Sistema Gioco Italia logo
Sistema Gioco Italia logo

NEWS

28 Febbraio 2014

Scommesse, il Tar Lazio ribadisce: 'In Italia si opera solo con licenza statale'

I giudici della sezione Prima del Tar Lazio sono tornati a  vietare il rilascio di licenze per l'attività di scommesse in centri trasmissione dati tramite società operanti all'estero ad una serie di operatori che si erano visti negare l'autorizzazione dalle questure di riferimento. E' successo lo scorso 19 febbraio tramite una pronuncia che ha coinvolto un bookmaker maltese che esercitava attività transfontaliera e titolare di regolare licenza rilasciata nel proprio Paese alla Lotteries and Gaming Authority.

LA MOTIVAZIONE DELLA PRONUNCIA - "La qualità di concessionario costituisce presupposto imprescindibile, laddove stabilisce che la licenza può essere data esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti, ai quali la legge riserva, appunto, la possibilità di svolgere l'attività suddetta".

I MOTIVI DEI RICORRENTI – Secondo i ricorrenti, l’attività per la quale è stata chiesta il rilascio di autorizzazione "consiste nel mettere a disposizione del pubblico le tecnologie informatiche necessarie per inoltrare le scommesse alla Betsolution4U che rimarrebbe unico soggetto ad offrire e gestire scommesse". Pur ritenendo di essere nella condizione giuridica di chi si occupa direttamente del gioco e delle scommesse, gli operatori hanno "ritenuto di dover presentare richiesta di rilascio di autorizzazione ex articolo 88 TULPS soltanto perché a conoscenza dell’equiparazione operata dalla Corte di cassazione tra l’attività di trasmissione dati e quella di raccolta scommesse".

ECCESSO DI POTERE - Per sostenere il ricorso, ancora una volta gli avvocati dei ricorrenti  hanno accusato le questure di "eccesso di potere sotto molteplici profili in quanto l’insieme delle norme interne, letta e interpretata così come avvenuto da parte di molte questure nel senso ora contestato, contrasta con la normativa comunitaria, in particolare con il principio di libertà di stabilimento e di prestazione di servizi", ricordando che "secondo la Corte di Giustizia dell’UE tali principi possono essere compressi soltanto in presenza di comprovate esigenze di tutela degli interessi generali quali, ad esempio, il contrasto con la criminalità".

LICENZA SOLO A CONCESSIONARI - Una motivazione respinta dai giudici amministrativi del Lazio, secondo i quali dal quadro normativo di riferimento emerge "come la qualità di concessionario costituisca presupposto imprescindibile, laddove stabilisce che la licenza può essere data esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti, ai quali la legge riserva, appunto, la possibilità di svolgere l'attività suddetta. Quindi, come già riferito, la provenienza della domanda da un soggetto avente la natura giuridica di sopra individuata, e pertanto sostanzialmente privo del titolo legittimante, avrebbe ingenerato incertezze presso gli stessi scommettitori".

TUTELA DEL CONSUMATORE - Tale incertezza, prosegue il collegio, "costituisce di per sé un valido e sufficiente motivo di ordine pubblico per denegare l'autorizzazione, in quanto si pone in contrasto con le esigenze di tutela del consumatore, anch'esse protette dal diritto comunitario. Va da sé che l'autorità preposta all'ordine pubblico non può disinteressarsi del meccanismo in esame, poiché esso coinvolge i consumatori italiani, atteso che gli effetti dei contratti di scommessa si producono anche nel nostro ordinamento, nell'ambito del quale vengono fatte le puntate e pagate le vincite".

VITTORIA PER I CONCESSIONARI ITALIANI -  La serie di sentenze emesse dal Tar di Lazio segna un importante punto a favore per gli operatori che hanno concessioni in Italia e che da tempo chiedono il rispetto delle normative che vietano il rilascio delle autorizzazioni a soggetti terzi.

27 Febbraio 2014

Delega fiscale e gioco, commissione Finanze del Senato avvia audizioni sulla fiscalità

Il governo (in verità quello guidato da Enrico Letta) ha dato la sua disponibilità a interloquire fattivamente con le commissioni parlamentari già nella fase di stesura dei decreti delegati che daranno attuazione alla legge delega in materia fiscale, e la commissione Finanze del Senato, che se ne è occupata in sede referente, coglie l’opportunità e la fa propria attraverso una idea innovativa.

La sesta commissione di Palazzo Madama, che in seconda lettura ha dovuto intervenire sull’articolo 14 relativo al gioco, così da superare i rilievi sulle carenze di copertura finanziaria circa il fondo antiludopatia e il rilancio dell’ippica, evidenziati dalla quinta commissione Bilancio in riferimento al testo scaturito dalla Camera, ha infatti avviato una indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto tra contribuenti e fisco, che sarà propedeutica a un lavoro sinergico da avviare con il neo governo Renzi nel predisporre i Dlgs. Le audizioni sono aperte a tutti i soggetti interessati, dagli enti territoriali alle associazioni, ed è dunque più che possibile che nelle prossime settimane (il calendario è già pieno fino a marzo) si torni a parlare, nello specifico o in generale, di gioco. Per questa settimana sono in calendario le audizioni dei rappresentanti dell'Istituto Nazionale Revisori Legali e del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu).

Si tratta, come detto, di un lavoro propedeutico, mentre il testo del disegno di legge delega al governo in materia fiscale si appresta al suo voto, si suppone finale, alla Camera. La crisi di governo e l’arrivo di Matteo Renzi alla guida di Palazzo Chigi ha rallentato i lavori, ma il testo, in terza lettura di nuovo affidato alla sesta Commissione della Camera, sarà esaminato nei prossimi giorni. Al disegno di legge sono stati presentati in tutto sei emendamenti, di cui due relativi all’articolo 14, quindi a quello che prevede un ridisegno normativo e fiscale del gioco.

 

21 Febbraio 2014

Quarta direttiva antiriciclaggio, sì delle commissioni Ue a nuove norme sul gioco

Con 56 voti a favore, 5 contrari e 1 astenuto, le commissioni Econ (Problemi economici e monetari) e Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni) del Parlamento europeo hanno approvato la risoluzione legislativa congiunta sulla ‘Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo’.

GLI EMENDAMENTI APPROVATI - Nell’ambito della discussione, sono stati approvati quattro emendamenti riferiti al gioco online e offline: 128 (Jean-Paul Gauzès, Sophie Auconie), 129 (Graham Watson, Bill Newton Dunn, Nils Torvalds), 130 (Markus Ferber, Manfred Weber, Frank Engel) e 131 (Peter Simon). In particolare, per quanto riguarda la prevenzione di attività criminose, gli emendamenti fissano nero su bianco che “è necessario prevedere modalità adeguate e specifiche per ciascuna delle tre categorie dei casinò, dei prestatori di giochi d’azzardo e di giochi d’azzardo online, nonché i prestatori di altri servizi di servizi di gioco d’azzardo. Si deve inoltre” distinguere fra i servizi di gioco d’azzardo che presentano un rischio elevato di essere utilizzati a scopo di riciclaggio e quelli per i quali tale rischio è estremamente basso. Sono necessarie ulteriori prove e ricerche per comprendere la natura e la portata dei rischi nei diversi tipi di settori del gioco d’azzardo, che devono essere ottenute mediante le valutazioni dei rischi degli Stati membri. Di conseguenza, ai fini della presente direttiva, i prestatori dei diversi settori del gioco d’azzardo devono essere trattati in modo diverso. I casinò dovrebbero assicurare che l’adeguata verifica della clientela, se condotta all’ingresso dei locali, possa essere collegata alle operazioni effettuate dal cliente al loro interno”.

LA VERIFICA DELLA CLIENTELA - Il terzo emendamento evidenzia che “andrebbe pertanto istituito per tutti i prestatori di servizi di gioco d’azzardo l’obbligo di adeguata verifica della clientela, su base regolare o addirittura inasprita, per le singole operazioni (puntate e vincite) di importo pari o superiore a 2 000 EUR, e in ogni caso quando la percentuale di vincita media supera il 90%. Per gli operatori di gioco d’azzardo statali con percentuali medie di vincita basse e in ogni caso non superiori al 55% andrebbe istituito l’obbligo di adeguata verifica per le vincite di importo pari o superiore a 2 000 EUR; le norme del presente articolo non ostano all’applicazione dell’articolo 13. Le case da gioco dovrebbero assicurare che l’adeguata verifica della clientela, condotta all’ingresso dei locali, possa essere collegata alle operazioni effettuate dal cliente al loro interno”. Infine, il quarto emendamento sottolinea che “nell’ambito dell’approccio basato sul rischio, dovrebbe tuttavia essere possibile esonerare singole tipologie di gioco d’azzardo dagli obblighi di adeguata verifica della clientela laddove sia dimostrata l’assenza o la presenza di un rischio non più che trascurabile di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione l’applicazione di questa soglia all’incasso delle vincite così come alle poste in palio. I prestatori di servizi di gioco d’azzardo dotati di locali (ad es., casinò e case da gioco) dovrebbero assicurare che l’adeguata verifica della clientela, se condotta all’ingresso dei locali, possa essere collegata alle operazioni effettuate dal cliente al loro interno”.

20 Febbraio 2014

Il sottosegretario Giorgetti: “Ulteriori aumenti del prelievo sulle new slot rischiano di deprimere ancora di più la raccolta”

Il sottosegretario Alberto Giorgetti è tornato ad affrontare la questione della tassazione del gioco, intervenendo in Commissione Bilancio della Camera dei deputati ed esprimendo parere contrario sull’emendamento Gallinella 25.2 al testo ‘Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea’, che chiedeva un aumento del Preu per le new slot. “Le aliquote previste dall’articolo 30-bis del decreto legge n. 185 del 2008, convertito dalla legge n. 2 del 2009, non sono più in vigore e attualmente l’aliquota del Preu gravante sulle new slot ha subito già un aumento a decorrere dal 1 gennaio 2013, in quanto il decreto direttoriale 12 ottobre 2011, recepito dall’articolo 10, comma 9, del decreto-legge n. 12 del 2012, convertito dalla legge n. 44 del 2012, ha portato, per il 2013 e 2014, il Preu sulle new slot dall’11,80 percento al 12,70 percento della raccolta ed è già previsto che dal 1° gennaio 2015 il tributo si applichi nella misura del 13 percento”. Sotto il profilo del merito, Giorgetti evidenzia che, “al netto delle somme che vengono restituite in vincite, le aliquote del Preu incidono in una misura che si avvicina al 50 percento del margine, ossia raccolta meno vincite)”. Ricorda, inoltre, che “il disegno di legge recante delega fiscale, approvato, in un testo unificato, dalla Camera e modificato successivamente dal Senato, attualmente all’esame della Commissione finanze della Camera per l’approvazione definitiva, che si attende di qui a poco, reca all’articolo 14 il riordino delle disposizioni relative al gioco pubblico”. In particolare, fa presente che “la norma prevede, inter alia, il riordino delle disposizioni vigenti in materia di disciplina del prelievo erariale sui singoli giochi, anche al fine di assicurare il riequilibrio del relativo prelievo fiscale”. Osserva, peraltro, che “la raccolta mediante gli apparecchi da divertimento e intrattenimento in esame si è ridotta, nel 2013, di 4 miliardi di euro”. Oltre che per il citato rilievo di natura formale, ossia per l’erroneo riferimento al decreto-legge n. 185 del 2008, il sottosegretario ha quindi espresso parere nettamente contrario all’emendamento, in quanto “aumenti di aliquote sulla raccolta derivante dagli apparecchi da divertimento e intrattenimento al di fuori di una cornice sistematica, che potrà essere delineata in attuazione della già ricordata delega fiscale, rischiano di deprimere ancora di più la raccolta e di rendere ancora più caotica la legislazione in materia”. Inoltre, osserva che la previsione di un aumento del gettito, senza possibilità di riduzione delle somme destinate alle vincite, “farebbe incidere detto aumento direttamente sulla filiera, che non avrebbe la possibilità di traslare la maggiore imposta sui giocatori; ciò in quanto, per la variazione del payout sulle new slot, è necessario un intervento tecnico di modifica che deve interessare circa 400 mila apparecchi, per cui un eventuale ritocco del payout non potrebbe avere effetti se non per una piccola parte dell’anno 2014”.

12 Febbraio 2014

Regolamento giochi Genova, Pucci (Sgi): “Sia lo Stato a stabilire limiti e tutele”

Dopo una lunga attesa, dovuta forse anche all’estrema articolazione dei pronunciamenti, sono state pubblicate le sentenze del Tar Liguria, sezione di Genova, in merito ai ricorsi presentati da diversi esercenti contro il nuovo regolamento comunale varato dal capoluogo di Regione.

Le sentenze -  Le sentenze accolgono parzialmente i ricorsi ma bocciano il regolamento nella parte in cui prevede che i locali che installano slot - sale dedicate o bar - a Genova dovessero chiudere alle 19,30, oppure spegnere le macchine. Secondo i giudici questa previsione “non trova, infatti, alcuna copertura normativa nelle disposizioni della più volte citata legge regionale n. 17/2012” e “il Consiglio comunale non si è limitato alla fissazione dei criteri, ossia a definire gli indirizzi sulla base dei quali il Sindaco avrebbe dovuto successivamente articolare l’orario delle sale da gioco, ma ha direttamente stabilito detto orario, con una previsione di tale rigidità che il successivo intervento sindacale, pur richiesto dalla previsione contenuta nel primo periodo del comma 1 dell’art. 18 del regolamento, non potrà che riprodurre i vincoli imposti dal Consiglio”.

Le sentenze ritengono invece che il ‘distanziometro’ (trecento metri) da luoghi sensibili sia legittimo, come pure che non ci sono eccessi di potere del sindaco, perché si interviene su questioni di carattere sanitario, mentre le norme “non perseguono fini di ordine pubblico”. Legittimo anche il divieto di pubblicità di gioco, che si estende anche agli avvisi di vincita affissi nei locali.

Il commento di Pucci  Secondo Massimiliano Pucci, vicepresidente di Confindustria Sistema Gioco Italia, “far spegnere gli apparecchi e chiudere le sale gioco, oltre ad essere illegittimo, avrebbe segnato il ritorno sistematico e massiccio del gioco illegale, con pesanti ripercussioni di carattere sociale e di ordine pubblico".

12 Febbraio 2014

Monopoli: entro il 31 marzo l'iscrizione all'albo degli operatori New Slot

L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha comunicato che i soggetti già iscritti per l’anno 2013 all’elenco degli operatori che svolgono attività funzionali alla raccolta del gioco mediante apparecchi e terminali da intrattenimento, di cui all’articolo 110, comma 6 del Tulps, devono provvedere, entro e non oltre il 31 marzo 2014, alla presentazione delle domande di rinnovo della suddetta iscrizione per l’anno 2014. A tal fine dichiareranno in autocertificazione che i requisiti normativamente previsti (art. 4 e 5 del Decreto direttoriale n. 2011/31857/giochi/Adi) permangono in capo agli stessi anche per l’anno 2014. Dal 1° aprile 2014, i soggetti che non avessero presentato apposita domanda di rinnovo per l’iscrizione, risulteranno con iscrizione decaduta per mancato rinnovo, ferma restando la possibilità di presentare all’Ufficio regionale nuova domanda di iscrizione per l’anno 2014.

I Monopoli evidenziano che l’iscrizione, di durata riferita all’anno solare, può essere effettuata in qualsiasi periodo dell’anno, e ha validità, dal momento dell’iscrizione, sino al 31 dicembre dell’anno in corso.

“Si raccomanda, con specifico riferimento alle licenze di pubblica sicurezza, possedute ed autocertificate dai richiedenti, di compilare su modulo Ries, con particolare attenzione, tutti i riferimenti relativi alle medesime. “Si rammenta altresì che nel caso di società di capitali, l’autocertificazione dei requisiti va presentata dai componenti dell’organo di amministrazione; per le società di persone, la stessa è presentata da tutti i soci che abbiano rappresentanza esterna, per le associazioni ed i circoli da tutti i soggetti muniti di rappresentanza esterna, in base agli specifici statuti o atti costitutivi”, aggiunge Adm.

Ai fini dell’iscrizione, è necessario che i richiedenti presentino il modello Ries, disponibile sul sito www.aams.gov.it., adattato anche in caso di rinnovo, debitamente sottoscritto, e completo in tutti i suoi elementi, allegando: attestazione del versamento effettuato di € 150,00 ( euro centocinquanta/00) mediante modello F24 su codice tributo 5216, riferibile all’anno 2014; autocertificazione (articolo 15 della legge n.183/2011) del possesso dei requisiti richiesti dall’articolo 4 comma 1 e dall’articolo 5 del decreto direttoriale n.2011/31857/giochi/Adi del 9 settembre 2011; modulo relativo al consenso trattamento dati (d.lgs. n.196/2003). I moduli possono essere scaricati, da apposito link, nella sezione “Giochi ->New Slot –> In evidenza -> Tutti i comunicati”.

A far data dal 1° aprile 2014, l’elenco riferito agli iscritti nel corso del 2013 sarà rimosso dal sito istituzionale. Sul sito dei Monopoli pertanto sarà consultabile esclusivamente l’elenco degli iscritti all’elenco per l’anno 2014.

11 Febbraio 2014

Delega fiscale alla volata finale alla Camera, riordino normativa giochi e rilancio ippica le priorità

Con 167 voti favorevoli, 12 contrari e 50 astensioni il Senato ha approvato il disegno di legge delega al governo in materia fiscale che è dunque tornato alla Camera dei Deputati per la terza e quasi certamente ultima lettura.

Come noto, l’articolo 14 del testo, che è stato oggetto di revisione sia in commissione Finanze (dove si è tenuto conto dei rilievi mossi dalla commissione Bilancio) che poi direttamente in Aula (dove sono stati accolti due emendamenti), è interamente dedicato alla materia del gioco pubblico e fissa importanti ‘paletti’ su come e dove il governo dovrà successivamente intervenire con i suoi decreti delegati.

LA DELEGA AL GOVERNO – Il comma 1 prevede infatti che il Governo è delegato ad attuare “il riordino delle disposizioni vigenti in materia di giochi pubblici, riordinando tutte le norme in vigore in un codice delle disposizioni sui giochi, fermo restando il modello organizzativo fondato sul regime concessorio e autorizzatorio”.

I PRINCIPI E CRITERI – Si tratta di un riordino che deve seguire diversi criteri direttivi. Tra questi, l’adeguamento anche ai princìpi “stabiliti al livello dell'Unione europea, nonché all'esigenza di prevenire i fenomeni di ludopatia ovvero di gioco d'azzardo patologico e di gioco minorile”. Devono essere inoltre riordinate le “disposizioni vigenti in materia di disciplina del prelievo erariale sui singoli giochi, al fine di assicurare il riequilibrio del relativo prelievo fiscale” e devono essere introdotte e applicate “regole trasparenti e uniformi nell'intero territorio nazionale in materia di titoli abilitativi all'esercizio dell'offerta di gioco, di autorizzazioni e di controlli, garantendo forme vincolanti di partecipazione dei comuni competenti per territorio al procedimento di autorizzazione e di pianificazione, che tenga conto di parametri di distanza da luoghi sensibili validi per l'intero territorio nazionale, della dislocazione locale di sale da gioco e di punti di vendita in cui si esercita come attività principale l'offerta di scommesse su eventi sportivi e non sportivi, nonché in materia di installazione degli apparecchi idonei per il gioco lecito”, ossia slot e Vlt. IL governo dovrà anche rivedere gli “aggi e compensi spettanti ai concessionari e agli altri operatori secondo un criterio di progressività legata ai volumi di raccolta delle giocate” e “contrastare più efficacemente il gioco illegale e le infiltrazioni delle organizzazioni criminali nell'esercizio dei giochi pubblici” attraverso il “riordino e rafforzamento della disciplina in materia di trasparenza e di requisiti soggettivi e di onorabilità dei soggetti”. Altri princìpi di base sono il “riordino e integrazione del vigente sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, al fine di aumentarne l'efficacia dissuasiva e l'effettività, prevedendo sanzioni aggravate per le violazioni concernenti il gioco online”, la “razionalizzazione territoriale della rete di raccolta del gioco” e l’allineamento “anche tendenziale, della durata delle diverse concessioni di gestione e raccolta del gioco”. Viene inoltre previsto “un piano straordinario di controlli volto a contrastare la pratica del gioco, in qualunque sua forma, svolto con modalità non conformi all'assetto regolatorio stabilito dallo Stato per la pratica del gioco lecito” e il “rafforzamento del monitoraggio, controllo e verifica circa il rispetto e l'efficacia delle disposizioni vigenti in materia di divieto di pubblicità per i giochi con vincita in denaro, soprattutto per quelli on line, anche ai fini della revisione della disciplina in materia, con particolare riguardo all'obiettivo della tutela dei minori”.

L’IPPICA – Grande attenzione anche al rilancio del settore ippico, mediante la “promozione dell'istituzione della Lega ippica italiana, associazione senza fine di lucro, soggetta alla vigilanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, cui si iscrivono gli allevatori, i proprietari di cavalli e le società di gestione degli ippodromi che soddisfano i requisiti minimi prestabiliti; previsione che la disciplina degli organi di governo della Lega ippica italiana sia improntata a criteri di equa e ragionevole rappresentanza delle diverse categorie di soci e che la struttura organizzativa fondamentale preveda organismi tecnici nei quali sia assicurata la partecipazione degli allenatori, dei guidatori, dei fantini, dei gentlemen e degli altri soggetti della filiera ippica; il concorso statale finalizzato all'istituzione e al funzionamento della Lega ippica italiana è definito in modo tale da assicurare la neutralità finanziaria del medesimo decreto legislativo attuativo”.

GLI ORDINI DEL GIORNO – In Aula sono stati accolti anche quattro ordini del giorno. Il primo impegna il governo “a intervenire sulla normativa per aumentare i tempi di gioco in rapporto alla spesa al fine di disinescare uno degli elementi costitutivi dell'insorgere di ludopatie;a regolamentare l'uso delle slot od analoghe apparecchiature di gioco con vincite in denaro non consentendone l'uso, laddove non già previsto dai regolamenti comunali e regionali, in caso siano collocate a meno di 500 metri dalle scuole, negli orari di ingresso e uscita degli studenti; ad avviare una riflessione sull'opportunità di concentrare le macchine da gioco solo in luoghi dedicati, in cui sia possibile controllare e impedire l'accesso ai minori al fine di limitare i danni che non cessano di prodursi a livello sociale e sanitario”. Il secondo invece chiede di “valutare la opportunità di implementare ulteriormente quanto previsto dalla norma, rafforzando il divieto alla partecipazione dei minori di anni diciotto ai giochi con vincita in denaro attraverso l'obbligatorietà dell'introduzione di meccanismi idonei a bloccare in modo automatico l'accesso ai giochi per i minori, mediante l'inserimento, nei software degli apparecchi da intrattenimento, videogiochi e giochi online, di appositi sistemi richiedenti l'uso esclusivo di carta d'identità elettronica, tessera sanitaria o codice fiscale, e prevedendo altresì corsi di formazione e prevenzione all'interno degli istituti scolastici”.

Gli ultimi due, invece, sono frutto della riformulazione di diversi emendamenti e impegnano il primo a risolvere diverse problematiche (come la maggiore tutela dei minori) e il secondo “a valutare la modifica del nome ‘Lega Ippica Italiana’ col nome ‘Unione Ippica Italiana’; la modifica che la disciplina degli organi di governo dell'Unione Ippica Italiana sia improntata a criteri di paritetica rappresentanza delle associazioni di categoria rappresentative degli allevatori, dei proprietari dei cavalli e delle società di gestione degli ippodromi che soddisfano i requisiti minimi prestabiliti; il rafforzamento di funzioni di regolazione e controllo di primo e secondo livello delle corse ippiche in capo al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali; l'istituzione, con riferimento alle funzioni di ‘antidoping’, di una struttura che goda del riconoscimento ai massimi livelli delle autorità ippiche internazionali, in stretta collaborazione con il Dicastero della sanità da cui dipende il settore veterinario, evitando così il principio che il controllore possa svolgere anche le funzioni di controllato; se alimentare il fondo annuale di dotazione senza ricorrere al gettito derivante da giochi pubblici raccolti all'interno degli ippodromi”.

7 Febbraio 2014

L'Agenzia delle Entrate e l'esonero dei gestori dallo Spesometro

Il direttore centrale dell'Ufficio Accertamento della Direzione Generale dell'Agenzia delle Entrate ha accolto l'istanza di esonero avanzata da As.tro, per i concessionari della rete telematica e i terzi incaricati della raccolta, dall'obbligo di comunicazione di cui all'articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78.

“A sostegno della richiesta – ha spiegato l'Agenzia - codesta associazione precisa che le predette informazioni sono già in possesso dell'Amministrazione finanziaria, in quanto comunicate sia all'Agenzia delle entrate sia all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulla base delle previsioni contenute nello schema della nuova convenzione di concessione”.

A cosa si riferiscono queste informazioni? “La fattispecie in esame riguarda le operazioni di raccolta delle somme giocate con gli apparecchi idonei al gioco lecito, 'svolte da terzi incaricati (gestore ed esercente) a favore dei concessionari, anche se di ammontare non inferiore a 3.600 euro'. Si tratta, più precisamente, delle operazioni di raccolta delle somme giocate di ammontare non inferiore a 3.600 euro, esenti Iva ed escluse dall'obbligo di fatturazione".

Inoltre "si osserva che i dati relativi alle operazioni di cui sopra risultano fra le informazioni che i concessionari delle rete telematica già comunicano all'amministrazione finanziaria" riguardanti "i rapporti economici con i terzi incaricati della raccolta, nonché a quelle che dovranno essere comunicate all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in ragione dello schema del nuovo atto di convenzione di concessione, attualmente in fase di sottoscrizione". Per questo l'Agenzia delle Entrate "ritiene di poter accogliere la richiesta di esonero in parola".

6 Febbraio 2014

Il commissario europeo Michel Barnier risponde a Matteo Salvini (Ppe):

"La Commissione Europea prende atto delle informazioni trasmesse dall’onorevole deputato Matteo Salvini ma non può pronunciarsi sui procedimenti giudiziari in sospeso negli Stati membri. Inoltre, la questione riguarda l’applicazione di norme nazionali che, in mancanza di un’armonizzazione a livello dell’Ue, compete principalmente agli stessi Stati ". E' la risposta del commissario al Mercato Interno, Michel Barnier, scaturita dall'interrogazione di Matteo Salvini (Ppe) sulle maxi penali new slot e sul condono.

Matteo Salvini era infatti tornato ad occuparsi di gioco parlando della sanatoria per i concessionari di slot machine. L'eurodeputato Efd ha inviato nei giorni scorsi alla Commissione Ue un’interrogazione in cui chiedeva all’Europa se "la Commissione può dire quello che pensa del processo in questione e come intende agire la stessa, considerando che in casi come questo, Stati membri come l'Italia perdono considerevoli risorse finanziarie e trovano difficile raggiungere gli obiettivi di consolidamento di bilancio, così come perdono la possibilità di destinare alcuni di tali proventi alla prevenzione al gioco d'azzardo e al trattamento della dipendenza da gioco d'azzardo”.

Ma Barnier ha risposto puntualizzando ancora: "Nella situazione attuale, entro i limiti stabiliti dalla Corte di giustizia dell’Ue, gli Stati membri possono definire gli obiettivi delle proprie strategie in materia di gioco d’azzardo e il livello di tutela richiesto. Tuttavia, per assicurare il conseguimento degli obiettivi di interesse generale delle loro politiche in materia di gioco d’azzardo è fondamentale che gli Stati membri attuino la legislazione nazionale in modo efficace, cosa che presuppone, tra l’altro, la conformità al diritto dell’Ue".

 

4 Febbraio 2014

CONFINDUSTRIA SGI: "IMMEDIATAMENTE UNA TAVOLO STATO-REGIONI PER REGOLE CONDIVISE SUL GIOCO LEGALE "

“La concessione statale per il gioco è di fatto azzoppata per le numerose iniziative di legge di alcune Regioni  e Comuni che limitano o limiteranno fortemente il gioco legale ed autorizzato – ha dichiarato Massimo Passamonti, presidente di Confindustria Sistema Gioco Italia al workshop ‘In nome della legalità’, organizzato nei giorni scorsi a Roma.  – I dati rilevati dalla Guardia di Finanza  (vedi documenti allegati ndr.) dimostrano che, se si fosse guardato anche alle dimensioni del gioco illegale, ai danni provocati alla collettività e ai singoli giocatori, tante leggi e leggine, forse, non ci sarebbero state.

La delega fiscale, in questi giorni in discussione in Parlamento, prevede un tavolo di lavoro congiunto fra Stato e Regioni. Riteniamo sia fondamentale che lo Stato si riappropri del potere di regolamentare la materia del gioco, in una azione coordinata con gli enti locali a salvaguardia del bene comune. I dati sul settore del gioco, evidenziano che, per la prima volta in dieci anni, sono in calo tutti i quattro indicatori dell'industria: raccolta, spesa, erario e introiti dei concessionari. Nello stesso tempo i dati della Guardia di Finanza chiariscono anche, un contemporaneo ed innegabile aumento dell'offerta illegale di gioco. Auspico che le Regioni attendano l'intervento del Governo per una riorganizzazione complessiva e condivisa dell'offerta di gioco legale. Le situazioni di tensione sul territorio – ha concluso Passamonti – nascono indubbiamente da un eccesso di offerta che si è sviluppata degli ultimi dieci anni. Proprio per questo Confindustria SGI ha presentato un anno fa un progetto per limitarla. Non possiamo che richiedere ancora e con maggior  forza che inizi un franco dibattito in cui tutti tutte le istanze trovino voce e riscontro".

3 Febbraio 2014

Gioco online e procedure di infrazione: in Europa si chiedono spiegazioni

La Commissione europea torna ad occuparsi di gioco. L’eurodeputato Ivo Belet (Ppe) ha presentato una nuova interrogazione in materia, mettendo l’accento sui recenti procedimenti di infrazione relativi al gioco d’azzardo. “Quando è stato lanciato il libro verde sul gioco d’azzardo online in Europa all’inizio del 2011, la Commissione ha dichiarato: ‘Questa consultazione non riguarda la liberalizzazione del mercato, ma si tratta di garantire che il mercato dei servizi di gioco d’azzardo online nell’Ue sia ben regolato, per tutti’. Tuttavia, i recenti sviluppi sollevano alcune domande su questo aspetto. I progressi compiuti a livello dell’Ue per quanto riguarda la corretta regolamentazione dei servizi di gioco d’azzardo online sono stati pochi. D’altra parte, la Commissione ha continuato ad attuare procedure di infrazione contro gli Stati membri che cercano di raggiungere questo obiettivo attraverso una nuova legislazione nazionale. Gli operatori che operano illegalmente in vari stati membri per anni si sono lamentati con la Commissione per il Mercato Interno. In passato, i rappresentanti della Commissione hanno indicato che tutti i reclami saranno esaminati e valutati tutti insieme”, afferma il deputato.

Belet chiede se “le procedure di infrazione avviate di recente sono tutte basate su una denuncia. Contro quali Stati membri ci sono denunce pendenti per quanto riguarda la regolamentazione del gioco d’azzardo e di eventuali violazioni del Tfue? Quante denunce questi Stati membri hanno ricevuto da parte della Commissione e, quando saranno depositate? Le lamentele provengono soprattutto da operatori privati che operano negli Stati membri, ma che non hanno la licenza richiesta? Ci sono indagini in corso in altri Stati membri che potrebbero portare a una procedura di infrazione prima della fine del 2014?”.

Lo scorso 20 novembre, la Commissione europea ha avviato una procedura formale di infrazione contro la legislazione sul gioco online per sei stati membri e ha pubblicato due pareri motivati contro la Svezia per il mancato rispetto del diritto comunitario. Questa azione segue i ripetuti appelli del Parlamento europeo alla Commissione affinchè agisca come custode dei Trattati e ci siano significativi chiarimenti legali da parte della Corte di giustizia su come il Trattato si applica alla legislazione nazionale su gioco d'azzardo. La Commissione ha inviato lettere di costituzione in mora a Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Lituania, Polonia e Romania per quanto riguarda la loro legislazione gioco d’azzardo online. Alla Svezia, che già era oggetto di una procedura di infrazione, sono stati inviati due pareri motivati, richieste formali per allineare la sua legislazione in conformità con le norme di diritto dell’Unione europea e l’ultimo passo prima di un potenziale contenzioso di fronte alla Corte di giustizia. La Svezia ha una scadenza di due mesi per rispondere alla Commissione. Si tratta della prima serie di decisioni della Commissione europea per quanto riguarda le denunce in sospeso e in attesa di procedimenti di infrazione nei confronti di oltre 20 stati membri. Anche se la Commissione ha chiuso alcune denunce contro Francia, Germania, Grecia, Ungheria e Paesi Bassi, restano comunque sotto inchiesta e sono in attesa di una decisione formale. La decisione di riavviare una procedura di infrazione sul gioco d’azzardo è un passo significativo in quanto la sua ultima azione in tal senso risale al febbraio 2008. L’azione della Commissione fa seguito a ripetuti appelli del Parlamento europeo - da ultimo nella relazione di giugno 2013 'Il gioco d’azzardo online nel mercato interno' – di “continuare a monitorare e garantire il rispetto delle leggi e delle pratiche con il diritto comunitario, nazionale ... , e di avviare procedure di infrazione contro gli Stati membri che sembrano violare il diritto comunitario”.

3 Febbraio 2014

Gioco online, la Cassazione dice no alla doppia tassazione per operatori esteri Italia

Secondo la Corte di Cassazione il fatto che una società straniera, che si occupa della gestione del gioco online, sia titolare di una concessione in Italia non è sufficiente per poterla considerare soggetto passivo dell'imposta sul reddito ai sensi dell'articolo 73 Tuir (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), in quanto il dato formale della 'nazionalità' della concessione - o del mercato di riferimento - non si concilia con la definizione di 'oggetto principale' desumibile dal dettato della norma, coincidendo lo stesso con l'attività concretamente svolta, laddove la concessione costituisce solo un presupposto per esercitare tale attività.

Con questo pronunciamento la terza sezione penale della Corte ha accolto il ricorso presentato da una società maltese contro le accuse di evasione fiscale che le erano state mosse dal Tribunale di Busto Arsizio, che avevano portato al sequestro di 14 milioni di euro su un conto corrente bancario.

Secondo la Cassazione, dunque, “la normativa di settore, conformemente al principio comunitario della libertà di stabilimento, consente che i concessionari italiani abbiano la sede legale in uno degli Stati dello spazio economico europeo, a causa della peculiarità del gioco a distanza, che è fornito mediante piattaforme online, per cui è ben possibile la gestione dell’attività fuori del territorio dello Stato che ha rilasciato la concessione ed in cui risiedono i soggetti cui il gioco viene offerto. Pare quindi esservi stata una erronea applicazione (da parte del Tribunale del riesame di Varese, Ndr) dell’articolo 73 del Testo Unico delle imposte sui redditi, dal momento che l’oggetto principale della Società è la gestione della piattaforma di gioco e che tale concreta attività non viene svolta in Italia, ma interamente all’estero e da soggetti esteri".

L’ARTICOLO DEL TUIR – Il Tuir è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 1986 ed è poi stato modificato dal decreto legge del 24 gennaio 2012. Nella sua nuova formulazione, entrata in vigore il 25 marzo, l’articolo 73 (ex articolo 87) definisce i soggetti passivi all’imposta sul reddito delle società.

ARCHIVIO

2016 Aprile Marzo Febbraio 2015 Novembre Ottobre Luglio Giugno Aprile Marzo Febbraio 2014 Dicembre Novembre Ottobre Settembre Agosto Luglio Giugno Maggio Aprile Marzo Febbraio Gennaio 2013 Dicembre Novembre Ottobre Settembre



Consenso all’utilizzo dei cookie al primo accesso al sito web Sistema Gioco Italia

Sistema Gioco Italia usa i cookie nell’ambito di questo sito per assicurarle un’eccellente esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni sui cookie impiegati e sulle modalità da seguire per cancellarli, cliccare qui. Cliccando su accetta o chiudendo questo banner, lei acconsente all'utilizzo dei cookie.

ACCETTA X