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NEWS

23 Ottobre 2014

Camera: accolti due Odg su totem e riciclaggio nei giochi

Nella discussione della proposta di legge su “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale” (che ora passa all'esame del Senato) la Camera dei Deputati ha accolto come raccomandazioni due ordini del giorno riferiti ai giochi presentati da alcuni deputati Pd. Nel primo, a prima firma Lorenzo Basso, si chiede che “il Governo si impegni a rafforzare gli interventi repressivi nei confronti dell’illegalità" legata alla diffusione dei cosiddetti totem, terminali irregolari ed illegali che offrono giochi d’azzardo online collegati ad alcune punto com. I deputati sollecitano, inoltre, il Governo, a "emanare nei tempi più rapidi possibili i decreti attuativi dell’articolo 14 della Delega Fiscale che prescrive il ’riordino e integrazione del vigente sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, al fine di aumentarne l’efficacia dissuasiva e l’effettività, prevedendo sanzioni aggravate per le violazioni concernenti il gioco on-line’.

Il secondo ordine del giorno accolto come raccomandazione è a prima firma della deputata, sempre del Pd, Mara Carocci, e impegna il governo a valutare “quali strumenti mettere in campo" per effettuare "una forma di tracciatura delle risorse investite dai singoli giocatori" visto che "all’interno delle sale gioco le persone, attraverso apparati cambia soldi, o inserendo direttamente le banconote nelle slot-machine e in altre attrazioni da gioco, possono giocare quantità di denaro in maniera illimitata". In premessa, si evidenzia che i giocatori "possono altresì inserendo una banconota anche di taglio elevato, limitare la ’puntata’ ad una minima parte e ricevere il restante valore dalla cassa della sala da gioco, valore che risulterà essere, dalla ricevuta emessa, una vincita regolare e documentata, favorendo di fatto la possibilità di una fruizione e di un riciclaggio di denaro derivante da traffici illeciti".

22 Ottobre 2014

Mettiamoci in gioco e Sistema gioco Italia siglano protocollo d'intesa

Mettiamoci in gioco e Sistema Gioco Italia, l’associazione aderente a Confindustria che rappresenta i maggiori operatori del settore del gioco lecito, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la realizzazione di azioni comuni focalizzate su quattro macro aree d’intervento: lotta all’illegalità, pubblicità e promozione, divieto di gioco ai minori e lotta al Gap. Un protocollo importante, perché vede collaborare i due principali soggetti, operatori e associazioni, che si sono spesso confrontati su posizioni diverse, ora con l’obiettivo di implementare a breve proposte concrete, alcune delle quali già definite. Le aree su cui verranno sviluppate azioni comuni sono quattro e partono dal contrasto all’illegalità che nel mondo del gioco con alea con posta in denaro (quello che comunemente ma non correttamente dal punto di vista giuridico si definisce gioco d’azzardo) si manifesta in molteplici forme: da quelle legate ad operatori internazionali che vantano diritti ad operare sul territorio nazionale in assenza di autorizzazioni, a quelle legate a piccoli imprenditori criminali operanti su scala locale, a quelle gestite direttamente dalle mafiee da consorterie a tutti gli effetti ascrivibili alla categoria delle associazioni di stampo mafioso. Altro ambito, su cui peraltro esiste già una solida base condivisa, è quello della pubblicità e delle forme di promozione del gioco, che sono in parte già state limitate dal Decreto Balduzzi, ma che entrambi i soggetti sono d’accordo nel voler ulteriormente normare per indurre tutte le industrie del settore a rispettare regole ferree e volte ad una maggior tutela dei cittadini e soprattutto delle fasce più deboli della popolazione. La proposta fondante sarà il Codice di Autoregolamentazione di Confindustria Sistema Gioco Italia (Sgi) e la proposta sulla pubblicità del documento di 'Mettiamoci in Gioco' con l’obiettivo di far definire al legislatore limiti più efficaci di quelli attuali con adeguate sanzioni per le violazioni.

Il terzo ambito è quello relativo al gioco dei minori che, pur essendo proibito per legge, risulta essere un fenomeno ancora troppo spesso presente. L’obiettivo è quindi quello di unire gli sforzi per trovare soluzioni utili volte a ridurre al massimo la possibilità che i minori accedano al gioco con alea con posta in denaro e per promuovere interventi di consapevolezza sui rischi del gioco in questa fascia d’età. Ultimo ma non meno importante ambito di collaborazione è quello della lotta al gioco d’azzardo patologico. Nella consapevolezza del fatto che la maggior parte dei giocatori non ha problemi di dipendenza, ma che allo stesso tempo esiste un numero di persone che instaurano un approccio problematico o potenzialmente problematico al gioco che può sfociare in forme patologiche, Confindustria Sistema Gioco Italia (SGI) e “Mettiamoci in Gioco” intendono unire gli sforzi per trovare sinergie finalizzate all’individuazione precoce dei giocatori problematici, alla diffusione di materiali utili per una maggior tutela e consapevolezza dei rischi, a partire dall’indicazione dei servizi pubblici e privati nei quali è possibile trovare aiuti specifici.

Entro fine mese saranno attivati due tavoli congiunti di approfondimento tecnico rispettivamente su 'illegalità' e 'pubblicità e promozione'. Soddisfazione espressa da ambo le parti con Massimo Passamonti, Presidente di Sistema Gioco Italia che dichiara: “Il protocollo, nel veder riconosciuti i reciproci ruoli, parte da una considerazione comune, tutto quello che può essere fatto in termini di sicurezza e tutela dei giocatori deve essere fatto. Sin dalla nascita di Sistema Gioco Italia noi ci siamo impegnati perché questo avvenisse con il dialogo e la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti. Siamo contenti che questo impegno venga oggi riconosciuto da chi, solo sulla carta avrebbe dovuto essere lontano da noi, mentre ci vede impegnati fianco a fianco, con le stesse energie e priorità nel contrasto del gioco illegale e nella lotta al gioco d’azzardo patologico”.

“Siamo consapevoli della sfida che abbiamo accettato aprendo un percorso di dialogo con soggetti che hanno, per diversi aspetti, una visione diversa del fenomeno”, afferma don Armando Zappolini, portavoce della campagna Mettiamoci in gioco. “Abbiamo deciso di farlo perché pensiamo che solo un accordo con i principali attori coinvolti possa portare a misure realmente efficaci sia rispetto alla tutela delle persone, in particolare di quelle più fragili, sia rispetto alla tutela della legalità e al contrasto alle infiltrazioni mafiose. Ora tocca anche alla politica fare la propria parte, approvando in tempi rapidi una legge quadro sul tema”.

 

22 Ottobre 2014

Governo: nella legge sull'evasione attenzione ai totem e al gioco illegale

Nella seduta di giovedì 16 ottobre la Camera ha approvato la proposta di legge: ‘Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale’. Il provvedimento è passato quindi all'esame del Senato.

Nell’ambito delle discussione, il governo ha accolto come raccomandazioni due ordini del giorno presentati da alcuni deputati Pd. Nel primo, a prima firma Lorenzo Basso, si chiede che “il Governo si impegni a rafforzare gli interventi repressivi nei confronti dell’illegalità" legata alla diffusione dei cosiddetti totem, terminali irregolari ed illegali che offrono giochi d’azzardo online collegati ad alcune punto com. I deputati illegali nei territori in cui si sono andate riducendo le slot - sollecitano, inoltre, il Governo, a "emanare nei tempi più rapidi possibili i decreti attuativi dell’articolo 14 della Delega Fiscale che prescrive il ’riordino e integrazione del vigente sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, al fine di aumentarne l’efficacia dissuasiva e l’effettività, prevedendo sanzioni aggravate per le violazioni concernenti il gioco on-line’.

Il secondo ordine del giorno accolto come raccomandazione è a prima firma della deputata, sempre del Pd, Mara Carocci, e impegna il governo a valutare “quali strumenti mettere in campo" per effettuare "una forma di tracciatura delle risorse investite dai singoli giocatori" visto che "all’interno delle sale gioco le persone, attraverso apparati cambia soldi, o inserendo direttamente le banconote nelle slot-machine e in altre attrazioni da gioco, possono giocare quantità di denaro in maniera illimitata". In premessa, si evidenzia che i giocatori "possono altresì inserendo una banconota anche di taglio elevato, limitare la ’puntata’ ad una minima parte e ricevere il restante valore dalla cassa della sala da gioco, valore che risulterà essere, dalla ricevuta emessa, una vincita regolare e documentata, favorendo di fatto la possibilità di una fruizione e di un riciclaggio di denaro derivante da traffici illeciti".

21 Ottobre 2014

Ddl sicurezza stadi: via libera a norme più severe contro frode sportiva

Il Senato ha dato il via libera definitivo, con 164 voti favorevoli e 109 contrari, all'articolo unico del ddl n. 1637 in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, nel testo già approvato dalla Camera dei deputati, sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia. Il provvedimento annuncia aumenti delle pene per la frode in competizioni sportive. Chi compra o vende una partita può rischiare fino a 9 anni di carcere. L’inasprimento, che riguarda sia l’ipotesi base della frode sportiva sia la fattispecie aggravata che scatta in caso di combine che influisce su scommesse autorizzate, consente l’uso di intercettazioni e legittima l’arresto facoltativo in flagranza e le misure cautelari in carcere.

21 Ottobre 2014

Legge Stabilità: governo vuole 1 miliardo di euro dei giochi ritoccando Preu e payout di slot e Vlt

Il governo conta di reperire un miliardo di euro aggiuntivo da slot e Vlt nel 2015. E tra le misure previste nella Legge di Stabilità varata dal governo il gioco è protagonista del titolo quinto. Le norme sul gioco, che si possono sintetizzare in: lotta a chi opera senza concessione, aumento del Preu per slot e Vlt (che diventano del 17 e del 9 percento) e calo del payout (con una percentuale minima fissata rispettivamente al 70 e all'81 percento, è dunque possibile fissarne una maggiore), questo a partire dal 1° gennaio del prossimo anno.

LA LOTTA AI CENTRI PRIVI DI CONCESSIONE – Il governo punta l’attenzione anche su quelle imprese che operano in Italia offrendo scommesse in assenza di concessione, con l’obiettivo di garantire parità di concorrenza e di tutelare minori e fasce sociali più deboli.

IL GIOCO PATOLOGICO – La Legge di Stabilità stanzia inoltre, all’articolo 14, una quota pari a 50 milioni di euro destinata alla cura delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo.

LA POSIZIONE DI SGI – Le misure sul Preu suscitano la reazione di Federazione Sistema Gioco Italia di Confindustria che, già prima che fossero ufficializzati i numeri della ‘manovra’ sui giochi, aveva espresso, per voce del suo vice presidente Massimiliano Pucci, “tutta la propria preoccupazione per le annunciate misure fiscali relative al settore del gioco. Qualunque inasprimento di tassazione determinerebbe effetti devastanti per l’intera filiera, a partire dalla perdita di occupazione".Secondo Pucci "il livello di sopportabilità del settore è già stato toccato con la legge di stabilità del 2013 e un nuovo provvedimento metterebbe a rischio l’intero circuito legale del gioco: sale, agenzie, sale bingo, esercizi pubblici e una parte importante del canale Tabacchi e Bar. La chiusura di molte attività e la sospensione dell’attività di raccolta per molte altre determinerà, secondo una simulazione prudenziale realizzata da Sistema Gioco Italia, la perdita di oltre 75.000 posti di lavoro”.

Il presidente Massimo Passamonti aggiunge: “L’aumento della tassazione nella misura ipotizzata avrebbe un effetto drammatico sul settore con il risultato di cancellare un settore che ha portato legalità e gettito”.

I TEMPI – Questa settimana, dopo la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la Legge inizia il suo iter di valutazione alla Camera dei Deputati. Questo in attesa del via libera da parte di Bruxelles.

14 Ottobre 2014

Baretta (Sottosegretario Economia): “Su Gap manca stima precisa”

Il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, ha risposto all’interrogazione dei deputati Paola Binetti e Lorenzo Dellai (Per l’Italia), in cui si chiedeva "se non ritenga di adottare iniziative, in particolare di tipo normativo, volte a modificare la destinazione di quanto imposto per concessione in termini di investimenti in pubblicità, prevedendo, ad esempio, che una quota di tale risorse venga destinata all'attuazione di interventi in materia di informazione ed educazione sui fattori di rischio del gioco d'azzardo o al sostegno delle famiglie dei soggetti affetti da gioco d'azzardo patologico”.

Il sottosegretario precisa che “l'Agenzia non dispone di dati e informazioni concernenti le spese publi-promozionali relative a tutti i giochi pubblici, e questo perché solo per alcune concessioni di gioco è previsto un obbligo ben definito della spesa publi-promozionale”.

Per quanto concerne il gioco responsabile, “è prevista un'attività di informazione con specifico riguardo alla protezione delle categorie più vulnerabili, nonché, per la tutela dei minori, interventi su più direttrici compresa, ad esempio, l'avviata collaborazione con il Movimento italiano genitori da parte del concessionario Gtech. Inoltre, vale ricordare il già segnalato obbligo convenzionale dei concessionari della rete per la gestione degli apparecchi da divertimento ed intrattenimento, di destinare una quota annuale, non superiore ad 1 milione di euro ciascuno, anche per la promozione di azioni di prevenzione dei rischi connessi al gioco problematico e/o patologico”, aggiunge. Secondo il sottosegretario, “è opportuno evidenziare che parte delle somme introitate dai concessionari sono già utilizzate per interventi in materia di informazione ed educazione sui fattori di rischio del gioco d'azzardo o al sostegno delle famiglie dei soggetti affetti da gioco d'azzardo patologico. Per quel che riguarda e concerne il gioco patologico, nel sottolineare che dai dati ufficiali non emerge ancora la stima precisa della dimensione del fenomeno e che i soggetti in trattamento per gioco patologico, secondo la relazione annuale del Dipartimento antidroga, sono pari allo 0,01 per cento della popolazione, la maggior parte degli operatori ha già effettuato, come precedentemente sottolineato, interventi in tale ambito. Questo è lo stato delle cose ad oggi, ma, e intendo sottolinearlo, in particolare rivolgendomi all'onorevole interpellante, nell'ambito dell'aggiornata cornice normativa che deriverà dall'attuazione dell'articolo 14 della legge 11 marzo 2014, n. 23, concernente la delega al Governo per il riordino delle disposizioni vigenti in materia di giochi pubblici, che intendiamo affrontare a breve, e comunque ben prima della scadenza assegnata dalla delega, il Governo è disponibile ed interessato a riconsiderare il tema in argomento, anche nell'ottica di un maggior contrasto agli effetti negativi che creano dipendenze”.

14 Ottobre 2014

Una sola concessione per una rete di punti di raccolta scommesse: Tar Lazio dice ancora ‘no’

Con un’ordinanza di recente pubblicazione, il Tar del Lazio ribadisce il fatto che una sola concessione scommesse non è sufficiente per poter attivare una rete di punti di raccolta. IL Tar ha dunque respinto il ricorso di un centro collegato al bookmaker Sks365, a cui la Questura di Roma aveva negato la licenza di pubblica sicurezza. Il bookmaker austriaco ha partecipato al recente bando di gara per 2mila nuovi punti, aggiudicandosi una concessione: il Tar ha ritenuto di dover ribadire il ‘no’, come già in precedenza, visto che "la concessione ottenuta consente di aprire un solo punto scommesse, diverso da quello in esame".

8 Ottobre 2014

Luigi Magistro, dg Adm: “Sulla rete parallela auspicabile una cooperazione internazionale”

"In Italia, purtroppo, a fianco della rete di raccolta autorizzata esiste una rete parallela di operatori non titolari di concessione che effettuano la raccolta di scommesse sui territori e sfuggendo così, per definizione in quanto non autorizzati, a quei requisiti e garanzie di tutela che solo la rete statale del gioco può provocare. Si tratta di una realtà contro la quale il sistema si scontra da tempo e che è stata ed è ancora oggi oggetto di un contenzioso a livello comunitario e un fenomeno da combattere". E' l'intervento del direttore generale dei Monopoli di Stato Luigi Magistro nel corso di un convegno tenutosi a Milano avente come oggetto il match fixing.

Nelle sue conclusioni, Magistro ha lanciato un appello ai ‘colleghi’ regolatori: "Auspico che a livello generale e quindi internazionale si verifichino sinergie anche negli standard regolatori per arrivare al risultato ultimo di prevenire in maniera significativa le frodi sportive per raggiungere l'obiettivo fondamentale dell'integrità dello sport".

Del resto, sempre secondo il dg, “il vero punto di forza del sistema italiano del gioco pubblico - basato sul regime concessorio - è la capacità di prevenzione che estende la capacità di tutela e di sicurezza che si può garantire ai consumatori. In particolare nel settore delle scommesse che è di interesse nel contesto odierno, la nostra rete può contare su una attività di prevenzione garantita dall'analisi dei flussi di gioco che permette di individuare eventuali manipolazioni del risultato sportivo. Per questo oltre a ritenere fondamentale una cooperazione internazionale sulle politiche di regolazione e sulle pratiche da attuare, è assolutamente auspicabile la possibilità di estendere il controllo dei flussi intrecciando i dati su una base sempre più ampia in modo di da aumentare le capacità di azione".

7 Ottobre 2014

Bando concessioni bingo: maggioranza e opposizione presentano interrogazioni al Mef

Il nuovo bando di riassegnazione delle 198 concessioni scadute nel biennio 2013/2014 e l’assegnazione di 30 nuove concessioni per il bingo ha smosso l’interesse anche della politica. Tanto che alla Camera sono state presentate alcune interrogazioni, sia a destra che a sinistra. I deputati Pd, Marco Causi e Federico Ginato, hanno chiesto al ministro dell’economia e delle Finanze “se non ritenga utile riconsiderare l’assegnazione delle nuove concessioni previste dal bando di gara emanato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in attesa dei decreti attuativi della delega fiscale che garantirebbero l’applicazione di regole trasparenti ed uniformi sull’intero territorio nazionale in materia di titoli abilitativi all’esercizio dell’offerta di gioco, dando in tal modo certezza agli investimenti e conseguentemente assicurando all’erario un miglioramento del margine di entrate, nonché se sia in corso di emanazione il decreto dirigenziale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli con cui stabilire le eventuali disposizioni applicative occorrenti per assicurare, con cadenza biennale, l’avvio delle procedure di riattribuzione concorrenziale delle vigenti concessioni per la raccolta del gioco del bingo”.

Il deputato di Forza Italia, Riccardo Gallo ha chiesto, sempre al Mef, “se intenda intervenire con la massima urgenza affinché, in via di autotutela, sia ritirato il bando di gara per l’assegnazione di 228 concessioni bingo o se intenda che la gara vada avanti secondo l’attuale formulazione. Nella seconda evenienza, sulla base di quali valutazioni sia stata presa tale decisione, stanti gli innumerevoli aspetti di illegittimità ed irragionevolezza che caratterizzano il bando in oggetto e che sono stati solo parzialmente illustrati nelle suddette premesse”.

“Le interrogazioni ricalcano la linea perseguita da Sistema Gioco Italia – commenta Italo Marcotti, presidente di Federbingo -che è quella di sensibilizzazione rispetto ai reali problemi del settore. Ovvero che il bando cade a ridosso dell'attuazione della delega fiscale e ciò significa che, se non fosse posticipato, creerebbe inevitabili contenziosi tra concessionari, amministrazione ed enti locali, a salvaguardia dell'occupazione e del gettito erariale. Mentre la migliore soluzione sarebbe, quella dettata dal buon senso, di posticipare i termini in attesa che il quadro normativo sia completamente definito”.

7 Ottobre 2014

Il Mef dichiara guerra ai siti illegali e agli operatori senza concessione

Il Ministero delle Finanze potenzierà i controlli sul gioco non autorizzato in Italia nei prossimi mesi. Nel Rapporto sull’evasione fiscale presentato dal ministro Piercarlo Padoan e illustrato al consiglio dei ministri, viene infatti annunciato che il governo punterà sui "giocatori che utilizzano siti illegali”, i quali potranno essere individuati attraverso le informazioni fornite dalle banche e dagli altri intermediari finanziari, mentre un provvedimento da emanare nei prossimi giorni permetterà la segnalazione "delle somme trasferite a società di gioco non autorizzate" da parte di banche e istituti di credito. Per quanto riguarda l’evasione dell’imposta unica tramite l’esercizio di scommesse in nero o comunque, senza registrazione al totalizzatore nazionale, le attività di prevenzione sono relative a operazioni di gioco a fini di controllo (fondo speciale per giocate a fini di controllo), mentre l’individuazione e la repressione consiste in verifiche a soggetti privi di concessione amministrativa, accertamenti bancari e finanziari, accertamento induttivo in base alla media della raccolta per provincia, programmi di verifiche coordinati con la Guardia di Finanza, utilizzo ai fini fiscali di dati e notizie acquisite nell’ambito di indagini di P.G. e/o di attività di controllo da altri soggetti (ad esempio, vigili urbani).

IL GIOCO ONLINE – Per combattere le operazioni di gioco con siti di soggetti privi di concessione (evasione imposte unica, riciclaggio, frodi di gioco), la prevenzione consiste in: scambio di informazione con le corrispondenti Autorità estere; apertura di conti di gioco mediante il fondo speciale per giocate a fini di controllo, al fine di individuare i soggetti titolari di siti illegali; segnalazione da parte di banche ed intermediari finanziari delle somme trasferite a società di gioco non autorizzate (in corso di emanazione il provvedimento attuativo); tracciatura di tutte le operazioni di gioco; inibizione di siti illegali, mentre l’individuazione e repressione prevede accertamenti bancari e finanziari; scambio di dati ed informazioni con l’Agenzia delle Entrate; individuazione dei giocatori che utilizzano siti illegali, sulla base delle informazioni fornite dalle banche e dagli altri intermediari finanziari. Ci sono poi incentivi alla compliance: liquidazione automatica dell’imposta (con riferimento all’anno d’imposta 2011).

IL PREU – Anche l’evasione del Preu sarà prevenuta attraverso operazioni di gioco a fini di controllo (fondo speciale per giocate a fini di controllo), mentre il programma di individuazione e repressione consiste in: analisi di rischio con riferimento agli scostamenti, per apparecchio collegato alla rete, rispetto alla media, su base locale; accertamenti bancari e finanziari; applicazione dell’accertamento induttivo (Preu ‘forfettario’) per gli apparecchi non collegati alla rete o irregolari; programmi di verifiche coordinati con la Guardia di Finanza; scambio di dati ed informazioni con l’Agenzia delle Entrate; utilizzo ai fini fiscali di dati e notizie acquisite nell’ambito di indagini di polizia giudiziaria e/o di controllo di altri soggetti (ad esempio, vigili urbani).

I NUOVI CONTROLLI - Nello stesso provvedimento, inoltre, è previsto che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pianifichi, su base annuale, anche d’intesa con la Guardia di finanza, almeno 10.000 controlli specificamente destinati al contrasto del gioco minorile, nei confronti di esercizi presso i quali sono installate le newslot ovvero vengono accettate le scommesse, ubicati in prossimità di istituti scolastici, di strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto.

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