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NEWS

12 Febbraio 2016

Giochi, Consiglio di Stato boccia i divieti del Comune di Bologna

Comunicato Stampa


Giochi, Consiglio di Stato boccia i divieti del Comune di Bologna

 

Per i giudici mancano studi e argomentazioni che dimostrino l’efficacia
del distanziometro per il contrasto al G.A.P.

 

Pucci (Sgi): Adesso stop ad inutili scelte di pancia

 

Roma, 12 febbraio 2016 - “Adesso basta con inutili scelte di pancia, finalizzate solo a raccogliere facili simpatie politiche ed elettorali. Il Consiglio di Stato ha finalmente messo nero su bianco quello che gli operatori del settore, ma anche gli osservatori più equilibrati, hanno sempre affermato: non è possibile legiferare o intervenire attraverso norme e regolamenti su un settore così importante come quello dei giochi pubblici senza il supporto di studi e valide argomentazioni di supporto. Specialmente quando si individuano, in modo piuttosto arbitrario, limiti e parametri assolutamente inutili a contrastare i fenomeni patologici, ma capaci soltanto di arrecare pregiudizi economici a chi decide di investire e operare alla luce del sole, all’interno di regole definite dallo Stato”.

E’ quanto dichiara Massimiliano Pucci -  Vicepresidente di Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento aderente a Confindustria e Presidente di As.Tro Assotrattenimento 2007 – in merito al pronuncia del Consiglio di Stato che ha dichiarato illegittimo il divieto posto dal Comune di Bologna per l’apertura di sale giochi e videolottery a meno di un chilometro dai luoghi cosiddetti “sensibili”.  Per i giudici infatti mancano studi, argomentazioni a supporto e considerazioni specifiche, basate su “argomenti non esclusivamente di natura politica”, che dimostrino e stabiliscano che la distanza di un chilometro sia adeguata a combattere i fenomeni ludopatia.

E’ la dimostrazione – ha aggiunto Pucci – che affrontare i temi del gioco pubblico con serietà ed equilibrio non può che condurre a decisioni di buon senso e che dovrebbero, a questo punto, essere considerati un punto di riferimento non solo nella definizione di situazioni territoriali simili, ma anche per una più vasta e complessiva riforma del settore. Un intervento che faccia finalmente chiarezza, che dia risposte certe agli operatori, con l’obiettivo di raggiungere un equilibrio virtuoso tra tutela sociale, ordine pubblico ed entrate erariali”.

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