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NEWS

24 Gennaio 2014

Cooperazione internazionale: tassello fondamentale nella lotta al gioco illegale

La necessità di cooperazione internazionale nel settore del gioco lecito torna ad essere protagonista nella discussione europea. Lo ribadisce il commissario Ue, Androulla Vassiliou, nella risposta all’interrogazione dell’europarlamentare Ppe, Roberta Angelilli, la quale aveva chiesto alla Commissione Ue se intendesse sviluppare un approccio comune e coordinato per lottare contro il fenomeno delle scommesse illegali, coinvolgendo i principali interlocutori (organizzazioni sportive, forze di polizia, autorità giudiziarie, operatori del gioco).

Per tutta risposta, il commissario Vassiliou ha sottolineato: “La Commissione si è messa in contatto con le parti interessate (autorità pubbliche, organismi incaricati dell'applicazione della legge, organizzazioni sportive, operatori di scommesse e autorità di regolamentazione del gioco d'azzardo) e ha discusso con loro la messa a punto di strumenti in grado di lottare in modo efficace contro il fenomeno delle partite truccate. La Commissione è convinta che sia necessario, in questo contesto, aumentare la cooperazione e il coordinamento tra le parti interessate a livello europeo e internazionale. La Commissione non intende disciplinare i servizi nel settore delle scommesse. Tuttavia, al fine di prevenire il fenomeno deteriore delle partite truccate, la Commissione intende operare insieme agli Stati membri, oltre che agli operatori industriali e sportivi, per elaborare raccomandazioni sulle migliori prassi di prevenzione e di lotta. La Commissione sta inoltre attualmente negoziando una proposta di revisione della terza direttiva contro il riciclaggio dei capitali, nella quale intende ampliare la portata dell'atto normativo per comprendere anche i fornitori di servizi di scommesse, introducendo il requisito che essi siano soggetti ad una autorizzazione e debbano conformarsi ad una serie di obblighi contro il riciclaggio. In base a uno studio pubblicato nel 2012, il fenomeno delle partite truccate è già coperto da pertinenti disposizioni penali negli Stati membri dell'Ue. Come risulta inoltre dall'inchiesta condotta da Europol e menzionata nell'interrogazione dell'onorevole parlamentare, la differenza tra le sanzioni applicabili non è un ostacolo alla cooperazione internazionale tra gli organismi preposti a garantire il rispetto della legge. La Commissione sta organizzando i modi più adeguati per contrastare le partite truccate collegate alla criminalità organizzata attiva nei paesi terzi. Per organizzare azioni efficaci in questo contesto è necessario analizzare in modo più approfondito i vari aspetti del problema e le possibili soluzioni”.

IL LAVORO DEL PARLAMENTO – Il tema della cooperazione tra stati membri e organi preposti, come detto, rappresenta un elemento essenziale per il contrasto all’illegalità anche nel settore del gioco. Il Parlamento europeo, lo scorso 23 ottobre, ha approvato la relazione di Salvatore Iacolino (Ppe) che chiedeva alle istituzioni europee un Piano d’Azione 2014-2019 contro crimine organizzato, corruzione e riciclaggio di denaro. La risoluzione non legislativa prevede il contrasto alle scommesse illegali e al match fixing, con l’introduzione del reato di manipolazione sportiva. La risoluzione raccomanda di vietare l'utilizzo di strumenti di pagamento anonimi per le puntate relative ai giochi d'azzardo online e, in generale, di prevenire l'anonimato nei giochi d'azzardo online, permettendo l'identificazione dei server che li ospitano ed elaborando sistemi informativi che consentano la tracciatura completa di qualsiasi movimentazione di denaro effettuate attraverso i giochi online e offline. Si sottolinea inoltre la necessità di rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri, i loro organismi di regolamentazione, Europol ed Eurojust, al fine di contrastare le attività criminali legate al gioco d'azzardo online transfrontaliero, e si invita la Commissione a proporre un quadro legislativo appropriato contro i fenomeni di riciclaggio legati ai giochi e alle scommesse, in particolare sulle competizioni sportive e sugli animali coinvolti in combattimenti, prevedendo nuovi reati quali la manipolazione delle scommesse sportive e definendo livelli sanzionatori adeguati e meccanismi di controllo che coinvolgano le federazioni sportive, le associazioni e gli operatori online e offline nonché, ove occorra, le autorità nazionali. Ancora, viene chiesta una maggiore cooperazione a livello europeo, sotto il coordinamento della Commissione, per identificare e contrastare gli operatori del gioco d'azzardo online implicati nella manipolazione dei risultati degli incontri e in altre attività illegali, e si sollecita le organizzazioni sportive a elaborare un codice di condotta per tutti i loro dipendenti che vieti chiaramente la manipolazione degli incontri sportivi in relazione alle scommesse o per altri fini, proibisca loro di scommettere sui propri incontri e preveda un obbligo di segnalazione qualora siano a conoscenza di ‘combine’ del risultato degli incontri, corredato da un adeguato meccanismo di protezione degli informatori.

Stessa sorte per la risoluzione dell’europarlamentare Ashley Fox (Ecr). Secondo Fox “dovrebbe essere rafforzata la cooperazione. La nostra priorità come membri Imco è che il mercato resti ben disciplinato e attraente per i consumatori, ma dobbiamo stare attenti alla trappola di proposte nefaste. Per questo abbiamo inserito anche la questione del riciclaggio di denaro e dell’integrità dello sport”.

23 Gennaio 2014

Passamonti ad Avvenire: “Gioco, un tavolo tecnico per rafforzare quello legale”

Un intervento sul fronte normativo per combattere con armi ancora più efficace la rete delle scommesse illecite. Lo ha auspicato Massimo Passsamonti, presidente di Sistema Gioco Italia, in un’intervista al quotidiano Avvenire. “Oltre che al ministro dell’Interno Alfano, ci rivolgiamo al ministro degli Affari Regionali Delrio, perché nella conferenza Stato-Regioni avvii un tavolo tecnico, allo scopo di rafforzare il sistema del gioco legale, se serve con maggiori controlli, più stringenti e severi, anche con nuove limitazioni, purché si parta presto”.

Il numero uno di Sgi evidenzia ancora come “In questo momento, secondo noi, occorre consolidare i risultati e non spingere oltre, con l’effetto di trovarsi in un sistema nel quale l’illegalità non è stata emarginata. Quello che serve è un quadro normativo condiviso a livello nazionale”. Passamonti si è anche soffermato sui provvedimenti anti-slot che sono state assunte da diversi enti locali: “Ritengo oltranzista la posizione assunta in Lombardia, ma capisco questa reazione. È una risposta secondo me errata, ma che è provocata dalla mancanza di norme precise, da stabilire con il governo”.

E ha pronto un decalogo di quello che sarebbe necessario per regolare al meglio il settore: “Per cominciare, occorre attuare il piano regolatore del gioco pubblico, per regolamentare la presenza e l’impatto sul territorio. Peraltro esiste una rete distributiva non autorizzata, quindi svincolata da tutti i controlli e gli adempimenti a cui è sottoposto il sistema legale. Chiediamo con forza che di pari passo con le verifiche sul circuito legale si rilanci l’azione di contrasto all’offerta non autorizzata”.

IL GIOCO E LA LEGALITA’ - Sotto quest’ultimo profilo, e con particolare riferimento alle inchieste sulla presenza della criminalità attraverso il noleggio di slot-machine, Passamonti evidenzia come secondo studi internazionali (come quello di Transcrime/Università Cattolica) il rischio di infiltrazione mafiosa è tra i più bassi rispetto ad altri comparti. “Ma in effetti resta il problema dei circa quattromila noleggiatori. Una categoria che per esercitare deve iscriversi ad un apposito albo fornendo requisiti precisi, ma su di essi bisogna farsi delle domande. Alcuni di essi dichiarano di gestire 15 apparecchi. Ma basti pensare che un noleggiatore strutturato industrialmente dovrebbe avere almeno mille macchine. Chi dichiara numeri molto bassi andrebbe controllato: come fa a sopravvivere? Siamo certi che parallelamente non vengano svolte attività illegali?”, chiede, evidenziando anche come “la tassazione sul gioco in Italia è parametrata a livelli europei e, se possibile, in Italia è ancora più alta”.

LA CONCORRENZA - Nell’intervista al quotidiano cattolico, Passamonti spiega anche: “Il mercato legale si regge se il prodotto è concorrenziale, altrimenti i giocatori si spostano sul gioco ‘nero’ o su siti internet esteri non controllati. E poi se si considera che dei 16,5 miliardi effettivamente spesi (alla cifra degli 85 miliardi si arriva per effetto delle vincite che vengono rigiocate), 8 vanno all’erario e 8,5 compensano la filiera, di cui 2,7 miliardi ai concessionari e il resto va a tabaccherie, sale, bar, etc, questo significa che il gioco è tassato al 50%. E peraltro nel 2013 per la prima volta tutti gli indicatori sono in negativo”.

IL GIOCO PATOLOGICO - Infine, un cenno, non di secondaria importanza, ai problemi connessi alla dipendenza da gioco: “Secondo una recente ricerca dell’Università "La Sapienza", il numero dei giocatori "problematici" in Italia è in linea con la media europea. Ma dobbiamo comunque fare ogni sforzo per prevenire e combattere ogni abuso del gioco. Siamo disponibili anche su questo a fare un lavoro comune con le autorità, in primis il Ministero della Salute”.

22 Gennaio 2014

In Italia l'incontro tra i regolatori europei: cooperazione e contrasto all'illegalità i temi chiave del vertice presso i Monopoli

Tanti e vari i temi sul tavolo dell'incontro tra i principali regolatori europei di gioco legale che si sono riuniti in Italia, presso la sede dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato lo scorso venerdì 17 gennaio. Un incontro periodico che si rinnoverà il prossimo autunno con la Germania pronta ad ospitare gli altri Paesi.

Ad emergere con forza, però, è stata la volontà ferma di contrasto al gioco online illegale, l'oggetto principale dello scambio di informazioni che periodicamente avviene tra i Paesi del vecchio continente.

Al tavolo di discussione c'erano i rappresentanti di Spagna, Francia, Inghilterra, Germania e Portogallo. A rappresentare l'Italia e soprattutto Adm c'erano Francesco Rodano e Italo Volpe.

Lotta all'illegalità senza frontiere, quindi, su tutto. Un tema che unisce gli Stati intervenuti e che li vedrà i prossimi mesi l'uno al fianco dell'altro per il contrasto al fenomeno. Incontro fondato come sempre sulla condivisione delle informazioni tra Stati fondamentali per cercare di contrastare il gioco online illegale e soprattutto per la prevenzione al match fixing.

La delegazione ha avuto l'opportunità di visitare gli uffici e la centrale operativa di SOGEI, la Società italiana di informatica che ha sviluppato e gestisce il sistema di controllo centrale per tutte le attività di gioco nel nostro paese.

I partecipanti hanno poi condiviso le loro opinioni principalmente su: l’evoluzione regolamentare dei mercati nazionali, le iniziative in corso in seno nell’Unione Europea in tema di gioco online, i diversi sistemi di controllo, la standardizzazione dello scambio dei rispettivi dati di mercato, il ruolo dei fornitori di software di gioco, i requisiti tecnici, la regolamentazione dei giochi di abilità e le implicazioni giuridiche sottese allo scambio dei dati personali.

Queste le discussioni portate avanti dai regolatori europei del gambling:

- scoraggiare i fornitori di software di gioco dall’offrire agli operatori privi di licenza gli stessi prodotti che mettono a disposizione di quelli autorizzati;

- collaborare in modo più efficace nella lotta contro l'offerta illegale, fornendo elementi utili alla Commissione Europea per supportare e facilitare tale attività;

- condividere i dati nel rispetto dei rispettivi requisiti di protezione degli stessi;

- mantenere elevati standard di tutela della pubblica sicurezza e protezione dei giocatori, che riflettano le specificità politiche e culturali dei rispettivi Stati, tenendo anche conto dell’aumento dei costi di compliance per gli operatori di gioco autorizzati in più giurisdizioni. E’ stato inoltre discusso il lavoro svolto da altre associazioni di regolatori al fine di promuovere una maggiore comunanza di norme e la possibilità di trasferire i risultati delle certificazione da una giurisdizione all’altra;

- elaborare i rispettivi dati di mercato in modo da renderli confrontabili tra le giurisdizioni partecipanti.

15 Gennaio 2014

Passamonti (Sgi): “Per il 2014 più coscienza critica sul settore del gioco”

Il 2014 appena iniziato: è dunque tempo di tracciare un bilancio sull’anno che è stato e di tentare di capire gli scenari, politici e socio-economici, che attendono il settore del gioco pubblico. Il presidente di Sistema Gioco Italia, Massimo Passamonti, lo ha fatto in una intervista pubblicata sulla rivista Gioco News di cui si riporta un estratto.

“Sicuramente possiamo dire che ha funzionato Confindustria Sistema Gioco Italia”, spiega il presidente: “una considerazione più che fondata perché quello che è stato fatto fino ad oggi in Confindustria e attraverso Confindustria non era affatto a scontato. C'era bisogno di una organizzazione e di una rappresentanza industriale del comparto e il fatto che gli operatori siano riusciti in soli due anni, e in particolare durante quello che si appresta a conclusione, nella completa affermazione dell'organismo come interlocutore serio e affidabile, creando un valore aggiunto anche in Confindustria. E questo è un risultato senza dubbio straordinario, oltre ad essere un'ottima base per affrontare un futuro sempre più impegnativo e pieno di incognite che ora però sappiamo come affrontare”.

Le carenze di politica e istituzioni  Il presidente Sgi evidenzia invece come, ancora una volta, a essere carente è stata,da parte di politica e istituzioni, la “coscienza critica rispetto al mondo del gioco che non viene ancora considerato come dovrebbe con i problemi che, di conseguenza, vengono affrontati in maniera inadeguata. È invece necessario che lo Stato riacquisti la sovranità che gli appartiene sul settore per intervenire seriamente sulle diverse problematiche come quella del l'illegalità ancora diffusa che rappresenta una concorrenza sleale per gli addetti ai lavori oltre a un pericolo per i consumatori. L’errore che non si deve commettere è di considerare il mondo del gioco e i suoi interessi contrapposti a quelli della politica o delle amministrazioni locali, perché al contrario, come ci stiamo sforzando di far capire e dimostrate, l’obiettivo comune è quello di una perfetta sostenibilità e integrazione del settore sul territorio”.

Gli auspici per il 2014  Secondo Passamonti quindi per il 2014 “la necessità è una: attuare il piano regolatore del gioco pubblico. Non esiste un ‘piano B’ o un secondo step, perché siamo certi che, attuando una politica di messa a punto per favorire l’integrazione con i territori, anche tutte le altre criticità e anomalie che ci troviamo oggi ad affrontare si risolverebbero di conseguenza. Non esistono temi che si discostano da questo: basti pensare al cambio degli apparecchi da intrattenimento sul territorio che è uno degli argomenti di grande attualità che il settore si trova ad affrontare. Ebbene, al di là dei tecnicismi che questo ricambio si porta dietro, è comunque evidente che anche su questo fronte, se trovasse applicazione il piano regolatore che abbiamo proposto non ci sarebbero problemi a cambiare le macchine”.

Il gioco in attesa di delega  Anche se è difficile essere ottimisti, specie a fronte delle proposte di legge che intendono vietare il gioco su alcuni territori o, più in generale, aumentare le tasse tout court, Passamonti confida negli sviluppi in ambito parlamentare e, in particolare, sull’approvazione della Delega Fiscale che racchiude, come noto, un intero articolato sui giochi che contiene le linee guida per la riorganizzazione del comparto e rispetto al quale Sgi ha presentato le proprie osservazioni. “È qui che si gioca la vera partita e, in parte, il futuro del comparto”, conclude.

14 Gennaio 2014

Ippica: nel 2014 budget da 180 mila euro e taglio alle corse

Il sottosegretario alle politiche agricole, alimentari e forestali con delega all’ippica, Giuseppe Castiglione, mette in evidenza i numeri per l’ippica del 2014, rispondendo, in Parlamento, all’interrogazione della deputata di Forza Italia, Monica Faenzi. “In relazione alla crisi che investe il settore ippico, preciso innanzitutto che le risorse stanziate per il comparto ippico, nel bilancio 2014 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ammontano a 181.685.327 euro di cui 97.685.327 euro sono destinati al finanziamento del montepremi. Sulla base del piano di rientro di cui al decreto interministeriale del 31 gennaio 2013, il pagamento degli arretrati spettanti agli operatori sarà effettuato nel 2014 fino all’importo preventivato di 30 milioni di euro”. Ma non è tutto. “In particolare – continua Castiglione - secondo quanto previsto dal piano di rientro, la riduzione di spesa sullo stanziamento 2014, dovrà essere realizzata, essenzialmente, attraverso la riduzione del numero di corse. Al fine di contrastare il gravissimo impatto che l’attuazione del piano di rientro avrebbe sulla tenuta del settore, il Ministero ha avviato interventi finalizzati ad assicurare al comparto: le risorse aggiuntive conferibili attraverso la destinazione di quote della raccolta dei giochi pubblici; il recupero dei residui attivi e, in particolare, dei crediti da lodi arbitrali e minimi garantiti; l’incremento delle entrate da scommesse su eventi ippici, in particolare, attraverso l’adozione del nuovo regolamento per l’accettazione delle scommesse e la realizzazione di iniziative di comunicazione per la promozione della scommessa ippica”.

I dati sono emersi anche dall’incontro tra le categorie ippiche e i rappresentanti del Mipaaf, tenutosi lo scorso 9 gennaio e dal quale è venuto fuori anche il dato sulle scommesse ippiche, nel 2013, con la raccolta che ha toccato gli 870 milioni di euro.

10 Gennaio 2014

La Lotteria Italia inverte la rotta e torna a conquistare gli italiani

Dopo tre anni di calo delle vendite e l'ampliamento del portafoglio dei giochi pubblici che poteva far temere lo  “schiacciamento” di uno dei giochi più popolari della Penisola, il 2013 ha smentito tutti ed è stato un ottimo anno per la Lotteria Italia che ha visto incrementare le vendite dei biglietti del 10% in più rispetto al 2012. Ma soprattutto, a crescere, è stata la partecipazione degli italiani in senso più ampio: con l'appuntamento abituale dell'Epifania, quando si celebra l'estrazione dei tagliandi vincenti, che ha regalato sogni ed emozioni, oltre a distribuire milioni di premi (per ben 30 milioni di euro), per un vero e proprio intrattenimento. Come testimonia anche l'ottimo riscontro del programma televisivo abbinato alla Lotteria, segno evidente che gli italiani amano giocare per intrattenersi.

Secondo i dati ufficiali dell'Amministrazione delle Dogane e dei Monopoli di Stato la crescita si è tradotta in 7,7 milioni di biglietti venduti contro i 6,9 dell'anno precedente e cioè 38,5 milioni di euro raccolti contro i 34,8 dell'anno scorso. Il payout finale al netto di tasse e margini si è fissato sui 30 milioni di euro per l'estrazione finale.

I motivi della crescita  L'appeal maggiore è stato generato da un'offerta combinata di vari giochi e dei tanti premi assegnati per circa 16,5 milioni di euro nel corso delle trasmissioni televisive oltre alla lotteria istantanea "gratta e vinci" e al gioco telefonico abbinati al biglietto della Lotteria Italia.

Tanto per fare un esempio, lunedi 6 gennaio, nel corso della trasmissione Rai, “La prova del cuoco”, in palio c'erano  365 mila euro, oltre ai sei premi di prima categoria abbinati ai biglietti della Lotteria, di cui il primo da 5 milioni di euro e numerosi altri per le categorie inferiori determinati dal Comitato. Le probabilità di vincita di questo gioco, definibili solo su base storica, sono state di 1 su 3,43 per le edizioni 2011 e 2012. 

La spinta televisiva  Merito anche della 'Prova del Cuoco', un programma seguito e di successo, rispetto ad altri format degli anni passati. E si registra questa inversione di tendenza dopo il trend negativo delle ultime due edizioni: -16% in quella 2011, -13,3% nell'edizione 2012, ora di nuovo in alto con un +10,6%. Insomma la formula della lotteria è sempre quella ma, sfruttando il boom della "food television", ha ripreso forza sul mercato.

Le città della Lotteria Italia Roma si conferma Capitale nella vendita dei biglietti della Lotteria Italia. E' l'unica provincia a superare il milione di tagliandi staccati: in particolare per l'edizione 2013 i biglietti venduti sono stati 1.302.670, il 16,9% del totale nazionale (7.675.300). Seguono in questa speciale classifica: Milano con 555.810 tagliandi e Napoli con 350.650.

Sono 665.140 i biglietti della Lotteria Italia venduti in Campania, con un aumento del 9,3% rispetto alla passata edizione, quando i tagliandi venduti furono 608.470. Capofila Napoli, dove sono stati venduti oltre metà dei tagliandi (350.650, +12,8% rispetto al 2012), mentre a Salerno ne sono stati acquistati 130.760 (+5,8%). Sono 91.270 i tagliandi staccati a Caserta (+6,2%), seguita da Avellino a quota 69.530 (+2,9%) e Benevento, che fa registrare un aumento dell'11,4% (22.930 biglietti).

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