grande parte sostenendo sport e sociale con vincoli di destinazione per i soldi che si incassano. Per questo garantiamo il massimo impegno e la massima collaborazione, come successo nel Torneo di Viareggio, in cui gli operatori autorizzati hanno aderito alle richieste di non accettare scommesse. Bisogna chiarire il presidio e il valore degli operatori legali, come già sottolineato da Abodi, e serve definire a livello legislativo chi può operare e chi no. Chi di competenza deve prendere la parola e fare chiarezza. Il rischio altrimenti è che salti tutto”, conclude.

18 Marzo 2014

Mipaaf, Castiglione: “Restituire certezze al mondo dell’ippica”

“È necessario restituire certezze al mondo dell’ippica e per tale ragione ho voluto riaprire un confronto che ritengo fondamentale per stabilire le premesse per dare rilancio al settore. ”

È quanto afferma il Sottosegretario alle politiche agricole, Giuseppe Castiglione, in occasione dell’incontro che si è tenuto lo scorso 13 marzo, tra il Mipaaf e i rappresentati delle associazioni  che riuniscono le Società di gestione degli Ippodromi.

Al centro dell’incontro, a cui ha partecipato in rappresentanza del Ministero, oltre al Sottosegretario Castiglione, anche il capo Dipartimento Gianluca Maria Esposito, c’è stato il tema della definizione delle pendenze economiche relative agli anni 2012 e 2013 e dei rapporti contrattuali tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e le società di gestione per l’anno 2014. La convocazione del tavolo è stata voluta infatti proprio per giungere in tempi brevi alla definizione delle questioni ancora aperte con l’intendimento di sottoscrivere per il 2014 una nuova convenzione che assicuri per l’anno in corso rapporti contrattuali trasparenti ed improntati alla salvaguardia del settore.

Il Ministero ha quindi anticipato la presentazione di una propria proposta da sottoporre al tavolo nella prossima riunione già fissata per il prossimo 20 marzo. Incontro molto atteso dalle società di corse che da tempo sono in attesa della nuova convenzione. 

18 Marzo 2014

Delega Fiscale pubblicata in Gazzetta Ufficiale: il 27 marzo l’entrata in vigore

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 12 marzo scorso, la legge 11 marzo 2014, n. 23 ‘Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita’. La legge entrerà in vigore il prossimo 27 marzo e contiene all’articolo 14 misure sul gioco. “Il Governo è delegato ad attuare, con i decreti legislativi di cui all'articolo 1, il riordino delle disposizioni vigenti in materia di giochi pubblici, riordinando tutte le norme in vigore in un codice delle  disposizioni sui giochi, fermo restando il modello organizzativo fondato sul regime concessorio e autorizzatorio, in quanto indispensabile per la tutela della fede, dell'ordine e della sicurezza pubblici, per il contemperamento degli  interessi  erariali con quelli  locali  e  con  quelli  generali in materia di salute pubblica, per la prevenzione del riciclaggio dei proventi di attività criminose, nonché per garantire il regolare afflusso del prelievo tributario gravante sui giochi. Il riordino di cui al comma 1 è effettuato nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) raccolta sistematica e organica delle disposizioni vigenti in funzione della loro portata generale  ovvero  della  loro  disciplina settoriale, anche di singoli  giochi,  e  loro  adeguamento  ai  più recenti principi, anche  di  fonte  giurisprudenziale,  stabiliti  al livello dell'Unione europea, nonché  all'esigenza  di  prevenire  i fenomeni di ludopatia ovvero di gioco d'azzardo patologico e di gioco minorile, con abrogazione espressa delle  disposizioni  incompatibili ovvero non più attuali, fatte  salve,  comunque,  le  previsioni  in materia di cui agli articoli 5 e 7 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n.189;  b) riserva alla legge ordinaria o agli atti aventi forza di legge ordinaria, nel rispetto dell'articolo 23  della Costituzione, delle materie riguardanti le fattispecie imponibili, i soggetti passivi e la misura dell'imposta; c) disciplina specifica dei singoli giochi, definizione delle condizioni generali di gioco e delle relative regole tecniche, anche d'infrastruttura, con provvedimenti direttoriali generali; d) riordino delle disposizioni vigenti in materia  di  disciplina del prelievo erariale sui singoli giochi, al fine  di  assicurare il riequilibrio del relativo prelievo fiscale, distinguendo espressamente quello di natura tributaria in funzione delle diverse tipologie di gioco pubblico, e al fine di armonizzare le percentuali di aggio o compenso riconosciute ai concessionari, ai gestori e agli esercenti e le percentuali destinate a vincita (payout), nonché riordino delle disposizioni vigenti in materia di disciplina degli obblighi di rendicontazione; e) introdurre e garantire l'applicazione di regole trasparenti  e uniformi  nell'intero  territorio nazionale in materia di titoli abilitativi all'esercizio dell'offerta di gioco, di autorizzazioni e di controlli,  garantendo  forme  vincolanti di  partecipazione dei comuni competenti per territorio al procedimento di autorizzazione e di pianificazione, che tenga conto di parametri di distanza da luoghi sensibili validi per l’intero territorio nazionale, della dislocazione locale di sale da gioco e di punti di vendita in cui si esercita come attività principale l'offerta di scommesse su eventi sportivi e non sportivi, nonché in materia di installazione degli apparecchi idonei per il gioco lecito di cui all'articolo 110, comma 6, lettere a) e  b),  del  testo  unico  delle  leggi  di  pubblica sicurezza, di cui  al  regio  decreto  18  giugno  1931,  n.  773,  e successive modificazioni,  comunque  con  riserva  allo  Stato  della definizione  delle regole necessarie per esigenze di ordine e sicurezza pubblica, assicurando la salvaguardia  delle discipline regolatorie nel frattempo emanate a livello locale che risultino coerenti con i principi delle norme di attuazione della presente lettera; f) introduzione, anche graduale,  del  titolo  abilitativo unico all'esercizio di offerta di gioco e statuizione del divieto di rilascio di tale titolo abilitativo, e, correlativamente, della nullità assoluta di tali titoli, qualora rilasciati, in ambiti territoriali diversi da quelli pianificati, ai sensi della lettera e), per la dislocazione locale di sale da gioco e di punti di vendita di gioco, nonché per l'installazione degli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n.773, e successive modificazioni; g) revisione degli aggi e compensi spettanti ai concessionari e agli altri operatori secondo un criterio di progressività legata ai volumi di raccolta delle giocate; h) anche al fine di contrastare più efficacemente il gioco illegale e le   infiltrazioni delle organizzazioni criminali nell’esercizio dei giochi pubblici, riordino e rafforzamento della disciplina in materia di trasparenza e di requisiti soggettivi e di onorabilità dei  soggetti che, direttamente o indirettamente, controllino o partecipino al capitale delle società concessionarie dei giochi pubblici, nonché degli  esponenti  aziendali,  prevedendo altresì specifiche cause di decadenza dalle concessioni o cause di esclusione dalle gare per il rilascio delle concessioni, anche per società fiduciarie, fondi di investimento e trust che detengano, anche indirettamente, partecipazioni al capitale o al  patrimonio di società concessionarie di giochi pubblici e che risultino non aver rispettato l’obbligo di dichiarare l’identità del soggetto indirettamente partecipante; i) estensione della disciplina in materia  di  trasparenza e di requisiti soggettivi e di onorabilità di cui alla lettera h) a tutti i soggetti, costituiti in qualsiasi forma organizzativa, anche societaria, che partecipano alle filiere dell'offerta attivate dalle società  concessionarie dei giochi pubblici, integrando, ove necessario, le discipline settoriali esistenti; l) introduzione di un regime generale di gestione dei casi di crisi irreversibile del rapporto  concessorio, specialmente in conseguenza di provvedimenti di revoca o di  decadenza, in modo da assicurare, senza  pregiudizio per gli interessi di tutela dei giocatori e di salvaguardia delle entrate  erariali, la continuità dell'erogazione dei servizi di gioco; m) verifica, con riferimento alle concessioni sui giochi, dell'efficacia della normativa vigente in materia di conflitti di interessi;  n) riordino e integrazione delle disposizioni vigenti relative ai controlli e all'accertamento dei tributi gravanti sui giochi, al fine di rafforzare l’efficacia preventiva e repressiva nei confronti dell'evasione e delle altre violazioni in  materia, ivi comprese quelle concernenti il rapporto concessorio; o) riordino e integrazione del vigente sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, al fine di aumentarne l'efficacia dissuasiva e l'effettività, prevedendo sanzioni aggravate per le violazioni concernenti il gioco online; p) revisione, secondo criteri di maggiore rigore, specificità  e trasparenza, tenuto conto dell'eventuale normativa dell'Unione europea di settore, della disciplina  in materia di qualificazione degli organismi di certificazione degli apparecchi da intrattenimento e   divertimento, nonché della disciplina riguardante le responsabilità di tali organismi e quelle dei  concessionari per i casi di certificazioni non veritiere, ovvero di utilizzo di apparecchi non  conformi ai modelli certificati; revisione della disciplina degli obblighi, delle responsabilità e delle garanzie, in particolare patrimoniali, proprie dei produttori o distributori di programmi informatici per la gestione delle attività di gioco e della relativa raccolta; q) razionalizzazione territoriale  della  rete di raccolta del gioco, anche in funzione della  pianificazione della dislocazione locale di cui alla lettera e) del presente comma, a partire da quello praticato mediante gli apparecchi di cui all'articolo 110,  comma  6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di  pubblica  sicurezza, di cui al  regio  decreto 18 giugno 1931, n. 773, e  successive modificazioni, comunque improntata al criterio della  riduzione e della progressiva concentrazione della raccolta di gioco in ambienti sicuri e controllati, con relativa responsabilità del concessionario ovvero del titolare dell’esercizio; individuazione dei  criteri di riordino e sviluppo della dislocazione territoriale della rete di raccolta del gioco, anche sulla base di una revisione del limite massimo degli apparecchi da gioco presenti in ogni esercizio,  della previsione di una superficie minima per gli esercizi che li ospitano e della separazione  graduale degli spazi nei quali vengono installati; revisione della disciplina delle licenze di pubblica sicurezza, di cui al predetto testo unico, idonea a garantire, previa definizione delle situazioni controverse, controlli più efficaci  ed efficienti in ordine all'effettiva titolarità di provvedimenti unitari che abilitano in via esclusiva alla raccolta lecita del gioco;  r) nel rispetto dei limiti di compatibilità con l’ordinamento dell’Unione europea, allineamento, anche  tendenziale, della durata delle diverse concessioni di gestione e raccolta del gioco, previo versamento da parte del concessionario, per la durata della proroga finalizzata ad assicurare l’allineamento, di una somma commisurata  a quella originariamente dovuta per il conseguimento della concessione; s) coordinamento delle disposizioni in materia di giochi con quelle di portata generale  in  materia  di  emersione di attività economiche e finanziarie detenute in Stati aventi regimi fiscali privilegiati; t) deflazione, anche agevolata e accelerata, del contenzioso in materia di giochi pubblici o con lo stesso comunque connesso, al fine di favorire il tempestivo conseguimento degli obiettivi di  cui  allelettere q) e r); u) attuazione di un piano straordinario di controlli volto a contrastare la pratica del gioco, in qualunque sua forma, svolto con modalità non conformi all’assetto regolatorio stabilito dallo Stato per la pratica del gioco lecito; v) definizione di un concorso statale, a  partire dall'esercizio finanziario in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo recante la disciplina di cui alla presente lettera, a valere su quota parte delle risorse erariali derivanti dai giochi pubblici, mediante istituzione di un apposito fondo, la cui dotazione è stabilita annualmente con  la  legge di Stabilità, finalizzato prioritariamente al contrasto del gioco d'azzardo patologico, anche in concorso con la finanza regionale e locale, finanziato  attraverso modifiche mirate alla disciplina fiscale dei giochi  pubblici  idonee ad incrementare le risorse erariali;  z) rafforzamento del monitoraggio, controllo e verifica circa il rispetto e l'efficacia  delle  disposizioni  vigenti  in  materia di divieto di pubblicità per  i  giochi  con  vincita   in   denaro, soprattutto per quelli on-line, anche ai fini della  revisione  della disciplina in materia, con particolare riguardo  all'obiettivo  della tutela dei minori”.

Il governo ha un anno di tempo per emanare i decreti legislativi, che dovranno avere il parere non vincolante delle commissioni competenti di Camera e Senato, su questo e gli altri articoli della Delega.

 

17 Marzo 2014

Bingo terrestre: ecco le novità per il settore

Novità in arrivo per il bingo terrestre. “I concessionari del gioco del Bingo che intendono proseguire nell’esercizio delle attività oggetto di concessione hanno l’onere di adeguare i loro sistemi informatici di sala alle regole di gioco come modificate dai decreti direttoriali 4 luglio 2012, 27 dicembre 2012 e 14 febbraio 2013, pubblicati sul sito istituzionale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, rispettivamente il 4 settembre 2012, il 2 gennaio 2013 e il 15 febbraio 2013”. È quanto rende noto l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in merito alle nuove regole sul bingo di sala. “Ai fini di cui al comma 1, i concessionari chiedono, ove già non vi abbiano provveduto, alla Direzione centrale gestione tributi e monopolio giochi - Ufficio Bingo, entro 10 giorni dalla data di pubblicazione del presente provvedimento sul sito istituzionale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, l’effettuazione della verifica funzionale dei loro sistemi informatici di sala. 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 trovano applicazione altresì nei confronti dei soggetti le cui concessioni per la gestione del gioco del Bingo sono scadute anteriormente alla data di pubblicazione del presente provvedimento sul sito istituzionale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli ovvero scadono nel corso dell’anno 2014 e che continuano a gestire la raccolta del gioco in regime di proroga ai sensi dell’articolo 1, comma 636, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. In tal caso, alla domanda di cui al comma 2 deve essere altresì allegata la prova dei versamenti, effettuati ai sensi del comma 5, di cui alla lettera c) del comma 636 dell’articolo 1 della predetta legge n. 147 del 2013. I predetti versamenti sono effettuati anche dai soggetti che proseguono nella gestione del gioco del Bingo ai sensi dell’articolo 13 dell’atto integrativo sottoscritto ai sensi dell’articolo 1, comma 79, della legge 13 dicembre 2010, n. 220. Qualora la domanda di cui al comma 2 sia stata già inoltrata, la stessa deve essere integrata con il deposito della documentazione attestante l’avvenuta effettuazione dei predetti versamenti. La raccolta del gioco del Bingo secondo le regole previste altresì dai decreti direttoriali di cui al comma 1 è consentita a decorrere dal giorno successivo a quello di rilascio di apposita  autorizzazione conseguente all’esito positivo della verifica funzionale di cui al comma 2, previo deposito presso l’Ufficio Bingo, da parte dei soli soggetti che continuano ad esercitare l’attività di raccolta del gioco del Bingo ai sensi dell’articolo 13 dell’atto integrativo sottoscritto ai sensi dell’articolo 1, comma 79, della legge n. 220 del 2010, nonché dell’articolo 1, comma 636, della legge n. 147 del 2013, della garanzia avente i requisiti di cui all’articolo 9, comma 1, del regolamento 31 gennaio 2000, n. 29. Tale garanzia deve essere efficace dalla data di scadenza della concessione fino al 30 giugno 2015 e contenere l’obbligo di estensione, su richiesta dell’Amministrazione, della durata fino alla sottoscrizione della nuova concessione. Ai fini di cui al comma 3, secondo e terzo periodo, i versamenti ivi richiamati, pari ad euro euro 2.800 per ogni mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di proroga usufruita e ad euro 1.400 se i giorni di proroga non superino i quindici giorni, sono effettuati con cadenza mensile a decorrere dalla data di scadenza delle concessioni esercitate fino alla data di sottoscrizione della nuova concessione aggiudicata a seguito della procedura selettiva prevista dal richiamato articolo 1, comma 636, della legge n. 147 del 2013. I versamenti sono eseguiti, entro il decimo giorno successivo al mese di riferimento o al periodo inferiore, presso le Tesorerie provinciali dello Stato competenti in base alla sede legale del soggetto interessato, sul capitolo del bilancio dello Stato capo V n. 2340 con la seguente causale: “Pagamento proroga concessione n……”. Le quietanze dei versamenti o la documentazione relativa ai bonifici bancari effettuati sono consegnati all’Ufficio Bingo, entro i 10 giorni successivi al versamento, con l’indicazione dei mesi o frazioni di mese di esercizio della proroga. La regolarità dei versamenti costituisce condizione di partecipazione alla procedura selettiva prevista dal richiamato articolo 1 comma 636 della legge n. 147 del 2013”. 

13 Marzo 2014

L'Emilia Romagna approva il piano 2014-2016: ecco cosa cambia per gli apparecchi da intrattenimento

L'assemblea legislativa regionale dell'Emilia Romagna, mercoledì 12 marzo, ha approvato il “Piano integrato 2014-2016 per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco patologico” (provvedimento che si richiama ai principi e agli obiettivi della legge regionale 5/2013). L'assemblea si è espressa all'unanimità dei presenti e ha anche approvato 9 emendamenti: sei presentati da Liana Barbati (Idv) e tre dalla consigliera Silvia Noè (Udc). Tra gli emendamenti Barbati, che riguardano in particolare le funzioni dell’Osservatorio regionale, si segnala la richiesta alla Regione di emanare circolari esplicative, ove necessario, al fine di garantire la corretta e uniforme interpretazione e applicazione delle direttive su tutto il territorio regionale. L’opportunità di richiedere ai gestori delle sale da gioco “appositi sistemi che consentano l’accesso alle apparecchiature soltanto previo inserimento della tessera sanitaria personale del giocatore di maggiore età e la possibilità di comprendere, nel confronto con le associazioni, anche quelle rappresentative del gioco”, sono invece le finalità contenute negli emendamenti (approvati), presentati dalla consigliera Noè.

A cosa mira questo piano? Il documento, sulla base delle esperienze già presenti sul territorio regionale (dove è attiva una rete di collaborazioni e progetti di prevenzione rivolti principalmente a due target specifici: quello giovanile in ambito scolastico ed extrascolastico e quello dei cittadini di ogni età), “intende programmare progetti di prevenzione e sensibilizzazione sul rischio di dipendenza dal gioco nell’ambito dei progetti sugli stili di vita, quindi nel contesto di iniziative di sanità pubblica. Verranno privilegiati messaggi non proibizionisti ma responsabilizzanti sui temi delle scelte consapevoli, fatto salvo il diritto dei minori di essere tutelati dall’offerta di giochi con vincita in denaro”.

La Regione, con ulteriori risorse rispetto ai Livelli essenziali di assistenza oggi definiti, si impegna ad attivare in ogni Ausl un punto sperimentale di accoglienza e valutazione delle persone con problemi di gioco patologico situato nel contesto organizzativo dei Servizi per le dipendenze patologiche, in rete con Associazioni del terzo settore attive sul tema. Nella programmazione sociale e sanitaria di ambito distrettuale, e nello specifico nei programmi attuativi del Piano di zona per la salute e il benessere sociale, dovranno essere individuate azioni e interventi da realizzarsi congiuntamente tra servizi sociali e sanitari, attivando dove possibile collaborazioni con gli organismi del Terzo settore e le associazioni di rappresentanza, al fine di promuovere la sensibilizzazione e l’informazione sul territorio, nonché di attivare reti di sostegno per le famiglie.

Tra i principali obiettivi del Piano, quello di formare gli esercenti e il personale operante nelle sale da gioco, gli operatori dei servizi sociosanitari e gli addetti della polizia locale. Sarà inoltre implementato il numero verde regionale (telefonando allo 800 033 033 si entra in contatto con un operatore debitamente preparato che fornisce indicazioni di orientamento ai servizi e sulle modalità di accesso alle prestazioni). Sarà inoltre predisposto materiale informativo sul gioco d’azzardo patologico (Gap) e saranno predisposte forme di premialità per gli esercenti che espongono il marchio “Slot freE-R”.

Infine, l’Osservatorio regionale sul fenomeno del gioco d’azzardo, che si impegnerà anche a promuovere lo scambio e la diffusione di esperienze e buone pratiche territoriali di prevenzione e contrasto alla dipendenza da gioco patologico. 

13 Marzo 2014

Direttiva antiriciclaggio estesa al settore del gioco: verifica operazioni superiori a 2mila euro

Con 643 voti a favore, 30 contrari e 12 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato un progetto legislativo antiriciclaggio (conosciuto come quarta direttiva antiriciclaggio) che si pone l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale, anche attraverso interventi che vanno a interessare direttamente il settore del gioco. Il progetto legislativo richiederà a banche, istituzioni finanziarie, avvocati, agenti immobiliari e casinò di essere più attenti alle transazioni sospette dei loro clienti. L'obiettivo è anche di rendere più difficile il nascondere transazioni sospette.

I casinò sono inclusi nel campo di applicazione della proposta di legge, ma spetta agli Stati membri la decisione di escludere gli altri servizi di gioco d'azzardo che presentano un basso rischio di evasione.

La direttiva anti riciclaggio prevede un approccio basato sul rischio, che consente agli Stati membri di meglio identificare, comprendere e ridurre il riciclaggio di denaro e i rischi di finanziamento al terrorismo.

Il testo sarà trasmesso al prossimo Parlamento che sarà formato in seguito alle elezioni europee di maggio. Ciò assicura che i deputati neoeletti possano decidere se ricominciare o continuare a partire dal lavoro svolto in questa legislatura.

COSA CAMBIA PER IL SETTORE DEL GIOCO – Secondo la nuova direttiva, approvata con qualche emendamento, “allo scopo di mitigare i rischi associati al settore del gioco d’azzardo e di garantire la parità tra i prestatori di servizi di gioco d’azzardo, andrebbe istituito per tutti loro l’obbligo di adeguata verifica della clientela per le singole operazioni di importo pari o superiore a 2.000 euro", una misura che non cambia nulla per gli operatori italiani, visto che da noi è vietato l’uso del denaro contante al di sopra dei mille euro (così aveva stabilito la legge Salva Italia voluta dal governo Monti).

Nell’adempiere all’obbligo di questa verifica, "è opportuno adottare un approccio basato sul rischio che tenga conto dei differenti rischi rappresentati dalle diverse tipologie di servizi di gioco d’azzardo e determini se rappresentano un rischio elevato o esiguo di riciclaggio dei proventi di attività criminose". Occorre, inoltre, tenere conto "delle caratteristiche delle diverse tipologie del gioco d’azzardo, anche mediante una differenziazione tra casinò, gioco d’azzardo online o altre modalità di prestazione di servizi di gioco d’azzardo".

 

6 Marzo 2014

Gioco e minori: gli operatori auspicano sanzioni esemplari

Dopo il servizio video andato in onda sulle pagine web del quotidiano online Corriere.it il 24 febbraio, l'associazione As.Tro – Assotrattenimento 2007, aderente a Sistema Gioco Italia, è intervenuta sulla materia sottolineando come vicende di questo tipo “costituiscono un profondo vulnus nell’ambito del decoro e dell’onorabilità del sistema gioco lecito che, per definizione, dovrebbe tutelare proprio i minori inibendo loro l’accesso tanto alle sale dedicate quanto ai singoli prodotti  del gioco legale con premio in denaro”.

Di fronte ai fatti riportati dal servizio, l'associazione evidenzia “sgomento provato nell’assistere alla libertà di accesso di un minore nelle sale Vlt di mezza Bologna senza alcun intervento degli addetti presenti”, sollecitando l’adozione di sanzioni esemplari costituisce l’unico auspicio da rivolgere alle Autorità preposte al controllo dell’Ordine Pubblico e al presidio della Legge Balduzzi.

“Ci auguriamo, almeno, che la pronta chiusura degli esercizi coinvolti (espressamente prevista dalla legislazione vigente per tali casi), possa riconsegnare un minimo di “indennizzo sociale” ad un Territorio che – contrariamente ad altri – ha deciso di ospitare il gioco lecito “senza distanziometri” e “senza demagogie repressive”, accordando al contesto industriale del gioco legale fiducia e dignità altrove negate”.

Il senso di responsabilità, oltre che di lealtà istituzionale, impone quindi un atto di pubbliche scuse nei confronti della Città di Bologna, della sua cittadinanza, delle Istituzioni regionali tutte, alle quali non resta che mettere a loro disposizione ogni nostro supporto affinché la sanzione da irrogare agli esercizi coinvolti arrivi nei termini più rapidi ed incisivi possibili.

5 Marzo 2014

Lecco: un esercente vince il ricorso contro le limitazioni agli orari slot

Il Tar di Milano ha rigettato e poi accolto il ricorso di un esercente contro il provvedimento con cui il sindaco di Lecco aveva fissato fra le 10 e le 24 gli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco in tutto il territorio comunale. Tutto è successo nel giro di un mese esatto, dal 3 febbraio, data del rigetto, al 3 di marzo, data di accoglimento. Le motivazioni? Alla base della decisione del giudice ci sarebbe "un errore materiale riscontrato nella citata ordinanza". Così, il Collegio del Tar di Milano torna sui suoi passi: "dopo aver specificato, nella parte in motivazione, che 'in base alla costante giurisprudenza di questa Sezione il potere del Sindaco di disciplinare gli orari degli esercizi pubblici non può essere esercitato per il perseguimento di scopi diversi da quello di sincronizzare gli orari di apertura al pubblico di sportelli pubblici e servizi privati per soddisfare le esigenze dell’utenza nemmeno qualora si tratti di prevenire l’insorgenza di eventuali ludopatie', ha contraddittoriamente respinto l’istanza cautelare".

Per i giudici amministrativi "l’istanza appare fondata - essendo inequivoco l’errore materiale in cui è incorso il Collegio, null’altro potendo conseguire alla motivazione come sopra chiaramente esposta se non l’accoglimento dell’istanza". Per questiomotivo, "occorre, pertanto, disporre la correzione dell’errore in questione con le seguenti modalità: nel dispositivo dell’ordinanza del TAR Lombardia, Milano, Sez. I n. 169 del 30 gennaio 2014, le parole 'respinge l’istanza”.

 

5 Marzo 2014

Arriva il nuovo governo Renzi: 9 vice ministri e 44 sottosegretari in attesa della delega ai giochi

Cambio della guardia a Palazzo Chigi, con l’arrivo di Matteo Renzi che prende il posto di Enrico Letta, e nuova (non del tutto visto che ci sono state delle conferme) squadra di governo: ministri, viceministri e sottosegretari.

Un rinnovamento importante che il settore guarda con grande attenzione, specie ora che l’esecutivo dovrà procedere alla stesura del Dlsg che darà attuazione a quanto prevede l’articolo 14 della delega fiscale al governo in materia fiscale e che prevede un ridisegno normativo e fiscale per quanto attiene il gioco.

I nuovi ministri  Tra i ministeri che più interessano il settore del gioco pubblico, c’è sicuramente quello dell’Economia, in mano ora a Pier Carlo Padoan che succede a Fabrizio Saccomanni, mentre Beatrice Lorenzin (Ncd) viene confermata al ministero della Salute. A lei spetterà il compito di ‘sbloccare’ l’ingresso della dipendenza da gioco (Gap) nei livelli essenziali di assistenza, già previsto dalla legge Balduzzi. Al Mipaaf, al posto di Nunzia De Girolamo, sale Maurizio Martina (Pd) il quale dovrà vedersela con il complesso mondo dell’ippica, mentre al Viminale resta Angelino Alfano. Ancora, tra i ministeri senza portafoglio, quello che più interessa al comparto del gioco pubblico è quello degli Affari Regionali, guidato da Maria Carmela Lanzetta (Pd) che succede a Graziano Delrio, nuovo braccio destro di Renzi con l’incarico alla sottosegretario alla presidenza del consiglio.

I sottosegretari  Se questi sono i ministeri che si occuperanno di gioco e ippica, saranno poi i sottosegretari ad affrontare nel dettaglio le singole questioni. A tale proposito, l’attenzione si focalizza sul Mef: il sottosegretario con delega ai giochi Alberto Giorgetti non è stato confermato e la squadra dei sottosegretari è ora composta da Pier Paolo Baretta (confermato), Giovanni Legnini, ed Enrico Zanetti. Luigi Casero resta viceministro dell’Economia, carica per la quale è stato nominato anche Enrico Morando. Al Mipaaf, Giuseppe Castiglione mantiene l’incarico di sottosegretario. Non è ancora noto se saranno assegnate delle deleghe specifiche, una scelta che Letta aveva fatto con Giorgetti, ma che per esempio Mario Monti aveva evitato, dividendo il tema del gioco tra Gianfranco Polillo e Vieri Ceriani. Stessa considerazione vale per il Mipaaf, visto che Castiglione aveva ricevuto una specifica delega per l’ippica sotto il governo Letta.

 

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